Biennale di Architettura 2018: uno sguardo in anteprima sull’Europa

Tra le sessantacinque partecipazioni nazionali, la presenza dell’area europea è significativa. Ecco come 18 Paesi hanno risposto alla sollecitazione lanciata dal tema Freespace

Project team for the Swiss Pavilion at the 2018 Venice Architecture Biennale, 1 December 2017. Left to right, Ani Vihervaara, Alessandro Bosshard, Li Tavor and Matthew van der Ploeg. Photo by Christian Beutler KEY
Project team for the Swiss Pavilion at the 2018 Venice Architecture Biennale, 1 December 2017. Left to right, Ani Vihervaara, Alessandro Bosshard, Li Tavor and Matthew van der Ploeg. Photo by Christian Beutler KEY

Nel Manifesto diffuso nel giugno 2017, le curatrici della 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Yvonne Farrell e Shelley McNamara, hanno chiarito con una serie di enunciati cosa intendono con Freespace, tema guida della kermesse in apertura sabato 26 maggio. Spazio di “opportunità, spazio democratico, non programmato o libero per utilizzi non ancora definiti”, ma anche elemento primario per un’indagine corale sulle “opportunità di enfatizzare i doni gratuiti della natura, come la luce e tutte le risorse naturali” con gli strumenti dell’architettura. Dopo la panoramica delineata attraverso una selezione delle partecipazioni extraeuropee, prosegue il nostro itinerario tra i vari paesi partecipanti, con un focus sul continente europeo che include alcuni attesi debutti.

– Valentina Silvestrini

1. ALBANIA – HAPËSIRA ZERO SPACE

Tirana, © Bledar Hasimi, Courtesy Pavilion of Albania at the 16th Venice Architecture Exhibition

Alla sua quinta partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia, l’Albania rilegge il tema Freespace concentrandosi sulla “liberazione dello spazio a livello zero” nella città di Tirana. I visitatori possono misurarsi con un’installazione “multi-livello e multi-sensoriale”, alla scoperta dello spazio libero e dell’essenza della capitale albanese. Lasciato libero di modificare la configurazione visiva dell’intervento, il pubblico può dunque diventare “il protagonista interattivo della forma della città”.

Curatore: Elton Koritari
Arsenale
www.zerospace.al

2. CECA e SLOVACCA (Repubblica) – UNES-CO

Disegni di Kateřina Šedá per il progetto UNES-CO – Národní Galerie v Praze

La Repubblica Ceca e la Slovacchia continuano a condividere il padiglione, alternandosi sul fronte della gestione. Vincitrice del bando lanciato in vista della 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, l’artista Kateřina Šedá ha curato il promettente progetto UNES-CO. Dando vita a una sorta di ideale ponte tra le città di Český Krumlov, nella Repubblica Ceca, e Venezia l’operazione punta al coinvolgimento attivo di famiglie e singoli, selezionati online. Obiettivo? “Mostrare quello che lo spazio libero non è”, ha anticipato il commissario del padiglione Adam Budak.

Curatore: Kateřina Šedá
Giardini
http://unes-co.cz/

3. CROAZIA – CLOUD PERGOLA/THE ARCHITECTURE OF HOSPITALITY

Cloud Pergola – Croatian Pavilion

Articolato in tre interventi site specific – Cloud Drawing progettata da Alisa Andrašek and Bruno Juričić; To Still the Eyes di Vlatka Horvat ed Ephemeral Garden di Maja Kuzmanović -, il progetto della Croazia reinterpreta l’archetipo mediterraneo della pergola in chiave visionaria. Da struttura basica e vernacolare, capace di offrire un riparo dal sole e di fondere spazio pubblico e privato, tale elemento diviene infatti “l’espediente” per attivare “un’esperienza visionaria” legata ai temi dell’ospitalità e del cambiamento climatico.

Curatore: Bruno Juričić
Arsenale
http://www.pergola.ai/

4. ESTONIA – WEAK MONUMENT

Weak Monument, Behind the wall ©Weak Monument, 2018

“Dove finisce il monumento e dove inizia la semplice pavimentazione che lo sostiene? A volte per negligenza o manutenzione si oltrepassa la linea di confine che separa questi due elementi. Può accadere a seguito di una manifestazione o a causa di una demolizione. Altre volte sono la storia, il luogo o i materiali a rendere meno netta la separazione tra eccezionale e ordinario”. È da questo impianto teorico, enunciato dal curatore Tadeáš Říha, che prende il via la riflessione proposta dal padiglione estone, sottoposta all’attenzione del pubblico internazionale all’interno di un edificio di culto. In una dimensione tanto monumentale e rigida, quanto decadente.

