Libri d’arte. 7 novità in libreria tra saggi, racconti e fotografie
Donne dimenticate tra letteratura e storia dell’arte, il rapporto tra musei e queerness, luoghi in macerie come Gaza e tanto altro: ecco una selezione di libri che indagano ciò che è sempre stato ai margini del visibile
Le uscite editoriali di questa selezione condividono una stessa urgenza: riportare al centro ciò che per lungo tempo è rimasto ai margini. Che si tratti delle autrici escluse dal canone scolastico, delle miniatrici dimenticate dalla storia dell’arte, delle soggettività queer ancora poco rappresentate nei musei o delle voci infantili che raccontano la devastazione di Gaza, questi libri interrogano tutti, in forme diverse, i dispositivi della visibilità. Accanto ai saggi che smontano narrazioni consolidate e ricostruiscono genealogie rimosse, trovano spazio volumi che lavorano sull’immagine e sulla memoria: il ritratto fotografico di Senigallia firmato da Lorenzo Cicconi Massi, il libro corale dedicato ai Bertolucci, il progetto teatrale di Kepler-452 nato nel Mediterraneo centrale. Ne emerge una costellazione di libri diversi per tono, forma e ambizione, ma accomunati dalla volontà di allargare lo sguardo, rimettere in discussione i canoni e ridefinire i confini di ciò che merita di essere raccontato.
Dario Moalli

L’ha scritto lei, ma… – Johnny L. Bertolio
Più che denunciare un’assenza, Johnny L. Bertolio prova a mostrarne il meccanismo. L’ha scritto lei, ma… parte da una domanda tanto semplice quanto decisiva: perché le autrici, nella scuola italiana, continuano a occupare uno spazio così marginale? La risposta del libro è netta: non per mancanza di opere o di qualità, ma perché il canone è il risultato di scelte culturali, politiche e di genere che si sono consolidate nel tempo. Il saggio smonta con chiarezza le giustificazioni più ricorrenti – “non c’erano”, “non erano abbastanza importanti”, “non c’è tempo” – e mostra come la tradizione letteraria insegnata a scuola sia stata costruita dentro un impianto storicamente maschile e patriottico.
Il punto interessante è che Bertolio non si limita a chiedere riparazioni simboliche: lavora sulle strutture dell’esclusione, sui manuali, sulle pratiche didattiche, sui criteri con cui si decide chi merita di essere letto. Ne esce un libro lucido e molto utile, che non propone semplici sostituzioni, ma invita a guardare il canone per quello che è: una costruzione storica, e dunque rivedibile. Un saggio che interroga non solo ciò che leggiamo a scuola, ma anche l’idea stessa di letteratura che ci viene trasmessa.
“L’ha scritto lei, ma…” Perché a scuola non si studiano le autrici
Johnny L. Bertolio
Tlon Edizioni, 2026, pag. 240, 18 euro
ISBN 9791255541578

Oltre i margini – Carla Rossi
Con Oltre i margini Carla Rossi affronta un’assenza storiografica evidente e insieme sorprendente: il ruolo delle donne nell’arte della miniatura. Il libro si presenta come una ricognizione ampia e rigorosa, che segue le tracce delle miniatrici europee dal Medioevo al Rinascimento, restituendo continuità a una tradizione artistica troppo spesso rimasta ai bordi del racconto ufficiale. Il volume ha il merito di muoversi su più piani insieme: storia dell’arte, filologia, codicologia, storia sociale, ricerca archivistica. Ne emerge un panorama articolato, che attraversa monasteri femminili, beghinaggi e contesti laici, mostrando come il lavoro delle donne nella produzione libraria non sia stato episodico, ma strutturale. La miniatura appare, così, non soltanto come pratica decorativa, ma come spazio di trasmissione del sapere, di invenzione iconografica e, progressivamente, di affermazione professionale.
Particolarmente interessante è il modo in cui Rossi segue il passaggio dai contesti claustrali alle botteghe urbane e alle figure laiche, fino al dialogo tra miniatura e incisione. Il libro non si limita dunque a recuperare nomi e opere, ma ricostruisce un’evoluzione, un linguaggio e una genealogia. Senza forzature polemiche, mostra quanto la marginalità di queste artiste dipenda più dalla storia della loro ricezione che dalla qualità o dalla rilevanza del loro lavoro.
Oltre i margini. Il linguaggio artistico delle miniatrici europee tra Medioevo e Rinascimento
Carla Rossi
Libreria Universitaria Edizioni, 2026, pag. 194, 34.90 euro
ISBN 9788833598123

