La chat col David di Michelangelo. Il progetto della Galleria dell’Accademia di Firenze

Sulla homepage del sito del museo fiorentino, è possibile aprire una chat in cui la celeberrima opera di Michelangelo vi accoglierà per intrattenere una conversazione. Ecco come funziona

Paolo Fiumi Chatbot
Paolo Fiumi Chatbot

Se aveste la possibilità di parlare con un’opera d’arte, cosa le chiedereste? La domanda non è poi così surreale visto che adesso è addirittura possibile chiacchierare in chat con il David di MichelangeloChatta col David è infatti il nome del progetto appena lanciato dalla Galleria dell’Accademia di Firenze che, attraverso l’intelligenza artificiale e alcuni meccanismi di machine learning, permette di avviare una chiacchierata digitale – la cui finestra è cliccabile dalla homepage del sito del museo – con il capolavoro di Michelangelo esposto negli spazi del museo.

“CHATTA COL DAVID”. COME FUNZIONA

Si tratta di un chatbot, sviluppato attraverso un software automatizzato in grado di interagire con gli utenti in forma di chat attraverso gli strumenti sviluppati da Querlo, società con base a New York che aiuta le istituzioni culturali e le aziende ad avviarsi alla digitalizzazione attraverso le più sofisticate tecnologie. Il chatbot si sviluppa attraverso il sistema del Deep Learning, che consiste nel corso del tempo in un accrescimento progressivo della capacità di risposta agli utenti, quindi il David, chat dopo chat, sarà in grado di conversare con i suoi interlocutori in maniera sempre più esaustiva imparando dalle stesse domande che gli verranno poste. Per la produzione dei contenuti, la Galleria dell’Accademia di Firenze ha avviato una collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, coinvolgendo un gruppo di studenti del corso di “Didattica per i musei” che, seguito dalla professoressa Federica Chezzi, ha provato a immaginare cosa un turista potrebbe chiedere al David: “perché sei considerato un simbolo?”, “cosa ha provato a sconfiggere Golia?”, “ti piace la musica?”, “che tipo era Michelangelo?”, “ti piace Firenze?”, “che lingua parli?”, “perché sei nudo?” sono alcune delle domande pensate dagli studenti.

 IL PROGETTO “CHATTA COL DAVID”

“L’idea del chatbot”, spiega Cecilie Hollberg, dal 2015 direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, “nasce dalla volontà di portare questo Museo nella modernità e per essere aggiornati bisogna rivolgersi ai giovani, come gli studenti universitari italiani e non, coinvolti nel progetto, che con la freschezza del loro approccio, dettato da uno spirito libero, sono in grado di comunicare la curiosità verso un’opera d’arte, quindi rendere l’emozione che si prova davanti al David per scoprire cosa realmente rappresenta. Questa esperienza con l’intelligenza artificiale può essere considerata un primo approccio oltre che un modo ludico per attirare l’attenzione di chi non è solito avvicinarsi all’arte”.

IN CHAT CON IL DAVID DI MICHELANGELO (E NON SOLO)

“Benvenuto nel mio chatbot. Sono l’alter ego virtuale del David, scultura di Michelangelo, considerata una delle opere d’arte più belle nella storia dell’umanità. Vuoi chiedermi qualcosa?”, esordisce il David nella sua chat. Per chi volesse invece confrontarsi direttamente con Michelangelo, l’Opera di Santa Maria del Fiore lo scorso marzo ha sviluppato una chat per parlare con il maestro rinascimentale, che darà avvio alla conversazione presentandosi e chiedendo il vostro nome e come state, proprio come avviene quando si chatta tra amici. Un piccolo riscatto per una delle sculture più famose del mondo dopo le vicissitudini che l’hanno vista protagonista all’attuale Expo di Dubai, tra ricostruzioni in 3D e censure.

– Desirée Maida

www.galleriaaccademiafirenze.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.