NFT: la nuova frontiera della speculazione

Tutti li vogliono, tutti li comprano. Tutti li rivendono forsennatamente. Pochi hanno realmente capito di che si tratta. Stiamo parlando degli NFT

Rafaël Rozendaal, Fear of Choice, 2019 NFT Foundation
Rafaël Rozendaal, Fear of Choice, 2019 NFT Foundation

Gli NFT sono esplosi nel 2021 sui mercati mondiali facendo movimentare quantità esorbitanti di denaro. Eppure, non è ancora ben chiaro se questo possa essere realmente considerato il mercato del futuro.
Chi compra un NFT che corrisponde a un’opera artistica digitale possiede soltanto il certificato dell’opera. Si potrebbe cominciare da questo punto per analizzare con attenzione tutti i problemi di questa straordinaria tecnologia che ha rivoluzionato il mondo dei collectibles. Già, perché gli NFT in realtà hanno molto poco a che fare con l’arte. Il fenomeno si è diffuso nel 2020 con il collezionismo di figurine sportive. L’NBA ha prodotto immagini virtuali dei suoi giocatori, alcune delle quali sono state acquistate per diverse migliaia di dollari. Per quale motivo? Perché una figurina digitale non si deteriora, non può essere rubata o falsificata. La tecnologia NFT ha insomma reso unico qualcosa che fino a prima non poteva per sua intima natura esserlo: un file (un oggetto creato dagli informatici per essere replicato n volte con facilità). Scrivendo sulla blockchain che quel file è di proprietà di qualcuno, lo si rende raro, appetibile e commerciabile. Ciò non significa che il file in questione diventi privato. Al contrario, può tranquillamente restare online, accessibile a tutti. Può valere per un video registrato su YouTube o per una qualsiasi immagine in formato jpeg. Basterebbe solo questo per porsi la domanda se sia effettivamente uno strumento adatto per l’arte e il suo mercato. Comprare un NFT equivale a comprare un’autentica, non l’opera.
La notizia sta soprattutto nelle cifre stratosferiche che vengono spese per accaparrarseli, spesso non c’è granché più da dire. Jack Dorsey, babbo di Twitter, ha ceduto il suo primo tweet risalente al 2006. L’asta per il relativo NFT ha fatto salire il prezzo a 2,9 milioni di dollari. Il prezzo medio di un NFT a febbraio 2021 era di circa 4mila dollari, è sceso a 1.250 dollari ad aprile (secondo quanto riferito dalla CNN) per poi risalire ancora. Il ban da parte della Cina alle criptovalute ha provocato lo scorso luglio una battuta d’arresto violenta, il rimbalzo si è poi registrato a ottobre, quando il Bitcoin ha toccato i 50mila dollari.

Global NFT Exhibition banner
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RICICLAGGIO E INQUINAMENTO

Uno degli altri grandi temi legati agli NFT è la provenienza del denaro. Le criptovalute con cui si acquistano i token digitali non sono regolamentate. Acquistando un’opera è possibile ripulire un possibile guadagno illegale senza lasciare tracce, solo token. E ancora, se la decentralizzazione appare vincente perché slegata dalle regole fiscali e legislative vigenti, allo stesso modo non tutela e non garantisce nessuno. In caso di attacco hacker, è quasi impossibile rivalersi in sede legale. È notizia di pochi mesi fa quella di un artista italiano (che preferisce rimanere anonimo) che ha perso quasi mezzo milione di dollari in cripto a causa di un furto informatico. Il punto principale è che la blockchain Ethereum, che regge il grosso degli NFT mintati a livello globale, non è regolata e tutelata da nessun ente. Non esiste alcuna authority delle blockchain che ne vigili al di sopra.
Non manca infine, tra le varie criticità, il tema ambientale. Per la “fabbricazione” degli NFT occorre una gigantesca potenza di calcolo basata su numerose strutture (server farm) sparse nel mondo intero. È il principio su cui si basa anche la creazione di criptovalute, chiamato mining. Un meccanismo estremamente energivoro che comporta, di conseguenza, enormi emissioni di gas a effetto serra.
Insomma, se da un lato la tecnologia NFT ha permesso alle opere digitali di essere finalmente riconosciute e nobilitate (l’arte digitale esiste dagli Anni Sessanta, non è una prerogativa del 2021), porta con sé una lunga serie di problemi che dovranno essere affrontati al più presto. Resta difficile credere che si tratti di una bolla, sono stati spesi troppi denari da persone troppo influenti perché tutto collassi. Basti pensare che Christie’s da inizio anno ha totalizzato più di 100 milioni di dollari in vendite di NFT. Certo è altresì che acquistare a cuor leggero beni digitali in criptovaluta sia un’esperienza al momento molto speculativa. Ovviamente pericolosa.

