Nelle sale italiane il film su van Gogh, Loving Vincent, tra arte, cinema e narrazione

Nelle sale italiane fino al 18 ottobre con Nexo Digital e Adler un film evento sulla pittura, la morte e l’attrazione dei colori di van Gogh. Il primo film interamente dipinto fotogramma per fotogramma.

Una delle opere riprodotte per Loving Vincent
Una delle opere riprodotte per Loving Vincent

Non possiamo che parlare con i nostri dipinti”. Loving Vincent è il primo film interamente dipinto. Dedicato al maestro olandese il cui talento è stato riconosciuto solo post mortem. Dopo il successo di “Van Gogh Alive – The Experience” (la mostra multimediale più visitata al mondo), arriva finalmente in sala una nuova straordinaria esperienza visiva: il primo lungometraggio dipinto su tela che racconta le opere e la vita dell’artista nato a Zundert, nei Paesi Bassi. Questo originale incontro tra arte, cinema e narrazione, vincitore del Premio del Pubblico al Festival d’Annecy sarà presentato fino al 18 ottobre nelle sale italiane con Nexo Digital e Adler. Loving Vincent, già presentato in un importante evento al London Film Festival, nasce da una regia a quattro mani: Dorota Kobiela e Hugh Welchman.

LEGGENDARIO VINCENT

Nessun artista è uguale all’altro e van Gogh (1853 – 1890) è decisamente diverso da tanti altri. Per pennello, per colori, per attrazione e per leggende. Loving Vincent si basa per l’appunto sul racconto della sua morte, sul presunto suicidio e sulla sua quasi certa follia. Cosa turbava l’uomo Vincent van Gogh e quanto riusciva la pittura a distrarlo dal mondo e dai pensieri negativi? La narrazione del film si sofferma su alcuni personaggi chiave della vita di van Gogh, volti noti ai tanti ammiratori dell’artista. Dorota Kobiela e Hugh Welchman, insieme a centinaia di artisti che hanno dipinto il film, hanno realizzato un omaggio visivo senza precedenti e senza eguali. Il film ripercorre gli ultimi momenti della vita sofferta e forse ancora incompresa di van Gogh. Ai dipinti, ai colori, ai volti il compito di comunicare la trama. Alle parole invece di fare da raccordo tra l’arte e il cinema.

Loving Vincent
Loving Vincent

IL PAINT DESIGN TEAM

Da Amsterdam a New York, da Londra a Mosca, da Parigi a Dallas, il lavoro di Vincent van Gogh è esposto nei più importanti musei del mondo e l’arrivo nella sale cinematografiche della sua arte è una straordinaria azione di contaminazione artistica, necessaria. A comporre il film sono migliaia di immagini realizzate da un team di 125 artisti. Loving Vincent è un film che ha quindi una lunga lavorazione alle spalle e che ha come risultato un fortissimo impatto visivo ed emotivo sullo spettatore. Poetico e seducente, tecnologico e artistico. Un’animazione quasi “futurista”. Il Painting Design Team ha impiegato un anno per re-immaginare i quadri di van Gogh come se fossero un film. In Loving Vicent, 94 tele di van Gogh sono riprodotte in una forma simile a quella originale e più di 31 dipinti sono rappresentati parzialmente.

LA TRAMA

Dal “Caffè di notte” al “Campo di grano” con volo di corvi fino alla “Notte stellata”, Loving Vincent è una perfetta costruzione scenica che segue una narrazione di per sé semplice ma non del tutto. Siamo in Francia nell’estate del 1891 e Armand Roulin, un giovane inconcludente e privo di aspirazioni, riceve da suo padre, il postino Joseph Roulin, una lettera da consegnare a mano a Parigi. Il destinatario è Théo van Gogh, fratello del pittore, da poco suicidatosi. Armand parte contro voglia per questa “missione” ma a Parigi non c’è alcuna traccia di Théo. La ricerca lo conduce da Père Tanguy, commerciante di colori, e subito dopo nel villaggio di Auvers-sur-Oise, dal medico che si è occupato di Vincent nelle sue ultime settimane di vita, il dottor Paul Gachet. Qui il luogo centrale del racconto diviene la locanda dei Ravoux, dove Vincent van Gogh ha soggiornato nelle ultime settimane di vita prima di morire molto giovane per un proiettile nell’addome. Loving Vincent non offre una soluzione al “caso”, ma regala una esperienza unica da cui farsi assolutamente coinvolgere e trascinare!

PERSONAGGI DI LOVING VINCENT

I personaggi di Loving Vincent si ispirano a volti noti del mondo del cinema, abbinati ai dipinti che essi rappresentano: Douglas Booth (Jupiter: il destino dell’universo, Noah) nel ruolo di Armand Roulin; Eleanor Tomlinson (Poldark, Il cacciatore di giganti) nel ruolo di Adeline Ravoux; Jerome Flynn (Game of Thrones) nel ruolo del dottor Gachet (il dipinto che ha detenuto il record di quadro col prezzo più alto per quattordici anni, il periodo di tempo più lungo di sempre); Saoirse Ronan (nomination Oscar per Brooklyn e Espiazione) nel ruolo di sua figlia Marguerite Gachet; Chris O’Dowd (Le amiche della sposaIT Crowd) è il postino Joseph Roulin; John Sessions (Filth-Il lercio, Gangs of New York) nel ruolo del fornitore di pittura di Vincent, Père Tanguy; Aidan Turner (Poldark, Lo Hobbit) è il Barcaiolo nel dipinto di Vincent, La riva dell’Oise ad Auvers; Helen McCrory (Harry Potter) nel ruolo di Louise Chevalier, la domestica del Dottor Gachet. Mentre l’attore di teatro Robert Gulaczyk riveste il ruolo del protagonista del film, Vincent van Gogh.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.