Curatore: Laura Linci, Roland Reemaa, Tadeas Riha
Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice (Fondamenta San Gioacchin), Castello 450
www.weakmonument.com

5. FINLANDIA (Pad. Alvar Aalto) – MIND-BUILDING

Alvar Aalto, Viipuri Library, Vyborg, Russia 1935

È la passione dei finlandesi per le biblioteche a ispirare il progetto Mind-Building, che rende temporaneamente il Padiglione Alvar Aalto uno spazio per la contemplazione – o la scoperta – di questa specifica gamma di edifici e delle sue evoluzioni. Dalla prima biblioteca pubblica del Paese, costruita nel 1881, fino alla nuova la Biblioteca Centrale di Helsinki, progettata da ALA Architects e in apertura il prossimo mese di dicembre.

Curatore: Anni Vartola
Giardini

6. FRANCIA – INFINITE PLACES. BUILDING OR MAKING PLACES?

Encore Heureux, La Friche La Belle de Mai, Marsiglia

Ridurre “il divario tra architettura e società civile”: si orienta verso grandi traguardi il padiglione francese, al cui interno saranno presentati i destini “alternativi” di dieci tra edifici e complessi architettonici esistenti. Analizzando esperienze di riappropriazione di “luoghi infiniti” – come fabbriche e magazzini dismessi, uffici abbandonati o vuoti urbani privi di funzione -, la mostra si sofferma su esperienze di riattivazione nelle quali l’ibridazione tra discipline e lo sforzo di più soggetti ha originato processi esemplari. “Come architetti, dobbiamo confrontarci con quella che viene chiamata la crisi della materia”, hanno inoltre precisato i curatori in una lunga intervista concessa ad Artribune, anticipando che per l’allestimento, progettato con Collectif Etc, sono stati riutilizzati i materiali di Studio Venezia, il padiglione firmato dall’artista Xavier Veilhan per la Biennale Arte dello scorso anno.

Curatori: Encore Heureux, Nicola Delon, Julien Choppin, Sébastien Eymard
Giardini

7. GERMANIA – UNBUILDING WALLS

Checkpoint Charlie, Berlino; foto: Friedhelm Denkeler

Nazionalismo, protezionismo, divisione, integrazione: sono questi alcuni dei temi cruciali della nostra epoca. Assumendo come punto di partenza la riunificazione tedesca, il padiglione nazionale della Germania raccoglie significativi esempi di progettazione urbana e architettonica nei quali tali questioni sono stati affrontate, in una prospettiva internazionale. “I muri dividono le persone l’una dall’altra. Possono essere espressione di divisione, di potere e di esclusione, ma anche di protezione”, ha premesso il team curatoriale.

Curatori: Marianne Birthler, Lars Krückeberg, Wolfram Putz, Thomas Willemeit
Giardini
www.unbuildingwalls.de

8. IRLANDA – FREE MARKET

Da destra a sinistra: Miriam Delaney, Jo Anne Butler, Laurence Lord, Tara Kennedy, Orla Murphy, Jeffrey Bolhuis (Photograph: Ste Murray)

Il Paese d’origine delle curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara aderisce alla Biennale Architettura 2018 prendendo in esame “la generosità, l’umanità e la possibilità negli spazi comuni nelle città commerciali dell’Irlanda”. Meritevoli di essere approfonditi sono in questo caso i forti cambiamenti che hanno riguardato gli spazi per il commercio irlandesi, a partire dalle piazze nelle città minori o di provincia, con una progressiva riduzione del ruolo canonico dei mercati come luoghi di scambio e di aggregazione. Un team di sei progettisti – quattro donne e due uomini – esplora anche come questa tipologia di spazi possa essere rinvigorita, attraverso un intervento che per suscitare “una forte curiosità, immaginazione e creatività” si avvale anche del contributo di scrittori, artisti, poeti e autori di teatro.

