In Francia le proteste degenerano e si dà fuoco ai monumenti: storia del Municipio di Limoges distrutto da un incendio

Appiccato nel tardo pomeriggio del 17 ottobre, l’incendio ha determinato il crollo della torre dell’orologio, del tetto e danneggiato gran parte della facciata. Il Sindaco di Limoges: “È una catastrofe per il patrimonio”


Immortala il crollo delle torre del Municipio di Limoges una delle immagini più drammatiche in arrivo dalla Francia attraversata dalle manifestazioni di protesta che sabato 17 ottobre hanno unito studenti e gilet gialli contro il caro vita e l’aumento dei prezzi del carburante. Disordini e feriti, atti di vandalismo e fuochi appiccati in strada – con decine di arresti nelle principali città del Paese – hanno contraddistinto una giornata ad alta tensione, dopo settimane di mobilitazione studentesca.

Il Municipio di Limoges prima dell'incendio. Thierry Laporte. Courtesy Ville de Limoges
Il Municipio di Limoges prima dell’incendio. Photo Thierry Laporte. Courtesy Ville de Limoges

L’incendio del Municipio di Limoges

E Limoges, capoluogo dell’Alte Vienne nella regione della Nuova Aquitania (nella Francia sud-occidentale), sconta uno dei prezzi più alti. Il Municipio della città è stato incendiato al termine della manifestazione, ed “è in gran parte distrutto“, conferma il prefetto dell’Alta Vienne. Il rogo ha determinato il crollo del tetto, fatta eccezione per l’ala ovest, e cancellato gran parte della facciata. Crollata anche la torre dell’orologio, inagibili molti degli ambienti istituzionali e amministrativi. Al momento dell’incendio, diverse persone si trovavano all’interno dell’edificio, ma fortunatamente sono riuscite a mettersi in salvo, e nessuno è rimasto ferito. Quel che resta è “una catastrofe per il patrimonio”, sottolineano il prefetto e lo sconsolato sindaco Guillaume Guérin, denunciando un deliberato atto di vandalismo: “Manifestare è un diritto e la rabbia dev’essere ascoltata. Tuttavia, nessuna protesta può giustificare la distruzione di beni pubblici, l’incendio di un municipio o le minacce di morte rivolte a chi, ogni giorno, è al servizio dei nostri concittadini. I danni sono enormi. Il cuore è pesante. Ma la nostra determinazione resta incrollabile. Limoges ha superato molte prove, rialzandosi sempre, unita e orgogliosa. Sarà così anche questa volta”.

La storia del Municipio di Limoges

L’Hôtel de ville di Limoges fu inaugurato il 14 luglio del 1883 in Place Léon Betoulle (dal 2022 ribattezzata Place Jacques Chirac), realizzato su progetto dell’architetto Charles-Alfred Leclerc (Parigi, 1843 – 1915) in stile neorinascimentale, su modello del municipio di Parigi, con facciata monumentale scandita da undici campate, il portale d’ingresso incorniciato da grandi arcate vetrate e una torre alta 43 metri a coronamento del corpo centrale dell’edificio, che dal 1975 è iscritto nell’elenco dei Monumenti storici francesi, riconosciuto per il suo valore architettonico e culturale.
Furono necessari quattro anni di lavori per completarlo – con ampio impiego di granito e calcare – in sostituzione della precedente sede municipale risalente all’inizio dell’Ottocento, e grazie al lascito di un ricco donatore (Alfred Fournier): per sceglierne l’ubicazione fu indetto un sondaggio che coinvolgesse tutti i cittadini; nel 1877, un concorso di architettura elesse vincitore il progetto di Leclerc, a fronte dei 27 progetti ricevuti.

I danni al Municipio di Limoges

Sin dall’inizio, l’architetto aveva previsto un articolato apparato decorativo, con medaglioni decorati a mosaico veneziano sul parapetto (realizzati da Giandomenico Facchina) e statue poste di Tony Noël ai lati dell’orologio, in rappresentanza delle arti dell’oreficeria e della smaltatura, per le quali Limoges è celebre nel mondo, vantando un’antica tradizione nella lavorazione della porcellana. Solo nel 1893, invece, fu sistemata la fontana monumentale progettata da Charles Genuys, collocata nello spazio antistante il palazzo.
La torre dell’orologio crollata era stata realizzata a partire da un’ossatura metallica, rivestita in zinco e con coperture in ardesia. Oggi non resta più nulla. Saranno invece da valutare nelle prossime ore i danni subiti dal patrimonio artistico esposto nei diversi ambienti del Municipio, dai dipinti di Henri-Paul Motte lungo lo scalone d’onore ai soffitti decorati dei saloni di rappresentanza.
Meno di dieci anni fa, l’edificio era stato interessato da interventi di restauro mirati alla manutenzione delle facciate, con sistemazione delle finestre, pulizia delle decorazioni scultoree e l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione.

Storicamente, il Municipio di Limoges è celebre anche per aver accolto, nel 1940, il governo belga in esilio dopo la resa al nazismo di re Leopoldo III: a Limoges, i parlamentari in fuga votarono la condanna formale alla capitolazione firmata dal sovrano belga. A concedergli ospitalità fu il sindaco dell’epoca, Léon Betoulle, che con loro condivise alcuni uffici del Municipio, esponendo all’esterno anche le bandiere belghe, accanto a quelle francesi. Poco più tardi, durante l’occupazione tedesca della Francia, il Municipio di Limoges sarebbe rimasto un centro nevralgico delle attività di Resistenza.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più