Intervista alle curatrici che hanno portato l’Italia alla Craft Week di Londra 

Amalia di Lanno e Valeria Zerbo, ideatrici della piattaforma curatoriale Avant Craft ci raccontano il loro progetto che esordisce con “Contemporary Perspectives on Italian Ceramics” la prima mostra sulla ceramica italiana all’evento sull’artigianato più cool di Londra

La ceramica italiana arriva per la prima volta alla London Craft Week (LCW), famoso festival che dal 2015 celebra l’eccellenza del craft attraverso eventi diffusi in tutta la città, e a portarla sono due curatrici che hanno fondato proprio nella City, appena un anno fa, Avant Craft, piattaforma curatoriale ideata per sostenere artisti indipendenti. Loro sono Amalia di Lanno e Valeria Zerbo, rispettivamente, Art & Communication manager e architetta e Creative Director che, con la mostra Contemporary Perspectives on Italian Ceramics, presentano al pubblico internazionale una selezione di artisti e designer italiani indipendenti, le cui ricerche affrontano la ceramica come terreno di indagine materica, sperimentazione scultorea e continuità culturale.
Per approfondire la mission e la genesi del progetto, in vista dell’apertura dell’esposizione, il 14 maggio – con l’appuntamento Meet a Master che permetterà ai visitatori di incontrare e condividere l’esperienza della ceramica con uno degli artisti presenti in mostra: Riccardo Monachesi -, kick off ufficiale di Avant Craft, ne abbiamo parlato direttamente con loro…

Contemporary Perspectives on Italian Ceramics, Avant Craft, London Craft Week - LWC, Londra, Installation view ph Amalia di Lanno
Contemporary Perspectives on Italian Ceramics, Avant Craft, London Craft Week – LWC, Londra, Installation view ph Amalia di Lanno

Intervista ad Amalia di Lanno e Valeria Zerbo curatrici della piattaforma Avant Craft a Londra

Avant Craft è stata concepita come piattaforma curatoriale per artisti indipendenti: come avete tradotto concretamente questa mission?
Avant Craft nasce da un confronto e una riflessione sull’arte e la contemporaneità per andare “Avant_i”, oltre i confini e le convenzioni. Siamo partite dall’idea di attenzione e cura, del pensiero, del processo e, soprattutto, del fare opera. Da qui ha preso vita la nostra piattaforma curatoriale dedicata ad artisti e designer indipendenti, con l’obiettivo di dare visibilità a voci della scena italiana, la cui pratica artistica amplia e ridefinisce i confini tra craft, arte e design. L’idea è di coltivare un campo d’azione creativo dove far crescere voci, nascoste o inesplorate attraverso eventi culturali volti a proporre pezzi unici e edizioni limitate per la promozione di un collezionismo consapevole.

In che dimensione si trova Avant Craft?
Il nostro progetto si colloca in una dimensione ibrida, che unisce ricerca curatoriale, narrazione e relazione. Da un lato lavoriamo sulla selezione degli artisti e la costruzione di un discorso attorno all’opera; dall’altro, sulla comunicazione e il racconto come strumenti capaci di restituire non solo l’oggetto finale, ma anche il processo, i materiali e la ricerca da cui prende forma. Ci interessa creare una relazione più diretta ed emotiva tra pubblico e opera, accompagnando l’osservatore attraverso una lettura che renda accessibili contenuti, contesto e sensibilità differenti, senza separare la dimensione estetica da quella culturale e progettuale.

Le mostre che ruolo giocano in questo contesto?
Le exhibition temporanee sono concepite come momenti di esperienza e confronto, anche in spazi non deputati all’arte, in cui le opere possono essere viste, percepite e comprese, attivando nuove connessioni in contesti mutevoli, aperti a pubblici ampi e trasversali.

“Contemporary Perspectives on Italian Ceramics” è la prima mostra di Avant Craft, com’è nata l’idea e come si è evoluta durante il processo curatoriale?
In effetti è il primo di una serie di progetti curatoriali che vogliamo sviluppare dedicati all’incontro tra arte, craft e design. In questo senso, Contemporary Perspectives, non identifica soltanto un titolo ma un format curatoriale in evoluzione, focalizzato, di volta in volta, su medium, pratiche e discipline differenti. In questo contesto la ceramica rappresenta una prima materia di indagine che apre all’azione creativa attraverso la relazione tra opera e gesto.

Quindi, l’idea di eterogeneità artistica è prioritaria?
Esattamente, ci interessa creare uno spazio capace di evidenziare pluralità di approcci, sensibilità e linguaggi all’interno della ceramica contemporanea. In questo senso, Contemporary Perspectives si configura come un dispositivo aperto di ricerca, attraverso cui sondare altre visioni prospettiche.

