In un paesino sardo c’è un museo che fa dialogare da anni l’arte tessile con l’arte contemporanea

L’intuizione vincente del MURATS, inaugurato a Samugheo nel 2002, è stata quella di mettere in relazione il passato e il futuro dell’arte tessile, valorizzando una voce preziosa dell’artigianato sardo senza confinarla alla sua dimensione storica. Le ricche collezioni del museo, l’allestimento interattivo e le mostre audaci valgono il viaggio

A Samugheo, nell’Oristanese, l’arte tessile è stata per secoli architrave economica, sociale e identitaria della comunità. E ancora oggi costituisce una voce importante dell’indotto economico. Nel 2002, il MURATS (Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda) nasceva proprio con l’intento di valorizzare questo legame, raccontando l’arte tessile sarda, dalle radici materiali e immateriali del passato alle sperimentazioni contemporanee.

MURATS Il Museo dell'Arte Tessile Sarda a Samugheo
MURATS. Il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda a Samugheo

Il MURATS e l’arte tessile in Sardegna attraverso l’interesse del collezionismo

La mostra allestita negli spazi del museo fino al prossimo 15 novembre 2026 conferma questa vocazione, celebrando al contempo l’acquisizione di un nuovo corpus tessile – la produzione regionale raccolta nella Collezione Daneu – recentemente confluito nella collezione permanente del MURATS per donazione. 100 anni altrove, come si intitola il progetto, è l’affascinante restituzione della ricerca etno-antropologica condotta da Anna Rita Punzo, che è direttrice del museo, insieme a Elisa Bassu: l’indagine sull’attività collezionistica di Vincenzo Daneu, che negli Anni Venti del Novecento si dedicò intensamente alla raccolta di manufatti tessili sardi (affacciadas, copricassa, bisacce, coperte e inghirialettos), nell’ambito di un più diffuso interesse del mercato antiquario dell’epoca per la cosiddetta “arte paesana”. Mentre l’avvento delle produzioni industriali alimentava un nuovo consumismo, i tessuti artigianali d’uso quotidiano assurgevano a oggetti di alto valore estetico e storico. La collezione Daneu ne è lampante testimonianza, e la mostra in corso si premura di ricostruire quel contesto, raccontando anche i frequenti viaggi in Sardegna dell’antiquario – basato a Palermo, Daneu è stato a cavallo tra Ottocento e Novecento una figura chiave del mercato internazionale e della valorizzazione dell’artigianato artistico e popolare: la sua galleria, a Palazzo Santa Ninfa, fu punto di riferimento cosmopolita per collezionisti, studiosi e viaggiatori di tutto il mondo – e la genesi della raccolta.

Gli spazi e le collezioni del MURATS di Samugheo

Ciò che caratterizza e distingue da tanti musei dedicati alla storia dell’alto artigianato regionale il MURATS è infatti, sin dall’inizio, l’impegno riservato alla programmazione espositiva. Il museo si raggiunge all’ingresso del paese – l’abitato, nella regione storica del Mandrolisai, conta meno di 3mila abitanti – in un edificio progettato e realizzato ex novo per rispondere a specifiche esigenze museali, con aree espositive, laboratori didattici e una biblioteca (e circondato da un giardino di essenze della macchia mediterranea, che ospita anche la Pietra Sonora di Pinuccio Sciola, dono dell’artista al museo). La collezione, che spazia dalla fine del Settecento a oggi, comprende tappeti, arazzi, lenzuola e coperte, biancheria per l’uso quotidiano, teli destinati ad attività domestiche come la panificazione, ma anche abiti da sposa e per la vedovanza, abiti da lavoro e delle feste. Oltre a un corpus contemporaneo di tappeti realizzati in collaborazione con designer e artisti internazionali, ispirati dalle tradizioni dell’isola. Mentre la biblioteca conserva un piccolo patrimonio librario di testi e riviste dedicate all’artigianato storico, artistico e di design della Sardegna e all’arte contemporanea, in particolare alla fiber-art e alle produzioni connesse all’ambito tessile.

La programmazione del MURATS. Le mostre e l’arte contemporanea

E le mostre temporanee rispecchiano questa duplice e simultanea connessione con il passato e con il futuro. Nelle sale del museo sono passate, tra le altre, opere di Liliana Cano – l’artista, classe 1924, è scomparsa a Sassari nel 2021, nel 2014 MURATS esponeva il suo celebre ciclo ad acrilico su tavola con storie di Cristo, realizzato per il Convento di San Francesco di Ittiri – Narcisa Monni (Alghero, 1981), Renata Boero (Genova, 1936). Nel 2024, in occasione dei 50 anni dalla nascita di Pippa Bacca, il museo ha prodotto un raffinato progetto espositivo centrato sui significati dell’abito, del velo e del corredo della sposa, attraverso le opere di Oreste Pipolo, Pietruccia Bassu e della stessa Pippa Bacca. Mentre si è da poco conclusa la mostra dedicata al tema della morte (R.I.P. – della morte e di altre derive), elaborata a partire dai cinque Tapinos de mortu – antichi drappi funebri di produzione regionale impiegati per adagiare la salma durante il rito della veglia – presenti in collezione, con il coinvolgimento di 15 artisti contemporanei. Ma nella consuetudine del museo è entrato anche il ciclo di esposizioni dedicato al design contemporaneo di matrice regionale (Designers: idee e progetti per l’artigianato sardo). Sempre dal MURATS è partita, nel 2019, l’idea di promuovere una Biennale della Fiber Art della Sardegna (per ora ferma a tre edizioni, fino al 2023), per mappare i linguaggi contemporanei sviluppati dagli artisti sardi che si sono confrontati con le declinazioni tecniche, materiche, concettuali e performative di questa corrente artistica.

Nel 2026, MURATS si è dotato di un nuovo allestimento delle collezioni storiche, inaugurando anche un Laboratorio delle Tinture Naturali – percorso multisensoriale per scoprire l’origine dei colori – e un Tappeto Corale Interattivo, installazione touch che dà la parola alle storiche tessitrici di Samugheo.

Livia Montagnoli

MURATS – Museo Unico Regionale Arte Tessile Sarda
Via Bologna, sn – Samugheo (OR)
www.murats.it

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