“My name is Depero”, alla radio svizzera (e in streaming) un radiodramma sull’artista futurista

Scritto da Gaetano Cappa e Marco Drago, dopo aver condotto ricerche sul Fondo Depero al MART di Trento e Rovereto, il radiodramma in 10 puntate racconta il primo soggiorno in America dell’eclettico artista futurista

Marco Drago e Gaetano Cappa
Marco Drago e Gaetano Cappa

Vi è mai capitato di ascoltare un radiodramma dedicato alla vita e all’opera di un artista? Se – dopo aver letto monografie e guardato film biografici – vi affascina l’idea di fruire di un dramma incentrato sulle vicende di vita e d’arte di uno dei maggiori artisti del Novecento, vi consigliamo l’ascolto di My name is Depero, radiodramma in 10 puntate dedicato a Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960), pittore, scultore, illustratore e designer tra i più noti dell’avanguardia del Futurismo. Scritto (insieme a Marco Drago) e diretto da Gaetano Cappadell’Istituto Barlumen, My name is Depero sarà trasmesso fino al 22 maggio dalla svizzera RSI Rete due. Il radiodramma, che vede l’attore Massimiliano Speziani interpretare il personaggio di Depero, si focalizza su un particolare momento della vita dell’artista: il suo primo soggiorno americano, avvenuto tra il 1928 e il 1930.

IL RADIODRAMMA DEDICATO A FORTUNATO DEPERO

“Sono appassionato di Depero da quando ero ragazzino, mi ricordo di una sua mostra a Milano che andai a vedere con mia madre: ero e sono ancora appassionato di fumetti, e ciò che mi colpì di Depero furono le sue parti grafiche”,racconta ad Artribune Gaetano Cappa. “Nel tempo ho approfondito la figura di Depero: ho una casa sul Lago di Garda, molto vicina al MART e alla Casa Depero, dove sono andato più volte. Nella sua casa, è una sala dedicata alle pubblicazioni dell’artista: qui ho trovato un libro edito da Morreale negli anni Trenta, ‘Liriche Radiofoniche’, raccolta di liriche che Depero aveva scritto per la radio. Essendo un produttore radiofonico e affascinato da questa scoperta, ho deciso di farne un radiodramma”. Dopo aver consultato e studiato i materiali conservati nel Fondo Depero al MART – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, gli autori di My name is Depero  hanno ricostruito le vicende che hanno caratterizzato il soggiorno dell’artista a New York, mettendoli in scena sotto forma di flashback. Il radiodramma si svolge tre anni dopo il ritorno in Italia, nel 1933, quando Depero si reca negli studi dell’Eiar di Milano per il programma Impressioni d’America. Indeciso su cosa raccontare della sua esperienza, Depero decide di lasciarsi andare ai ricordi, parlando così dell’ambiente e della società di New York, delle mostre, delle difficoltà riscontrate nel vendere le proprie opere, della crisi del ’29.

DALLE RICERCHE AL MART AL RADIODRAMMA SU DEPERO

Durante le ricerche condotte al MART, Cappa e Drago hanno trovato il menabò di New York film vissuto, “che, se fosse andato in porto, si sarebbe trattato del primo libro multimediale della storia”,ci racconta Cappa. “Oltre ai testi, il libro avrebbe contenuto liriche, disegni e due fantomatici dischi incisi da Depero, di cui però al momento non ci è traccia. Sarebbe stata un’occasione per conoscere la voce di Depero. Voce che”,conclude il regista, “insieme all’attore Massimiliano Speziani abbiamo tentato di immaginare e inventare facendo una ricerca sulla dizione e sull’impostazione delle voci che parlavano in radio in quegli anni”. 

– Desirée Maida

Fino al 22 maggio 2020
My name is Depero
Di Gaetano Cappa e Marco Drago
Programma live su Rete Due, dal lunedì al venerdì alle 13:30 – dall’Italia in streaming tramite l’homepage della radio www.rsi.ch
Archivio delle puntate andate in onda su www.rsi.ch/mynameisdepero

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.