Bertolucci A-Z – a cura di Michele Guerra
Più che un libro su Bernardo Bertolucci, Bertolucci A-Z sceglie una prospettiva più ampia e, in fondo, più necessaria: raccontare insieme Attilio, Bernardo e Giuseppe, restituendo la fisionomia di una vera costellazione familiare e intellettuale. La scelta di allargare il formato della collana Electa ai tre Bertolucci non è soltanto editoriale, ma profondamente coerente con la materia: separare i loro percorsi significherebbe impoverirli. Il volume, curato da Michele Guerra, si costruisce come una casa fatta di ottantacinque stanze, tante quante sono le voci che compongono questo dizionario affettivo e culturale. Ne esce un racconto corale, dove poesia, cinema, letteratura, politica, teatro, musica e critica si intrecciano continuamente. È proprio questa struttura a dare al libro il suo tono più interessante: non una biografia lineare, non un semplice omaggio, ma una mappa di relazioni, immagini, luoghi, ossessioni e lessici condivisi.
Il pregio del progetto sta anche nella pluralità degli interventi. Studiosi, critici, amici, collaboratori, registi, scrittori e attori portano ciascuno un timbro diverso, evitando l’effetto monolitico che spesso appesantisce i volumi celebrativi. La famiglia Bertolucci emerge così nella sua natura più viva: non monumento, ma laboratorio continuo di forme e idee. Attilio, con la sua centralità nella poesia e nell’editoria italiana del Novecento; Bernardo, figura cardinale del cinema mondiale; Giuseppe, autore più laterale ma decisivo, sperimentatore inquieto di cinema, teatro e televisione.
BERTOLUCCI A-Z
A cura di Michele Guerra
Electa, 2026, pag. 384, 45 euro
ISBN 9788892828681

A Place of Safety – Lorenzo Donati
Ci sono libri di teatro che fissano un testo. E poi ci sono libri che cercano di trattenere un’esperienza, una pratica, un’esposizione al reale. A Place of Safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale, dedicato al lavoro della compagnia teatrale Kepler-452, appartiene chiaramente a questa seconda categoria. Il punto di partenza è netto: una compagnia teatrale decide di salire a bordo di una nave di Search and Rescue per osservare da vicino ciò che accade lungo la rotta migratoria più letale del Mediterraneo. Da questa immersione nascono uno spettacolo e ora anche un volume che ne amplia il campo. Il libro non offre soltanto il copione, ma costruisce attorno a esso una costellazione di materiali che aiutano a comprenderne la genesi e la portata. Interviste ai registi Baraldi e Borghesi, voci del cast, contributi di studiosi e collaboratori: tutto concorre a collocare il progetto in un territorio preciso, quello del teatro documentario europeo, ma senza irrigidirlo in una definizione accademica. Kepler-452 continua infatti a muoversi in quella zona in cui il teatro prova a stare dentro il presente, a esporsi ai conflitti del reale, a farsi dispositivo di ascolto e di testimonianza.
L’aspetto più interessante del volume sta proprio qui: nel mostrare che il lavoro teatrale non nasce da un tema, ma da un attraversamento. Lampedusa e poi la Sea-Watch 5 non sono soltanto sfondi o luoghi simbolici, ma spazi di esperienza diretta che interrogano il linguaggio scenico. Il testo si porta dietro questa urgenza: non cerca la neutralità, né l’illusione di una distanza protetta, ma assume il rischio di confrontarsi con una materia etica e politica incandescente. I contributi critici inclusi nel libro allargano ulteriormente la prospettiva, mettendo il progetto in relazione con questioni più vaste: la funzione pubblica del teatro, la rappresentazione della frontiera, il rapporto tra documento, corpo e scena. Ne esce così un volume che non serve solo a conservare uno spettacolo, ma a interrogarne il metodo e le implicazioni.
A Place of Safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale
Lorenzo Donati
Luca Sossella Editore, 2026, pag. 208, 14 euro
ISBN 9791259981127

