In lizza per la statuetta c’era Loving Vincent, celebrato lungometraggio dipinto dedicato a van Gogh; e c’era anche Visages Villages, divertente road movie frutto della collaborazione tra lo street artist JR e una figura storica del mondo del cinema come Agnes Varda. Ma agli Oscar 2018 l’arte ha trionfato con un film “minore”, un cortometraggio (premiato nella categoria Best Documentary Short Subject) che racconta la commovente storia di un’artista non molto conosciuta di Los Angeles. Mindy Alper, questo il suo nome, ha 56 anni e da tutta la vita combatte con la malattia mentale e le sue terribili conseguenze. Il disegno e la scultura sono la sua unica vera via di comunicazione e di riscatto e il film è straordinario nel connettere l’arte e la vita della Alper fondendo riprese, interviste e disegni animati.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.