Il cibo di McDonald’s irrompe nei quadri impressionisti

Bibite, panini e alette di pollo fritte entrano nei quadri di Manet e Renoir nella nuova campagna pubblicitaria di McDonald’s. Ma non è la prima volta che arte e pubblicità si incontrano

Cosa accomuna McDonald’s e l’Impressionismo? Nulla, eppure questi due mondi distanti anni luce si sono incontrati nella nuova campagna pubblicitaria realizzata da DDB athens per il noto marchio statunitense di junk food.

BIBITE E PANINI MCDONALD’S TRA I QUADRI DI MANET E RENOIR

L’intento è quello di elevare i tipici prodotti alimentari McDonald’s ai classici dell’arte. Lo slogan che accompagna la campagna è infatti “Meant to be classic”. Accade così che i protagonisti ritratti nei capolavori impressionisti tengano tra le mani box e bibite con il logo McDonald’s in bella mostra: vediamo la cameriera al folies bergere di Manet servire crocchette di pollo o le bagnanti di Renoir sulla spiaggia in compagnia di un Mc Menu.

L’ARTE UTILIZZATA NON SOLO PER LA PUBBLICITÀ MCDONALD’S

Questo non sarà il primo e nemmeno l’ultimo caso di utilizzo di capolavori dell’arte per spot e adv. Come non ricordare la Cappella Sistina in Vaticano reinterpretata per l’Adidas con i calciatori? O la Gioconda di Leonardo scompigliata per accompagnare lo slogan “liscia, gassata o Ferrarelle”? E ancora il David di Michelangelo con indosso i jeans della Levi’s? Questi sono solo alcuni esempi di quanto l’arte sia stata plasmata a scopi commerciali, incappando a volte anche in beghe legali: sono note le cause intraprese da AiWeiwei contro la Volkswagen per violazione dei diritti morali e patrimoniali d’autore sull’opera Soleil Levant, o quella di Anish Kapoor che nel 2018 si è pubblicamente opposto alla riproduzione dell’opera Cloud Gate all’interno di un video pubblicitario della NRA – National Rifle Association. Del resto i primi manifesti pubblicitari, alla fine dell’Ottocento, erano vere e proprie opere d’arte realizzate da nomi come Toulouse Lautrec per il Moulin Rouge, o in Italia da Giovanni Mataloni in stile Liberty e successivamente da Marcello Dudovich per La Rinascente, Pirelli, Liquore Strega o ancora del futurista Depero, che disegnò addirittura l’attuale bottiglietta Campari.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.