I 10 nuovi musei inaugurati in Italia e nel mondo nel 2021

Ripercorriamo l’anno che volge al termine sotto la lente di ingrandimento dell’architettura. In particolare: cos’è accaduto in ambito museale? Nonostante la pandemia, molte città si sono arricchite con sedi espositive destinate a ridefinire il perimetro d’azione delle istituzioni culturali. Anche in Italia

Quali edifici aperti nel 2021 si sono distinti per le qualità spaziali? Quali operazioni hanno portato alla nascita di nuovi poli di interesse culturale nelle metropoli internazionali, ma anche nelle città italiane? Una classifica di fine anno che, data l’attuale impossibilità di raggiungere fisicamente gran parte delle sedi scelte, punta soprattutto a offrire una ricognizione degli ultimi dodici mesi dal punto di vista dell’architettura, riunendo gli esiti più promettenti e validi.

– Valentina Silvestrini

1. M+ – HONG KONG

Negli anni abbiamo monitorato con regolarità il lungo iter costruttivo dell’M+, battute d’arresto e ritardi inclusi. Dopo la ristrutturazione del centralissimo Tai Kwun, questo edificio è la seconda “prova” di Herzog & de Meuron a Hong Kong. Arriva a completamento quasi in parallelo con l’MKM Museum Küppersmühle for Modern Art di Duisburg, realizzato in Germania. Situato nel West Kowloon Cultural District e parte integrante del masterplan disegnato da Foster + Partners, l’M+ emerge dal sottosuolo della tentacolare metropoli per conquistare verticalità e visibilità anche a distanza, grazie alla facciata-schermo. Detiene il “record” di museo più grande al mondo esclusivamente dedicato alle arti visive asiatiche moderne e contemporanee. Merita, soprattutto, un simbolico “primo posto” di incoraggiamento: dato il mutato scenario politico di Hong Kong, rispetto all’epoca della progettazione, per questa ambiziosa istituzione culturale la vera sfida potrebbe iniziare proprio ora.

2. BOURSE DE COMMERCE – PARIGI

Come si interviene in un luogo come la storica (e stratificata) Bourse de Commerce parigina, evoluzione della Halle aux Blés risalente al XVIII secolo, per soddisfare le richieste espositive del collezionista d’arte François Pinault? Nell’impianto disegnato da Tadao Ando Architect and Associates, la memoria e il tempo sono i “principi guida” dai quali trae forza un intervento scultoreo. Due i suoi pilastri: la figura del cerchio; l’autonomia dell’innesto contemporaneo rispetto alla preesistenza. Completa la poesia, la luce proveniente dalla rinnovata cupola.

3. DEPOT BOIJMANS VAN BEUNINGEN – ROTTERDAM

Volume e materiali di rivestimento del Depot Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, progettato da MVRDV, hanno fatto storcere la bocca a molti, suscitando un mix di reazioni che va dal commento ironico alla critica rovente. Più ponderate le parole che sono state spese per gli interni. Proviamo ad attenerci al “dato storico”: l’aver reso interamente accessibile al pubblico (in forma permanente) il deposito di un museo segna inevitabilmente un taglio netto rispetto al più diffuso modello di conservazione delle opere d’arte. Farà storia? Resterà un unicum? In questo caso Artribune era presente all’apertura: tutte le impressioni a caldo le trovate qui.

4. GES-2 – MOSCA

Dagli Stati Uniti alla Russia. Per Renzo Piano Building Workshop il 2021 è stato caratterizzato dell’ultimazione di due imponenti e attesi musei. All’apertura dell’Academy Museum of Motion Pictures, a Los Angeles, avvenuta in primavera, è infatti seguito il recente taglio del nastro del polo culturale moscovita GES-2. Attingendo al modello delle ottocentesche “case della cultura” russe, per la V–A–C Foundation lo studio diretto dall’architetto genovese ha portato a nuova vita i 20.000 mq della (dismessa) centrale elettrica che forniva energia al Cremlino. Concepita per diffondere ora “energia culturale” a residenti e visitatori, la risorta “cattedrale di vetro e luce” include gallerie espositive, alloggi e residenze per artisti, un auditorium. Non manca neppure un bosco di betulle di nuova piantumazione.

