L’etica dello sguardo tra fotografia, letteratura e poesia in mostra alla Mole Vanvitelliana di Ancona
Fino al 14 giugno 2026, la Mole Vanvitelliana ospita un’indagine visiva e poetica che riscrive l’identità del capoluogo marchigiano attraverso gli scatti di Massimo Baldini e i versi di Franco Scataglini, in qualche modo legati alle immagini
Ancona non è una città che si concede al primo sguardo. È una “città-soglia”, un porto reale e interiore che nasconde la propria essenza negli interstizi e nei silenzi. Per svelarla serve una sua rilettura nata da un legame “ritrovato” che è alla base di Ancona Revisited, la mostra fotografica di Massimo Baldini – in corso fino al 14 giugno presso la Mole Vanvitelliana -, arricchita dai versi di Franco Scataglini (Ancona, 1930 –Numana, 1994), una delle voci più originali della grande stagione neodialettale novecentesca, e da preziosi contributi critici inediti dello storico della letteratura Franco Brevini.
Chi è Massimo Baldini
Nato e cresciuto ad Ancona, Baldini è laureato in Sociologia economica nell’Università di Firenze e ha lavorato per oltre vent’anni nell’editoria. Dal 2014 si dedica esclusivamente alla fotografia. Dopo molti anni passati lontano dalla sua città natale, vi fa ritorno attraversando le strade familiari non per documentarle, ma per trovarvi “epifanie silenziose”.
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La mostra “Ancona Revisited”
Nella mostra Ancona Revisited, infatti, le sue fotografie lavorano sul tema della frontiera e sulla capacità di cogliere l’essenza architettonica e umana della città. Dalle banchine del porto antico alle curve del Passetto, dalle pietre storiche del Duomo di San Ciriaco ai tagli di luce geometrici delle periferie moderne, l’obiettivo del fotografo isola dettagli che spesso sfuggono alla fretta quotidiana. Non si tratta di una documentazione cartografica, ma di una vera e propria riscrittura visiva dello spazio urbano.

Un’estetica della sottrazione
Il progetto, sostenuto dal Comune di Ancona, si configura, inoltre, come un dialogo serrato tra due autori uniti da un principio comune: l’essenzialità. Se Baldini sfronda l’immagine da ogni decorativismo superfluo per arrivare al cuore geometrico e sentimentale dello spazio urbano, Scataglini opera una simile riduzione nelle misure delle parole e dei versi posti accanto alle immagini, in qualche modo legati. Come riconosce anche Brevini nel suo testo critico: “Nello sguardo di Baldini, le piazze e i vicoli di Ancona si svuotano del clamore per riempirsi di memoria. È una fotografia dell’ascolto. Si avverte il respiro dei secoli tra i marmi di Piazza del Plebiscito, così come si percepisce l’eco del lavoro umano nei moli deserti. Baldini non fotografa ciò che manca, ma la densità dell’aria che resta quando l’effimero si fa da parte”.
Claudia Giraud
Massimo Baldini – Ancona Revisited // fino al 14 giugno
Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni Da Chio 28, Ancona
https://museoomero.it/museo/la-mole-vanvitelliana/
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