Curatori: Laurence Lord (AP+E), Orla Murphy (Custom), Jeffrey Bolhuis (AP+E), Jo Anne Butler (Culturstruction), Tara Kennedy (Culturstruction), Miriam Delaney (DIT)
http://free-market.ie/

9. ITALIA – ARCIPELAGO ITALIA

Dettaglio modello, Sala dell’Arcipelago – Staff Mario Cucinella

Come “come un viaggio lungo l’Arcipelago, per trasmettere ai visitatori l’anima dei luoghi proposti, coinvolgendoli in un racconto suggestivo e inclusivo, in un percorso di conoscenza tra presente e passato che sfocia nell’indagine di possibili scenari futuri”: con queste parole l’architetto Mario Cucinella ha introdotto il Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018. Il percorso di visita include, nella prima Tesa, otto itinerari e una settantina di opere di architettura realizzate in tutta Italia, selezionate attraverso la call lanciata nel giugno 2017. Cinque progetti di ricerca, ciascuno legato a un’area interna del Paese e ad un tema, vengono inoltre esposti nella seconda Tesa. Si tratta degli esiti del “percorso corale”, nel quale Mario Cucinella e il suo staff sono stati affiancati da un collettivo formato da sei studi di architettura e da altri soggetti.

Curatore: Mario Cucinella
Arsenale
www.arcipelagoitalia.it/home

10. LITUANIA – THE SWAMP SCHOOL

The Swamp School, Pavilion of Lithuania

Dopo il successo del Baltic Pavilion dell’edizione 2016, la Lituania presenta quest’anno a Venezia il suo primo padiglione nazionale. Curato dagli artisti e docenti MIT Gediminas & Nomeda Urbonas, The Swamp School risponde a Freespace indagando la natura ibrida e inclusiva della palude come paradigma alternativo a un mondo minacciato da conflitti e disastri ambientali. Progettato da un team di giovani architetti lituani, il padiglione ospiterà un laboratorio didattico nel cuore di Castello in cui immergersi nell’immaginario della palude ed esplorare, in una serie di workshop multidisciplinari, nuovi modelli di convivenza fra uomo e natura.

Curatori: Nomeda & Gediminas Urbonas
Via Giuseppe Garibaldi, 1814
www.swamp.lt

11. OLANDA – WORK, BODY, LEISURE

LED lightning, Koppert Cress. ©Photo: Jan van Berkel

Le mutate condizioni del lavoro e l’emergere delle tecnologie legate all’automazione impongono anche all’architettura di scendere in campo. A partire dalle intersezioni tra Work, body, leisure – i tre concetti chiave riuniti nel titolo -, la partecipazione avvierà un’ampia indagine sui nuovi paradigmi sociali.

Curatore: Marina Otero Verzier
Giardini

12. PAESI NORDICI (FINLANDIA – NORVEGIA – SVEZIA) – ANOTHER GENEROSITY

Nordic Pavilion AG Perspective_ LAC

Qual è il rapporto tra la natura e l’ambiente edificato? Attraverso quali nuovi modi di costruire si possono enfatizzare le interazioni, spesso invisibili, tra il mondo costruito e quello naturale? Queste alcune delle domande lanciate dal padiglione dei Paesi Nordici mediante un’installazione che, a sua volta, punta a lasciar emergere il peculiare carattere del padiglione progettato Sverre Fehn nel 1962.

Curatore: Eero Lundén
Giardini

13. PORTOGALLO – PUBLIC WITHOUT RHETORIC

Arquipélago – Centro di Arti Contemporanee , São Miguel (Azzorre) João Mendes Ribeiro e Menos é Mais (Cristina Guedes e Francisco Vieira de Campos)

Dopo la fortunata esperienza di Neighbourhood – Where Alvaro meets Aldo, alla Giudecca, il Portogallo torna alla Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia affrontando il tema dello spazio pubblico. Dodici i progetti esaminati, opera di architetti del Paese appartenenti a generazioni eterogenee. Realizzati nell’arco compreso tra il 2007 e 2017 e frutto di commissioni di Stato, regioni e istituzioni locali, tali interventi sono relativi a strutture temporanee, edifici o infrastrutture dedicati alla cultura, all’educazione, allo sport e alla mobilità.

