Roma Contemporary, cambia tutto

La fiera di Roma, quella diretta da Roberto Casiraghi, si risetta completamente. A partire dalle date: come Artribune aveva anticipato mesi fa, ci si sposta a fine settembre. Ma le novità non finiscono qui: c’è il legame sempre più forte con il Macro. E soprattutto la volontà di proporre un progetto di ampio respiro, addirittura triennale. Durante i quali focalizzare la fiera sull’area mediorientale: che si tratti di gallerie, di artisti o di tematiche. Tutto il resto lo racconta in questa intervista esclusiva il direttore della kermesse

Roberto Casiraghi - photo Manuela Giusto

Come sarà Roma nel 2013? Possiamo anticipare che ci saranno tante novità?
Sì, certamente. Roma Contemporary quest’anno avrà come sottotitolo The Mediterranean and Middle East Art Fair. Avvieremo infatti un nuovo progetto triennale volto a renderla la prima fiera d’arte contemporanea dedicata unicamente all’area mediterranea e mediorientale. Presenterà un focus sugli artisti che, indipendentemente dalla sede di residenza attuale, sono nati o cresciuti nei Paesi europei e del Nordafrica che si affacciano nel bacino del Mediterraneo, nonché nei Paesi mediorientali, e su quegli artisti internazionali che, per la creazione di alcune opere, si sono ispirati alle culture di questa vasta zona di riferimento.

Come è nata questa idea? L’idea di connotare in maniera così circostanziata la fiera?
Tutti i progetti nascono e si evolvono a seconda della combinazione di esigenze del mercato, del pubblico, della situazione generale, e Roma non fa eccezione. Guardiamo Artissima del 1994 e poi quella del 2000 e quella attuale. Sembrano tre eventi completamente diversi rispetto al contenuto e alla filosofia animatrice. E ugualmente Frieze, se leggiamo l’elenco delle gallerie della prima edizione e quello dell’ultima abbiamo lo specchio del cambiamento, dell’evoluzione progettuale. Allo stesso modo, Roma ha sentito l’esigenza di rinnovarsi, di sperimentare una strada fortemente caratterizzante il progetto, con un respiro almeno triennale, scandaglio e vetrina di una parte di mondo che oggi prepotentemente si presenta agli occhi di tutti come attiva, sensibile, feconda. Parlando con gli amici del Macro e cogliendo la grande disponibilità a istituzionalizzare maggiormente la fiera, e verificando la volontà di fondazioni, gallerie, collezionisti e istituzioni varie in quei Paesi, si è deciso di varare questo nuovo progetto. Noi faremo sempre e sempre più la parte tecnico-organizzativa e ci avvarremo di un impianto di responsabilità artistica di grande qualità.

Quindi il Macro sarà più coinvolto nella fiera?
Certo, era solo una istituzione ospitante, sarà invece un partner a tutti gli effetti.

Considerando che nel Mediterraneo c’è la Terra Santa, l’Egitto, Cartagine, Roma e l’Antica Grecia, è facile trovare opere che si siano ispirate a questa zona di riferimento. Dunque, come farete a tenere alta l’asticella in modo che il tema madre della fiera non diventi facilmente aggirabile? Non diventi solo un pretesto?
Non posso anticipare i nomi, ma il conforto delle collaborazioni scelte d’accordo con il Macro, il comitato internazionale di promozione e selezione, la forza del progetto e il numero esiguo delle gallerie partecipanti credo siano elementi sufficienti a determinare un’offerta qualitativa di grande livello e rispondente appieno all’essenza del progetto.

La corte interna dell’ex Mattatoio per Roma Contemporary

A che numero di gallerie pensate?
In questa prima fase del progetto parteciperanno circa sessanta gallerie. 

Uno degli obiettivi dovrebbe/potrebbe essere quello di convincere i grandi capitali arabi a venire in fiera e in qualche maniera a supportare il progetto. Ci proverete? Se sì, come?
Abbiamo già incominciato da mesi a percorrere le strade che portano i grandi ricchi arabi a interessarsi a Roma; e non solo gli arabi per la verità. Troviamo grande interesse anche da parte delle istituzioni di quei Paesi, per le quali una vetrina prestigiosa ed “esclusiva” a Roma sull’arte dei loro territori, sia come produzione che come ispirazione, può rappresentare un apprezzamento che vale il viaggio, la permanenza e il sostegno. Parimenti le istituzioni internazionali e governative che rappresentano quei Paesi a Roma sono molto ricettive e rappresenteranno quest’anno e maggiormente in futuro una parte degli “altrove in città” di Roma – The Mediterranean and Middel East Art Fair.

Ci sarà anche un programma collaterale?
Certo, il tema della fiera merita approfondimenti e focus dunque non mancheranno talk, interviste, incontri con le personalità più influenti delle aree interessate. Naturalmente con gli artisti, i critici e i curatori che si sono occupati dell’ambiente mediterraneo.

Dunque appuntamento a quando?
Appuntamento al 27-29 settembre al Macro Testaccio e alla Pelanda di Roma. Saremo noi a dare il via alla stagione espositiva 2013-2014…

Massimiliano Tonelli

Roma // dal 27 al 29 settembre 2013
inaugurazione 26 settembre 2013
Roma Contemporary – The Mediterranean and Middel East Art Fair
MACRO TESTACCIO
www.romacontemporary.it

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • Arafat

    Ma che senso ha? Basta cialtronerie pur di galleggiare!!

  • Quella di Casiraghi mi pare un intuizione interessante.

    Ho iniziato da poco a prendere contatto e lavorare con artisti del medio oriente, sono bravi, i giovani riescono a coniugare bene la tradizione con un linguaggio contemporaneo.

  • Sensity

    Mi pare una buona idea in effetti. L’Italia, ma Roma in particolare, deve essere il ponte di questi straricchi. Ad oggi il ponte è purtroppo Londra. Cerchiamo di portarli qui!!!

  • marco

    Che brutta cosa doversi reinventare. Ma capire che le fiere e Roma e’ finita no?
    In italia basta torino

  • helal

    fate un invito solo per avere i soldi degli arabi….ma va !!!! gli arabi amano London ,new york , paris…perchè devono venire qui in un paese che se ne frega di loro !