Beeple, Everydays. The First 5000 Days, 2021
Beeple, Everydays. The First 5000 Days, 2021

IL MERCATO NEL MONDO E IN ITALIA

Se volessimo identificare una data formale d’inizio del fenomeno NFT globale potremmo indicare il 12 marzo 2021. In quella giornata un’opera dell’artista statunitense Beeple (all’anagrafe Mike Winkelmann, un graphic designer di Charleston, in South Carolina), intitolata Everydays: The First 5000 Days, è stata venduta da Christie’s per 69.346.250 dollari (60,2 al netto del premio). Si trattava di un collage di 5mila immagini (da cui il nome) che l’artista ha realizzato tra il 1° maggio 2007 e il 7 gennaio 2021. Da quel momento gli scambi sui maggiori portali (Nifty Gateway, SuperRare, OpenSea) sono letteralmente impazziti. Si possono tutti consultare sul sito nonfungible.com, che raccoglie lo storico delle transazioni NFT categoria per categoria. I volumi globali a fine 2021 sono miliardari. Tuttavia, un’indagine più seria fa risalire a due o tre anni fa l’inizio del fenomeno, per lo più generato dallo scambio di collectibles digitali che hanno fatto la storia del web e figurine sportive.
Se parliamo di Crypto Art e NFT possiamo affermare, da italiani, di non aver perso il treno. Cambi è stata la prima casa d’aste in Italia a entrare nel panorama degli NFT in partnership con SuperRare, uno dei più autorevoli marketplace online, peer-to-peer, creato nel 2017 e specializzato in edizioni singole e premium di token non fungibili (NFT) basati sulla blockchain Ethereum. Sono state messe in vendita per un tempo pari a sei mesi 18 opere di artisti tutti italiani. I risultati sono stati incoraggianti, anche se lontani anni luce dalle cifre delle major Christie’s e Sotheby’s.
Quello che è parso estremamente intelligente è stato affidare la curatela della vendita a Serena Tabacchi e Bruno Pitzalis, due tra i professionisti più preparati del settore nel nostro Paese. L’asta Dystopian Visions ha di fatto riunito alcuni dei maggiori esponenti del movimento della Crypto Art italiana, proponendo una tematica legata a una visione futura del mondo. Serena Tabacchi è inoltre impegnata nella direzione del museo MoCda, uno spazio virtuale che dal 2018 propone il meglio dell’arte digitale internazionale con filtro curatoriale di alto livello.
Da menzionare anche il progetto Moon Landing di Andrea Bonaceto, appena andato sold out su Nifty Gateway. L’artista ha rivisitato la celebre pagina del Corriere della Sera del 1969 con lo sbarco sulla Luna attraverso l’arte programmabile e l’intersezione tra arte visiva, musica e poesia. Un altro italiano che lo scorso marzo ha fatto sold out con un drop sullo stesso portale, DotPigeon, ha recentemente partecipato con alcune opere (sia fisiche che NFT) nello stand della galleria Nagel Draxler ad Art Basel. Si tratta della prima galleria che ha proposto Crypto Art alla prestigiosa fiera di Basilea. Dietro l’allestimento e la curatela c’era Kenny Schachter, artista e editorialista per Artnet News, fondatore del movimento NFTism. Per tornare all’Italia, è di questi giorni la notizia che Artissima e Fondazione CRT, insieme ad Artshell e LCA Studio Legale, hanno lanciato il progetto Surfing NFT, offrendo a “cinque artisti e alle rispettive gallerie – selezionati da un comitato curatoriale internazionale attraverso una call – la possibilità di produrre un’opera digitale registrata con NFT su blockchain”.

Giacomo Nicolella Maschietti

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #63
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