Miart & MIA: piccola guida alle gallerie di Milano

Alcuni distretti, un pizzico di solitari. Mostre che inaugurano, che proseguono, che stanno per chiudere. In spazi intimi e raccolti, o in fondazioni e megagallerie su più piani. Una scelta fra la sterminata offerta milanese.

Gary Hill, Pacifier, 2014
Gary Hill, Pacifier, 2014

Premessa: non parleremo di Arts & Food alla Triennale o di Munoz all’Hangar Bicocca, né di Medardo Rosso alla GAM o delle mostre inaugurali al Mudec. Ne abbiamo già parlato, ne parleremo in questi giorni, le trovate sull’agendissima e sulla nostra app. Ci limitiamo qui a parlare delle mostre negli spazi privati, di taglio più piccolo, delle realtà non profit e delle gallerie. Insomma, orientiamoci un momento. Vi diamo qualche spunto, e poi affidatevi alla vecchia e sana pratica del guardarsi intorno.

PORTA VENEZIA
Cominciamo da un’area storica, anzi proprio da via Tadino. Dove stava Zero… ora c’è Giò Marconi: andate a vedere lo spazio disegnato da Kuehn Malvezzi, merita, così come la collettiva inaugurale. Di fronte, i due spazi di papà Giorgio: la magnifica Fondazione (con Marcello Jori e Giuseppe Uncini) e lo Studio Marconi ’65 (ancora Uncini). Pochi passi e siete in via Scarlatti, allo Studio Invernizzi dove c’è – indovinate un po’ – François Morellet: ennesima mostra nello spazio milanese, ma il fascino dei suoi neon non diminuisce. Proseguendo verso la circonvallazione (direzione Bar Basso: chiedete e vi sarà indicato) si incoccia il triplice spazio della galleria di Raffaella Cortese, dove sono di scena William E. Jones e Yael Bartana, e nei giorni di Miart si presenta anche il nuovo ciclo fotografico di Roni Horn. Stessa zona per lo Studio Guenzani con Luisa Lambri e per la mostra inaugurale della Renata Fabbri arte contemporanea: che (ri)partenza, con una personale notevole di Hidetoshi Nagasawa. Infine, proprio vicino alla Porta, gli scatti di Akito Tsuda alla Pomo Galerie.

Yael Bartana - veduta della mostra presso la Galleria Raffaella Cortese, Milano 2015 - photo Lorenzo Palmieri
Yael Bartana – veduta della mostra presso la Galleria Raffaella Cortese, Milano 2015 – photo Lorenzo Palmieri

PORTA NUOVA
Una capatina qui per vedere grattacieli & co. la dovete fare, e ci sta anche un cocktail. Prendetelo da Dry in via Solferino, così incapperete anche nel progetto specifico pensato da Antonio Rovaldi, nell’ambito del programma Extra Dry affidato alle cure di Peep-Hole. A quel punto puntate in direzione Moscova, così da imbattervi in Harlem Room, che è una galleria nella galleria (la Montrasio Arte), e dove espone in questi giorni Andrea Mori. Ma c’è anche la nuovissima Loom Gallery, con Andreas Burger e la sua personale Opening, nonché Lucie Fontaine con una mostra di Irma Blank, e Kaufmann Repetto con l’accoppiata Nicola Martini e Andrea Kvas.

HUB STILICONE
Microdistretto, ma che qualità. Se non l’avete mai vista, andate a visitare la megagallery di Lia Rumma, che pare di stare a New York. In questi giorni c’è la mostra di Gary Hill. E naturalmente Peep-Hole, progetto che ha tra i fondatori anche Vincenzo de Bellis, direttore di Miart: sabato 11 aprile apre la mostra di Ull Hohn.

Andrea Mori – Un viandante verso Innsbruck - veduta della mostra presso Harlem Room-Galleria Montrasio Arte, Milano 2015
Andrea Mori – Un viandante verso Innsbruck – veduta della mostra presso Harlem Room-Galleria Montrasio Arte, Milano 2015

ZONAVENTURA
Siamo a Lambrate, e qui è difficile sbagliare: le gallerie sono tutte raccolte in un fazzolettone di isolati. Da non perdere gli ultimissimi giorni del solo show di Ali Kazma da Francesca Minini, e soprattutto le inaugurazioni da Massimo De Carlo (Elad Lassry) e Prometeo (Giuseppe Stampone).

FUORI ZONA
Pregi e difetti di Milano: avere gallerie – e che gallerie! – fuori da qualsiasi circuito che comprenda spazi omologhi. Insomma, gli anti-distretti. Un esempio: la Lisson Gallery, che venerdì 10 aprile inaugura la mostra di Cory Arcangel (che ha pure una retrospettiva alla GAMeC di Bergamo) e che è situata a due passi dal Museo della Scienza e della Tecnologia (metro Sant’Ambrogio). Un altro esempio: Assab One, che finalmente riapre con la decima tappa di The Wall (archives), progetto di Pietro Gaglianò; e che sta a Cimiano (metro omonima).
Direte: ma a Brera non segnalate nulla? In effetti la zona è sonnolenta da diversi anni. E tuttavia quest’anno un tour anche lei se lo è guadagnato, ma grazie a una galleria di Reggio Emilia, la Dispari&Dispari, che proprio in piazzetta Brera ha prodotto un intervento inedito di Patrick Tuttofuoco.

Cory Arcangel, Hillary : Lakes, 2014 - photo Joerg Lohse - © Cory Arcangel - Courtesy Cory Arcangel e Team Gallery
Cory Arcangel, Hillary : Lakes, 2014 – photo Joerg Lohse – © Cory Arcangel – Courtesy Cory Arcangel e Team Gallery

Manca qualcosa: certo! Qui abbiamo selezionato una manciata di eventi, ma il nostro calendario ne conta qualcosa come 22 pagine. Stampatevi questa panoramica, aprite la app e buona passeggiata.

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.