Al Museo della Permanente di Milano “2121”, la più grande mostra sulla Crypto Art

DART, Dynamic Art Museum, organizza un’esposizione fisica di Crypto Art: si chiama 2121 e indaga il presente con gli occhi del futuro

Installation view 2121, DART - Dynamic Art Museum a Milano presso il Museo della Permanente, foto Massimiliano Tonelli
Installation view 2121, DART - Dynamic Art Museum a Milano presso il Museo della Permanente, foto Massimiliano Tonelli

Sembra un controsenso: la prima esposizione fisica di Crypto Art 2121 apre il 23 novembre presso il Museo della Permanente di Milano. La mostra è nata per iniziativa di DART | Dynamic Art Museum, progetto ideato da Piergiulio Lanza e realizzato insieme all’Architetto Riccardo Manfrin. La curatela è di DART in collaborazione WRONG THEORY, la prima produzione in real life del mondo NFT, nata dall’unione di Alessandro Brunello (Co-Founder & Co-CEO dell’Exchange Bibipom.com), Alan Tonetti (Founder & CEO di TaoDust) e Serena Tabacchi, curatrice della collezione «Dystopian Vision» e direttrice del MoCDA, Museum of Contemporary Digital Art. La cultura degli NFT sta rivoluzionando il mondo dell’arte, il mercato digitale, attraendo sempre più persone provenienti da ambiti completamente diversi. Per Crypto Art si intende infatti la “creazione di un’opera totalmente digitale, o la digitalizzazione di un’opera fisica, grazie a sistemi di blockchain e NFT (Non-Fungible Token)” di cui abbiamo parlato estesamente. Al pian terreno del Museo della Permanente si alternano, su una serie di schermi che occupano due grandi ambienti in un allestimento che fatica ad essere affascinante, artisti blue chip del genere, quindi personalità già riconosciute e affermate nel panorama dell’arte digitale, e OG (acronimo per Old Guy, i pionieri del campo NFT). Tratto peculiare di questi artisti? La convergenza di idee e la tendenza a collezionare (o scambiare) opere NFT di altri artisti.  

Installation view 2121, DART - Dynamic Art Museum a Milano presso il Museo della Permanente, foto Massimiliano Tonelli
Installation view 2121, DART – Dynamic Art Museum a Milano presso il Museo della Permanente, foto Massimiliano Tonelli

MOSTRA SULLA CRYPTO ART A MILANO: GLI ARTISTI 

A partecipare alcuni tra gli artisti più seguiti della Crypto e della Digital Art. Trevor Jones si autodefinisce “un artista tradizionale che ama la tecnologia”. Crypto Punks è una celebre collezione di 10.000 personaggi NFT lanciata a giugno 2017 sulla piattaforma blockchain di Ethereum dallo studio Larva Labs, team composto dagli sviluppatori software canadesi Matt Hall e John Watkinson. È presente anche l’altrettanto famoso progetto Bored Ape Yacht Club, una palude digitale abitata da uomini-scimmia. Sul sito si legge: “Ogni Bored Ape è unico e generato programmaticamente da oltre 170 tratti possibili, tra cui espressione, copricapo, abbigliamento e altro. Tutte le scimmie sono stupide, ma alcune sono più rare di altre”.  HACKATAO – pseudonimo per Sergio e Nadia che sul mercato NFT SuperRare hanno venduto oltre $ 250.000 nel 2020 – che stanno lanciando una collezione d’arte ispirata ai CryptoKitties. Xcopy realizza NFT focalizzandosi sulle seguenti tematiche: morte, distopia e apatia. Parteciperanno anche Dangiuz e Sarah Zucker. Presente anche Beeple (al secolo Mike Winckelmann) con l’opera The Passion of the Elon, facente parte del movimento Everyday, in cui viene prodotta e pubblicata un’opera d’arte digitale al giorno. Gli artisti italiani? Non mancano. Tra loro Federico Clapis, Alessandro Bavari, Alessio De Vecchi, Andrea Chiampo, Mattia Giordano Fabio Giampietro, Giovanni Motta, Davide Petraroli, Annibale Siconolfi.  

– Giorgia Basili 

2121
I Capolavori delle Collezioni Private
23 novembre 2021 – 6 febbraio 2022 
Museo Della Permanente
Via Filippo Turati, 34, Milano
+39 0294382885
[email protected]
https://www.dartmilano.com
http://www.lapermanente.it 

 

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AutoriFederico Clapis , Hackatao
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.