Aperto al pubblico dallo scorso fine settimana, il più grande museo d’arte della Svizzera viene presentato in questo video. Ad accompagnarci alla scoperta della relazione fra la nuova architettura e la città, delle modalità con cui la luce naturale penetra nelle sale espositive, del rapporto fra pieni e vuoti all’interno dell’edificio sono le campane dell’installazione partecipativa “The sense of things.

L’AMPLAIMENTO AD OPERA DI DAVID CHIPPERFIELD

Ultimato a dicembre 2020, l’ampliamento della Kunsthaus Zürich è stato progettato dallo studio guidato dall’architetto David Chipperfield. Un intervento ambizioso, tanto sul piano architettonico quanto su quello culturale, come raccontava nel 2019 ad Artribune il direttore dell’istituzione svizzera, Christoph Becker: “Da nessun’altra parte le opere di Alberto Giacometti possono essere viste in così grande numero e diversità” dichiarava, alimentando (legittime) aspettative verso uno dei punti di forza del percorso espositivo.

Girato in occasione della pre-apertura della scorsa primavera, il video curato da David Chipperfield Architects si concentra sull’interazione tra i primi visitatori e la nuova architettura. Sei minuti che incoraggiano a intraprendere un’esperienza di contemplazione dello spazio architettonico, descritto fra le spontanee sonorità cittadine e le campane dell’opera partecipativa The sense of things, opera site-specific del coreografo William Forsythe

NEL 2022 UN’AMPIA RETROSPETTIVA SU NIKI DE SAINT PHALLE

Con l’intervento di David Chipperfield Architects Berlin, la Kunsthaus Zürich rafforza la propria dotazione di spazi anche da destinare alle mostre temporanee. In particolare, oltre 1200 metri quadrati saranno riservati ai principali progetti annuali; a disposizione anche un cabinet di 150 mq e ulteriori 710 mq, suddivisibili in due ambienti distinti. Pandemia permettendo, il 2022 rappresenterà il “banco di prova” per la gestione di queste gallerie, come lascia intendere il programma espositivo appena annunciato. A vent’anni esatti dalla scomparsa, la Kunsthaus Zürich renderà omaggio alla personalità unica di Niki de Saint Phalle, con una retrospettiva scandita da circa 150 opere dell’artista (dal 2 settembre 2022). Yoko Ono e Alexandra Bachzetsis saranno al centro di due progetti espositivi monografici, entrambi al via nel marzo 2022; riunirà oltre 80 artisti del XX e XXI secolo la collettiva che indagherà il tema della salute, evidenziando quanto la preoccupazione per il benessere fisico e mentale appartenga a tutte le generazioni (dall’8 aprile 2022). Fra i protagonisti della programmazione estiva ci sarà anche Federico Fellini, con una mostra che illustrerà il rapporto d’elezione fra la sua produzione cinematografica e la pratica del disegno.
Valentina Silvestrini
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AutoreDavid Chipperfield
CuratoreDavid Chipperfield
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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.