Al Musée Jacquemart-André più di quaranta opere gettano nuova luce sulla bottega di Sandro Botticelli. Ripercorrendo l’opera dell’artista rinascimentale da un punto di vista che non convince del tutto.

Botticelli artista e designer è il titolo della mostra in corso al Musée Jacquemart-André di Parigi fino al 24 gennaio 2022, con la curatela di Ana Debenedetti e Pierre Curie.
Un’esposizione dedicata all’artista fiorentino non andava in scena a Parigi dal lontano 2003, quando al Musée du Luxembourg l’esperto Daniel Arasse aveva presentato i capolavori del pittore a confronto con quelli di alcuni artisti a lui contemporanei.
Questa volta, invece, la retrospettiva presenta Sandro Botticelli (Firenze, 1445-1510) come il capo di una bottega prospera, affermata e frequentata da molti apprendisti. Tale bottega, all’epoca di Lorenzo il Magnifico, si mostrò all’altezza delle aspettative di una clientela esigente e raffinata. Ma l’artista seppe, più tardi, soddisfare anche i desideri dei sostenitori del predicatore domenicano Girolamo Savonarola, producendo, prima e dopo la morte del monaco, opere impregnate di una religiosità sincera e piena di patetismo, in accordo con la sensibilità sviluppata durante i suoi ultimi anni di attività.
Il termine “designer” intende, quindi, enfatizzare il suo ruolo creativo e imprenditoriale, mettendo al centro anche la sua produzione artigianale, che ai tempi rivaleggiò con quella di Verrocchio e dei fratelli Pollaiolo, diffondendo prima a Firenze e poi a Roma il suo stile elegante, declinato in pittura ma anche nei manoscritti, nel tessile e nell’arredo.

Alessandro Filipepi detto Botticelli, Venere pudica, 1485-1490 ca., olio su tela, cm 158,1x68,5. Berlino, Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie. Photo © BPK, Berlin, Dist. RMN-Grand Palais - Jörg P. Anders
Alessandro Filipepi detto Botticelli, Venere pudica, 1485-1490 ca., olio su tela, cm 158,1×68,5. Berlino, Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie. Photo © BPK, Berlin, Dist. RMN-Grand Palais – Jörg P. Anders

LA MOSTRA SU BOTTICELLI A PARIGI

Il fatto che la retrospettiva su Botticelli sia stata organizzata proprio al Musée Jacquemart-André non deve stupire, se si considera che l’artista, e l’arte fiorentina in generale, erano al centro degli interessi della coppia di collezionisti Nélie Jacquemart ed Edouard André, e che alcuni pezzi inclusi nell’allestimento sono già parte della collezione del museo.
In mostra ci sono in tutto una quarantina di opere, esposte secondo un percorso cronologico e tematico che si snoda lungo otto sale. Dall’atelier di Filippo Lippi all’indipendenza, fino all’ultima maniera, passando per l’approfondimento dedicato alla bottega al tema della Venere e al rapporto con i Medici. Istituzioni come il Musée du Louvre, la National Gallery di Londra, il Rijksmuseum di Amsterdam, i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze, e la Gemäldegalerie di Berlino hanno prestato alcuni dei loro capolavori. La Madonna del Magnificat, La Bella Simonetta e la Venere di Berlino sono tra le opere più iconiche, ma un posto d’onore meritano anche le illustrazioni legate alle Divina Commedia di Dante e al Canzoniere di Petrarca.

Alessandro Filipepi detto Botticelli, Ritratto di Giuliano de' Medici, 1478-80 ca., tempera e olio su legno, cm 59,5x39,3. Bergamo, Accademia Carrara. Photo © Fondazione Accademia Carrara, Bergamo
Alessandro Filipepi detto Botticelli, Ritratto di Giuliano de’ Medici, 1478-80 ca., tempera e olio su legno, cm 59,5×39,3. Bergamo, Accademia Carrara. Photo © Fondazione Accademia Carrara, Bergamo

BOTTICELLI DESIGNER?

Già celebre ai suoi tempi, l’artista fiorentino ha visto le sue tele attraversare i secoli, considerate oggi come autentiche icone della cultura occidentale. Botticelli, dunque, ha influenzato e continua a influenzare generazioni di artisti, tanto da essere uno dei maggiori fenomeni pop di tutti i tempi. Eppure, il termine “designer” accostato al suo nome proprio non riesce a convincere, così come la tendenza al voler leggere l’operato dei grandi protagonisti dell’arte, e in particolare quelli del Rinascimento, usando la lente della loro bottega. Fu lo stesso anche per Leonardo da Vinci al Louvre nel 2019, come se la presunta riscoperta di tale attività potesse essere un valido appoggio scientifico per organizzare delle “mostre evento” dalla portata internazionale.
Tuttavia, che il titolo piaccia o meno, e che il taglio curatoriale possa essere più o meno convincente, trovarsi immersi nelle opere di questo straordinario artista resta sempre una un’esperienza unica. Tanto unica da bastare come pretesto per la prossima mostra.

Arianna Piccolo

Parigi // fino al 2 gennaio 2022
Botticelli, artiste et designer
MUSÉE JACQUEMART-ANDRÉ
158 boulevard Haussmann
www.musee-jacquemart-andre.com

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AutoreSandro Botticelli
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Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.