Qui c’era la nostra casa. I bambini di Gaza raccontano
Più che un libro, Qui c’era la nostra casa si presenta come un documento umano e morale di straordinaria durezza. Le dodici storie raccolte nel volume nascono da un concorso di scrittura promosso a Gaza mentre la Striscia è sotto assedio, tra scuole colpite, ospedali bombardati, campi profughi e tende. A parlare sono bambini e adolescenti. Ed è proprio questa prossimità alla voce infantile a rendere il libro quasi insostenibile, ma anche necessario. Il punto più forte del volume sta nella radicale semplicità dello sguardo. Qui non c’è mediazione saggistica, non c’è la distanza dell’analisi: ci sono la fame, le notti senza riparo, le case scomparse, le attese per un po’ d’acqua, i corpi tra le macerie, raccontati da chi li attraversa in prima persona. Le immagini che emergono sono nette, immediate, spesso devastanti: una sorella da proteggere sotto le bombe, una gattina che condivide la fame, una moschea ridotta a calcinacci, il ritorno a casa che coincide con la scoperta della sua scomparsa. È una scrittura giovane, ma non per questo meno lucida; anzi, proprio la sua essenzialità colpisce con maggiore forza.
Il libro ha anche un valore ulteriore, che va oltre la testimonianza individuale. Restituisce, infatti, una dimensione collettiva dell’infanzia sotto assedio, mostrando come la guerra entri nei gesti più elementari e deformi il tempo della crescita. In queste pagine l’infanzia non è un’età protetta, ma un territorio esposto, costretto a misurarsi con la perdita, la paura, la fame, la morte. Eppure, dentro questa devastazione, restano anche tracce ostinate di desiderio, di memoria, di futuro immaginato.
Qui c’era la nostra casa. I bambini di Gaza raccontano
Meltemi Press, 2026, pag. 96, 12 euro
ISBN 9791256154791

Musei, genere e queerness – a cura di Nicole Moolhuijsen
Musei, genere e queerness parte da una domanda cruciale, che troppo a lungo è stata elusa: la rappresentazione museale è mai stata davvero neutra? Il volume, primo saggio in italiano interamente dedicato al rapporto tra queerness e museologia, prova a rispondere mostrando come i musei siano tutt’altro che spazi innocenti o puramente conservativi. Sono, invece, luoghi in cui si costruiscono narrazioni, si definiscono visibilità, si confermano o si mettono in crisi gerarchie culturali e sociali. Il libro ha il merito di affrontare il tema con una struttura corale e con un taglio dichiaratamente intersezionale. Da un lato guarda al dibattito internazionale, ormai ricco di studi e pratiche che negli ultimi anni hanno interrogato il rapporto tra istituzioni culturali, identità di genere, sessualità e politiche della rappresentazione; dall’altro si concentra sul contesto italiano, dove queste questioni stanno emergendo più di recente, spesso attraverso esperienze di attivismo e sperimentazione.
L’aspetto più interessante del volume sta forse proprio nel suo doppio registro. Non si limita infatti a porre una questione teorica, ma prova a offrire anche strumenti metodologici, rivolgendosi non solo a chi fa ricerca, ma a professionist*, insegnanti, student* e operatori culturali. Il museo viene così ripensato come spazio di responsabilità, chiamato a partecipare attivamente ai cambiamenti sociali e ai dibattiti sui diritti, anziché limitarsi a rifletterli in ritardo.
Musei, genere e queerness
A cura di Nicole Moolhuijsen
Nomos Edizioni, 2026, pag. 200, 19.90 euro
ISBN 9791259582553

Senigallia. Luce dell’Adriatico – Lorenzo Cicconi Massi
Con Senigallia. Luce dell’Adriatico Lorenzo Cicconi Massi compie un’operazione tanto semplice quanto rara: sottrarre una città di mare all’immaginario turistico per restituirla a una dimensione più raccolta, essenziale, quasi interiore. Il libro non cerca la Senigallia da cartolina, ma una città fatta di pause, di geometrie, di attraversamenti silenziosi, di luce che modella gli spazi e li rende improvvisamente rivelatori. Il bianco e nero, in questo senso, non è una scelta stilistica decorativa, ma il vero strumento dello sguardo. Serve a spogliare il paesaggio di ogni seduzione facile e a concentrarsi su rapporti più profondi: tra architetture e figure umane, tra il centro storico e il mare, tra il fiume Misa e le piazze, tra il ritmo delle ore e quello della città. Seguendo la scansione naturale del giorno, dall’alba alla notte, Cicconi Massi costruisce un racconto visivo che è insieme misurato e partecipe.
Il pregio del volume sta proprio nella sua capacità di tenere insieme rigore e sentimento. Da una parte c’è una composizione controllata, attenta alle linee, alle ombre, alle proporzioni; dall’altra c’è una prossimità discreta ai luoghi e alle persone, che trasforma corpi e gesti in tracce di una memoria condivisa. Nulla, però, scivola nell’enfasi o nella nostalgia compiaciuta. Lo sguardo resta sempre lucido, rispettoso, distante quanto basta per non tradire ciò che osserva.
Senigallia. Luce dell’Adriatico
Lorenzo Cicconi Massi
Emuse, 2026, pag. 128, 36 euro
ISBN 9791282248273
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