Curatori Nuno Brandão Costa e Sérgio Mah
Palazzo Giustinian Lolin, S. Marco 2893

14. REGNO UNITO – ISLAND

© JOHN MORGAN STUDIO FOR BRITISH COUNCIL

“Nell’anno che precede l’uscita del Regno Unito dalla Comunità Europea, intendiamo trasformare l’edificio in un generoso spazio pubblico che possa diventare un punto d’incontro popolare all’interno dei giardini della Biennale”, aveva anticipato, poco dopo la nomina, l’architetto Peter St John, uno dei tre curatori del padiglione inglese. La “trasformazione” annunciata si articola in due fasi: la realizzazione di una “piazza sopraelevata” al di sopra del padiglione, che offrirà ai visitatori dei Giardini un luogo di incontro e un punto di osservazione unico sulla Laguna; la scelta di svuotare lo spazio espositivo, mantenendo aperte le sue porte. Nell’ “Isola” del Regno Unito, “luogo di rifugio ed esilio”, per l’intero semestre di apertura verrà ospitato un programma di eventi che include poesia, performance, cinema e dibattiti sull’architettura.

Curatori: Adam Caruso e Peter St John, in collaborazione Marcus Taylor
Giardini

15. RUSSIA – STATION “RUSSIA”

Pavlovsk Vauxhall, Station Russia, Venice Architecture Biennale 2018, courtesy the Russian Pavilion, Venice

Passato, presente e futuro dell’infrastruttura ferroviaria e delle stazioni della Russia confluiscono nel padiglione nazionale, per l’occasione sostenuto dalla società JSC Russian Railways e anch’esso rimodulato in uno spazio di ispirazione ferroviaria. Architetti, designer e artisti russi contemporanei sono stati coinvolti nel progetto, realizzando all’interno dell’architettura progettata da Alexey Shchusev –autore anche del piano per la stazione di Kazansky – installazioni sonore e multimediali. Fotografie, modelli e disegni in mostra illustrano anche le sfide di un comparto di importanza strategica per un Paese tanto vasto.

Curatore: Semyon Mikhailovsky
Giardini
www.ruspavilion.com

16. SANTA SEDE – VATICAN CHAPELS

Vatican Chapels, la cappella progettata da Norman Foster

Tra le partecipazioni più attese della 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, il debutto della Santa Sede si distingue dalle tradizionali partecipazioni nazionali per un duplice aspetto: la sede scelta – l’isola di San Giorgio Maggiore – e la formula del coinvolgimento di dieci studi internazionali, ciascuno chiamato a misurarsi con il tema della cappella sacra concretamente realizzata. Il risultato? Un padiglione diffuso nel verde, che “si misurerà in ettari”, come ha preannunciato il curatore Dal Co.

Curatori: Francesco Dal co, Micol Forti
Isola di San Giorgio Maggiore

17. SPAGNA – BECOMING

Becoming, Exterior

Dopo il successo del 2016, quando Unfinished, curato da Carlos Quintans e Iñaki Carnicero, ottenne il Leone d’oro, la Spagna si affida ad Atxu Amann per un progetto destinato a vivere simultaneamente nella dimensione fisica del padiglione e in quella virtuale di un (esuberante) sito web. Considerando l’insegnamento come pratica architettonica a pieno titolo, la mostra riunisce le opere di una selezione di studenti. In dialogo aperto anche alle altre discipline.

Curatore: Atxu Amann
Giardini
http://b-e-c-o-m-i-n-g.com/

18. SVIZZERA – SVIZZERA 240: HOUSE TOUR

Project team for the Swiss Pavilion at the 2018 Venice Architecture Biennale, 1 December 2017. Left to right, Ani Vihervaara, Alessandro Bosshard, Li Tavor and Matthew van der Ploeg. Photo by Christian Beutler KEY

Selezionato dal Swiss Arts Council Pro Helvetia attraverso una call, alla quale sono pervenute oltre ottanta proposte, il progetto Svizzera 240: House Tour si focalizza sul tema dell’edilizia abitativa contemporanea. Anziché un appartamento in scala reale, nel padiglione i curatori hanno scelto di “allestire la visita di una casa: gli ambienti interni sono realizzati in scala variabile e poi uniti, formando una sequenza labirintica di prospettive interne”.

Curatori: Alessandro Bosshard, Li Tavor, Matthew van der Ploeg and Ani Vihervaara
http://www.svizzera240.ch/

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​