Per festeggiare i suoi 130 anni, il Kunsthistorisches Museum di Vienna ha voluto omaggiare i visitatori con una grande mostra che affianca al nutrito nucleo di opere di Tiziano presenti nella collezione del museo opere provenienti da tutto il mondo.

Si procede per nuclei tematici, nella mostra allestita al Kunsthistorisches Museum di Vienna, e accanto a Tiziano sfilano ritratti femminili realizzati dai suoi illustri contemporanei. Qualche nome? Jacopo Tintoretto, Palma il Vecchio, Giorgione e Lorenzo Lotto. Opere dipinte da uomini per gli uomini.
La rassegna accoglie il visitatore con La caduta di Adamo ed Eva di Jacopo Tintoretto e la Madonna con bambino di Tiziano, le sole due opere a tema religioso presenti nel percorso espositivo. In questa mostra, infatti, la donna è calata principalmente nel contesto profano. Ma Eva e Maria, figure bibliche dell’Antico e del Nuovo Testamento, hanno avuto un impatto fondamentale sul ruolo della donna nella società cristiana. La figura di Eva è stata al centro di discussioni promosse da donne erudite in epoca rinascimentale, basti pensare alla Querelle des femmes, dibattito letterario e intellettuale proto-femminista nato proprio in questo periodo storico.
Poi si passa alle belle donne veneziane, ai ritratti reali, frutto di nuove interpretazioni, e alla rappresentazione di eroine come Maria Maddalena e Lucrezia. Tra le qualità celebrate dai dipinti ci sono il coraggio, l’abnegazione e la determinazione, associati a castità, modestia e altre virtù. Comune a tutte le rappresentazioni di questi soggetti e motivi molto diversi è la bellezza fisica e morale.

Tiziano Vecellio, Giovane donna allo specchio, 1515 ca., olio su tela, 99x76 cm. Musée du Louvre, Parigi © RMN Grand Palais Franck Raux
Tiziano Vecellio, Giovane donna allo specchio, 1515 ca., olio su tela, 99×76 cm. Musée du Louvre, Parigi © RMN Grand Palais Franck Raux

CORTIGIANE E POETESSE SECONDO TIZIANO

La bellezza femminile è rivelata attraverso gesti, sguardi e attributi. Emerge anche l’antica querelle sul primato della poesia rispetto alle arti visive. Secondo i pittori la bellezza viene invece rappresentata meglio attraverso il pennello che con i versi dei poeti.
Un nucleo espositivo è dedicato proprio ai letterati del tempo come Giovanni Bonifacio con la sua enciclopedia dei gesti, L’arte dei cenni, fonte inesauribile per l’interpretazione dell’anima attraverso i gesti, così come Pietro Bembo e l’Aretino. Ma non mancano le scrittrici e poetesse. L’alfabetizzazione ha permesso infatti a un crescente numero di donne di partecipare al discorso poetico. Tante le cortigiane, che animavano i salotti, in compagnia di artisti, aristocratici e clero.
Jacopo Tintoretto ritrae Veronica Franco, la più famosa poetessa di Venezia durante la seconda metà del Cinquecento. Come cortigiana aveva legami con la nobiltà e tra le sue frequentazioni c’era il futuro re Enrico III di Francia. Nelle sue Terze rime sfida l’ideale petrarchesco dell’amata passiva, battendosi per i diritti delle donne.

Tiziano Vecellio, Ritratto di Isabella d'Este, 1534 36, olio su tela, 102×64 cm. Kunsthistorisches Museum, Vienna
Tiziano Vecellio, Ritratto di Isabella d’Este, 1534 36, olio su tela, 102×64 cm. Kunsthistorisches Museum, Vienna

RITRATTI REALISTICI E IDEALIZZAZIONE DELLA DONNA

La prima metà del Cinquecento vede i grandi pittori veneziani realizzare sorprendentemente pochi ritratti realistici di donne: la maggior parte sono di membri di
dinastie regnanti del nord Italia come Isabella d’Este a Mantova, che Tiziano rappresenta come una giovane donna, basandosi su un’immagine di vent’anni prima.
Infatti molti ritratti sono stati realizzati non dal vivo ma attraverso la copia di immagini di altri artisti; in questi casi l’aura della donna in questione era più importante della somiglianza  alla quale siamo abituati attraverso la  fotografia.
La mostra procede con una sfilata di figure allegoriche, tra le quali la sapienza, tratteggiata da Tiziano per la Biblioteca Marciana e unica opera ancora custodita nel suo sito originario.
A rappresentare la caducità della bellezza è La vecchia di Giorgione, una donna segnata dall’inesorabile passare del tempo che dialoga con l’Avarizia di Dürer, rappresentata attraverso una caricatura grottesca di una anziana donna.

Tiziano Vecellio, Ritratto di Clarissa Strozzi, 1542, olio su tela, 115×98 cm. Gemäldegalerie, Berlino
Tiziano Vecellio, Ritratto di Clarissa Strozzi, 1542, olio su tela, 115×98 cm. Gemäldegalerie, Berlino

MORTE E RINASCITA

Alla fine, dopo i simboli della morte imminente, si riparte dalla giovinezza e dall’amore che trionfa su tutte le avversità. Il ritratto di Clarissa Strozzi di Tiziano è uno dei rari ritratti di bambini del Rinascimento veneziano. Il dipinto anticipa il futuro ruolo di moglie attraverso simboli quali i cigni e i putti, che rappresentano rispettivamente la fedeltà e la fertilità. Chi non potrà raggiungere Vienna dovrà attendere l’arrivo della mostra al Palazzo Reale di Milano.

Giorgia Losio

Vienna // fino al 16 gennaio 2022
Titian’s Vision of Women
KUNSTHISTORISCHES MUSEUM
Maria-Theresien-Platz
www.khm.at

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Autore Tiziano
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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.