5. KUNSTHAUS – ZURIGO

Doppio piazzamento nella nostra classifica di fine anno per lo studio guidato da David Chipperfield, che con il suo intervento di ampliamento ha reso la Kunsthaus Zürich il più grande museo d’arte della Svizzera. Ancora una volta, l’architetto britannico si conferma un maestro nella progettazione degli spazi culturali: dalla cura riservata alle finiture e ai materiali allo studio della luce, fino alla gestione dei flussi. L’ennesima conferma arriva dal Royal Institute of British Architects, che ha appena selezionato la James-Simon-Galerie di Berlino fra i tre progetti finalisti del biennale RIBA International Prize.

6. HANS CHRISTIAN ANDERSEN MUSEUM – ODENSE (DANIMARCA)

Kengo Kuma è fra gli architetti giapponesi più attivi oltre i confini del Paese d’origine. Dopo l’esperienza del V&A Dundee, il primo museo scozzese del design, lo ritroviamo in Europa, più precisamente a Odense, patria dello scrittore Andersen. È a ridosso della sua casa natale che Kuma ha progettato il nuovo complesso museale dedicato all’autore de La Sirenetta. Concepito per evocare la dimensione magica delle sue fiabe, il museo include spazi underground e padiglioni in successione, definiti da generose vetrate che affacciano sul verde. Immancabile, sia all’interno che all’esterno della struttura, il ricorso al legno. In perfetta coerenza con l’ormai consolidato “stile Kuma”.

7. MUNCH MUSEUM – OSLO

I sessanta metri di altezza, con “reverenziale” inclinazione del coronamento, e il rivestimento in pannelli di alluminio riciclato definiscono il “colpo d’occhio” del Munchmuseet, visitabile da ottobre 2021 a Oslo. A progettarlo gli spagnoli di Estudio Herreros, che hanno concepito la nuova casa de L’Urlo (in tutte le sue versioni) come una torre a ridotto impatto ambientale e in grado di rispondere a un’ampia gamma di esigenze espositive.

8. NEUE NATIONALGALERIE – BERLINO

As much Mies as possible” è stato il principio che la committenza ha chiesto di seguire allo studio di David Chipperfield Architects Berlin, incaricato di intervenire in uno dei gioielli architettonici della capitale tedesca. Stiamo parlando della Neue Nationalgalerie, l’unica opera progettata e portata a termine da Ludwig Mies van der Rohe dopo il rientro dagli Stati Uniti. Nel Kulturforum berlinese, Chipperfield e il suo team hanno eseguito un autentico “intervento chirurgico”, che ha previsto anche lo smantellamento di circa 35.000 componenti originali dell’edificio. Sempre a Berlino e sempre nel 2021, è stato aperto l’Humboldt Forum su progetto dell’architetto italiano Franco Stella.

9. FELLINI MUSEUM – RIMINI

Con la recente entrata in attività della terza sede, il Cinema Fulgor, si è definitivamente formato il polo museale diffuso che Rimini ha scelto di intitolare a uno dei suoi più illustri cittadini: Federico Fellini. Il progetto che ha portato alla nascita del Fellini Museum, coordinato dal Comune di Rimini, è stato affidato alla direzione artistica di Studio Azzurro, cui si deve anche il piano multimediale immersivo; del fronte architettonico e allestitivo si sono occupati l’architetto Orazio Carpenzano e lo Studio Tommaso Pallaria. L’aspetto vincente? L’aver inteso l’omaggio al cineasta non nell’accezione di “opera in sé conclusa”, ma come eredità viva in grado di propagare la propria eco in più luoghi del centro città. Piazza Malatesta inclusa, che così diviene l’epicentro del nuovo “ecosistema culturale” riminese, insieme al Teatro Galli e al PART – Palazzi dell’Arte Rimini.

10. MAXXI – L’AQUILA

Impossibile non ricordare l’apertura del museo di arte contemporanea abruzzese, visitabile dal 3 giugno scorso nel cuore de L’Aquila. Ad accogliere le opere della collezione capitolina del MAXXI, che saranno via via presentate sulla base di specifici progetti espositivi, sono le rinnovate sale del settecentesco Palazzo Ardinghelli, risorto dalle ceneri del sisma del 2009. L’operazione, dalla lunga gestazione, va nella direzione giusta: incoraggiare una sempre più capillare diffusione dei linguaggi contemporanei oltre le mete più battute.

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.