A Venezia un capolavoro della Guggenheim torna visibile grazie a un importante restauro 

Concluso dopo oltre cinque anni il progetto di studio e restauro di una delle opere più importanti di Piet Mondrian, visibile al pubblico fino al 19 ottobre nell'ambito della mostra dedicata alla collezione Peggy Guggenheim

Per oltre cinquant’anni, uno dei più celebri dipinti di Piet Mondrian (Amersfoort, Paesi Bassi, 1872 – New York 1944) conservati alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia è stato osservato attraverso il filtro di un restauro che ne aveva in parte modificato l’aspetto. Dopo un lungo progetto di studio e conservazione durato oltre cinque anni, Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939 torna al pubblico restituendo una lettura più vicina alle intenzioni dell’artista, visibile sino al 19 ottobre 2026 nell’ambito della mostra Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista.

Il capolavoro di Piet Mondrian restaurato e in mostra a Venezia

Realizzato tra il 1938 e il 1940, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il dipinto rappresenta uno dei vertici della ricerca neoplastica di Mondrian. Lo studio è nato dalla necessità di rivalutare gli effetti del restauro eseguito a New York nel 1968, che aveva modificato alcuni aspetti fondamentali della percezione dell’opera. La pulitura e la rimozione di materiali applicati nel corso del tempo hanno permesso di recuperare il delicato equilibrio tra superfici opache e lucide, riportando in evidenza il gioco di luce e spazialità immaginato dall’artista.

Le linee nere e la costruzione dello spazio

Tra i risultati più significativi emersi dalla ricerca spicca la nuova comprensione del ruolo delle linee nere, elemento distintivo della pittura di Mondrian. Le analisi hanno dimostrato come queste superfici fossero costruite attraverso numerosi strati di pittura e vernice e concepite come elementi lucidi e otticamente attivi. Accanto alle campiture bianche e colorate, caratterizzate da texture opache, le linee contribuivano a generare un complesso sistema di relazioni spaziali. Le indagini diagnostiche hanno inoltre rivelato modifiche compositive e tracce dei continui interventi dell’artista sulla propria opera.

Dalla cornice all’ambiente: il dipinto come spazio tridimensionale

La ricerca ha coinvolto anche oltre venti dipinti del periodo londinese e americano conservati in importanti musei internazionali, consentendo di approfondire le pratiche tecniche adottate da Mondrian negli ultimi anni della sua carriera. Particolare attenzione è stata dedicata al sistema di incorniciatura, considerato dall’artista parte integrante della composizione. Lo studio ha portato alla rimozione della cornice installata nel 1968 e alla ricostruzione della sottocornice originaria, realizzata in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Un intervento che restituisce all’opera una lettura più fedele alla visione di Mondrian, fondata sulla continuità tra dipinto, parete e spazio circostante.

Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista
Collezione Peggy Guggenheim – Dorsoduro 701, 30123 Venezia
Fino al 19 ottobre 2026

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Redazione

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