In Piemonte la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo celebra la nascita della fotografia con artisti internazionali

La mostra “Before it Happens”, in programma a Guarene dal 13 giugno al 26 luglio 2026, presenta una mappa delle tensioni che attraversano il mondo attraverso opere che raccontano territori e comunità alle prese con le trasformazioni profonde del contemporaneo

Cosa può raccontare oggi la fotografia, a due secoli dalla sua nascita? Andando oltre la documentazione del reale, può forse anticiparne le fratture, intercettarne le tensioni e renderne visibili le conseguenze. È da questa premessa che prende le mosse Before it Happens, la mostra che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo inaugura il 13 giugno 2026 negli spazi di Palazzo Re Rebaudengo a Guarene, nelle Langhe, e che resterà visibile al pubblico fino al 26 luglio. Curata da Filippo Maggia, l’esposizione celebra i duecento anni dalla nascita della fotografia riunendo otto artisti internazionali che utilizzano immagini, video e installazioni come strumenti di osservazione critica del presente.

La mostra “Before it Happens” della Fondazione Sandretto a Guarene

Così, Before it Happens presenta una mappa delle tensioni che attraversano il mondo contemporaneo. Le opere selezionate raccontano infatti territori e comunità alle prese con trasformazioni profonde: migrazioni, crisi ambientali, diseguaglianze economiche, conflitti legati alle risorse naturali, discriminazioni di genere e persistenti eredità coloniali. Una geografia complessa che si sviluppa soprattutto attraverso prospettive provenienti dall’Asia meridionale, dal Medio Oriente e dall’America Latina, lontano dagli sguardi tradizionalmente dominanti della cultura occidentale.

Musuk Nolte, The Rivers Memory
Musuk Nolte, The Rivers Memory

La mostra “Before it Happens”: gli artisti

Il percorso si apre con il lavoro dell’artista nepalese Sheelasha Rajbhandari: le sue opere, che prendono forma anche grazie al dialogo con il collettivo Artree, affrontano le aspettative sociali che continuano a gravare sulle donne nelle società patriarcali. Dal Nepal proviene anche Hit Man Gurung, che con The Revolutionary Dreams riflette sugli effetti della migrazione economica su un Paese segnato dalla partenza di intere generazioni. L’India occupa, poi, una posizione centrale all’interno della mostra attraverso diversi progetti. Vinit Gupta documenta una delle più grandi mobilitazioni sociali degli ultimi anni nel subcontinente, quella dei contadini che tra il 2020 e il 2021 hanno circondato Delhi per contestare le riforme agricole del governo. A interrogare, invece, il rapporto sempre più problematico tra cittadini e rappresentanza politica è Uzma Mohsin con l’installazione Stick no Bills che raccoglie e rielabora manifesti elettorali deteriorati, cancellati o modificati dagli stessi abitanti delle città.

Ishan Tankha pone la sua ricerca sulle battaglie delle comunità locali contro i grandi interventi infrastrutturali e lo sfruttamento delle risorse naturali, mentre un registro più intimo ma non meno politico caratterizza il lavoro dell’artista bangladese Ashfika Rahman attraverso un archivio poetico costruito lungo le rive dei fiumi che passano per Bangladesh e India. Lo sguardo si sposta poi verso il continente sudamericano con il fotografo peruviano Musuk Nolte. Nel progetto in continua evoluzione Geographies of Water, l’acqua legge gli effetti del cambiamento climatico tra Amazzonia e Ande. E, infine, chiudono il percorso i lavori video di Alia Farid, che indagano territori segnati da delicati equilibri tra cultura, ambiente e sviluppo economico.

Musuk Nolte, Geographies of Water
Musuk Nolte, Geographies of Water

La mostra “Before it Happens”: tra forme di resistenza, solidarietà e immaginazione politica

Evitando la retorica della denuncia per costruire una riflessione più articolata sulla contemporaneità, le opere raccolte da Maggia raccontano un mondo attraversato da instabilità e trasformazioni profonde, ma al tempo stesso mostrano come, all’interno di queste crisi, continuino a emergere forme di resistenza, solidarietà e immaginazione politica. “Siamo davvero certi che il mondo che ci circonda stia andando nella direzione giusta? Mentre la fotografia occidentale continua a celebrare la propria storia e a concentrarsi su temi di immediata riconoscibilità, nei Paesi del Sud globale le immagini diventano un terreno di analisi, confronto e rivendicazione. Qui gli artisti, eredi di una realtà postcoloniale ancora presente, utilizzano la fotografia per interrogare il reale e immaginare il futuro, costruendo nuove identità senza perdere il legame con le proprie origini”, racconta Maggia ad Artribune.

Caterina Angelucci

Before it Happens
dal 13 giugno al 26 luglio 2026
Palazzo Re Rebaudengo, Piazza Roma, Guarene (CN)

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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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