La scelta di Fitzrovia e della London Craft Week non è stata casuale, in che modo questo ecosistema culturale dialoga con la ceramica contemporanea italiana?
Dal momento che l’idea è di proporre prospettive e talenti inediti, un quartiere con una forte tradizione intellettuale e culturale ci sembrava appropriato. Fitzrovia è da tempo luogo di pensiero e incontro tra figure legate alla scena creativa londinese, ancora oggi mantiene una dimensione aperta alla sperimentazione e al confronto tra linguaggi differenti.

Come avete selezionato gli artisti e quali criteri hanno guidato la costruzione di questo dialogo tra pratiche così diverse?
La selezione dei sei artisti – Francesca Romana Cicia (Roma, 1994), Etra Masi (Napoli), Riccardo Monachesi (Roma, 1954), Daniela Daz Moretti (Recale, 1978), Alice Reina (Pinerolo, 1985), Anna Resmini (Milano, 1986) è nata da un equilibrio tra collaborazioni già avviate e nuove ricerche. Alcuni di loro fanno parte di un dialogo curatoriale che portiamo avanti da tempo, mentre altri sono stati individuati per la loro capacità di sperimentare e ridefinire le possibilità espressive della ceramica contemporanea.

Qual è il vostro focus di interesse?
Più che costruire un percorso omogeneo, vogliamo mettere in relazione pratiche differenti, accomunate da una forte sensibilità materica e da un approccio rigoroso alla ricerca. Le opere affrontano temi come memoria, fragilità, intuizione, identità e ironia, mantenendo una forte consapevolezza tecnica e una profonda attenzione alla qualità di processo e materia.

Ci potete dire di più?
Francesca Romana Cicia usa la ceramica per conservare memoria e natura, come frammenti e tracce. Etra Masi sviluppa una pratica in porcellana legata alla tradizione faentina ma in chiave contemporanea e sperimentale. Riccardo Monachesi unisce forme minimaliste e colore con un approccio preciso e ironico. Daniela Daz Moretti interpreta la ceramica come linguaggio filosofico, esplorando ritmo e misura. Alice Reina lavora su memoria e fragilità, mentre Anna Resmini lascia che sia il materiale a guidare la forma.

Da dove nasce il vostro interesse per la ceramica?
La ceramica rappresenta per noi un linguaggio arcaico e contemporaneo; capace di offrire nuove possibilità espressive e conservare memoria, gesto e trasformazione. Un medium attraverso cui intendiamo dar voce agli artisti che reinterpretano una pratica radicata nella cultura italiana, rinnovando la continuità tra tradizione e contemporaneità.

Che tipo di dialogo vi interessa instaurare tra la scena italiana e quella internazionale?
In Italia, la ceramica è legata alla propria identità territoriale e culturale, radicata in realtà storiche di riferimento che custodiscono un patrimonio di saperi e tradizioni unico. Nel Regno Unito, il contesto dinamico e strutturato, offre maggiori possibilità di integrarla all’interno del discorso contemporaneo tra arte, craft e design.

Quindi, tradizione e innovazione?
Effettivamente, l’idea è creare un dialogo tra la profondità della nostra tradizione e un approccio più aperto e interdisciplinare, capace di leggere la ceramica come uno strumento interpretativo per mettere a fuoco la realtà contemporanea connettendoci all’origine della nostra terra e alla forza di un gesto autentico fatto a mano.

Guardando al futuro, come immaginate l’evoluzione di Avant Craft?
Come una piattaforma sempre aperta al confronto e alla sperimentazione, un telescopio per guardare lontano e una lente d’ingrandimento per scovare voci nascoste. Ad oggi la ceramica resta per noi la materia prima ma ci interessa esplorare ogni pratica artistica che ci permetta di alimentare un senso critico e di consapevolezza verso la realtà, noi stessi e l’altro.

Contemporary Perspectives on Italian Ceramics, Avant Craft, London Craft Week - LWC, Londra, Installation view ph Amalia di Lanno
Contemporary Perspectives on Italian Ceramics, Avant Craft, London Craft Week – LWC, Londra, Installation view ph Amalia di Lanno, dettaglio Riccardo Monachesi e Daniela Daz Moretti

Quale sarà il prossimo passo?
Stiamo sviluppando collaborazioni con istituzioni e spazi privati di Londra per rafforzare ulteriormente il dialogo tra i due contesti e creare nuove opportunità progettuali. Parallelamente, continuiamo il lavoro editoriale e di scouting attraverso studio visit, incontri e interviste, in vista dell’autunno, periodo estremamente vivo a Londra; per cui stiamo sviluppando un nuovo progetto espositivo in cui la ceramica sarà “attraversata” da altri linguaggi. Dita incrociate.

Ludovica Palmieri

Londra // Fino al 17 maggio 2026
Contemporary Perspectives on Italian Ceramics
LONDON CRAFT WEEK, 65 Charlotte Street, Fitzrovia
Avant Craft 

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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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