A circa sette anni dalla sua ideazione, e a tre dal lancio del primo trailer, è stata finalmente decisa una data definitiva per l’uscita di Cuphead, uno dei videogiochi più attesi degli ultimi anni. Nato dalla mente dei canadesi Chad e Jared Moldenhauer, nonché fratelli fondatori dell’indipendente StudioMDHR, Cuphead prende vita attraverso i due buffi protagonisti (caratterizzati appunto dalle tazze da colazione che hanno al posto della testa) intenti a sconfiggere una serie di boss per saldare un debito causato da una scommessa persa con il diavolo in corna e ossa. Il tutto si snoda attraverso una serie di livelli che richiedono diverse modalità di gioco, dal platform, all’action, allo sparatutto.

UNA GRAFICA RETRÓ

Ma cos’ha questo progetto di particolare? L’intero gioco è ispirato al mondo di Max Fleischer (Cracovia 1883 – Woodland Hills 1972), ideatore di cartoni animati iconici come Betty Boop e Koko il clown, e in generale allo stile di animazione tipico degli anni Trenta. Le aspettative suscitate negli appassionati del settore subito dopo il primo teaser hanno spinto i due creatori del progetto a confezionare un prodotto spettacolare e raffinato al tempo stesso, integrando nel proprio studio un numero maggiore di animatori e disegnatori capaci di perfezionare la fluidità dei movimenti di ogni singolo personaggio.
In occasione dell’ultima edizione dell’Electronic Enterteinment Expo, la grande convention di Los Angeles dedicata all’industria videoludica, meglio conosciuta come E3, è stato annunciato che Cuphead vedrà finalmente la luce il 29 settembre di quest’anno su Xbox One e PC. Non rimane che attendere la fatidica data. Intanto ci godiamo il trailer.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.