Svizzera: musei riaperti dall’11 maggio. Fondation Beyeler elabora piano sicurezza modello

Visitatori soggetti a contingentamento orario attraverso acquisto biglietti e punti differenziati di accesso e di uscita. Sono alcune delle misure svizzere che potrebbero ispirare i nostri musei per la prossima riapertura

Riehen, Fondation_Beyeler, ph Taxiarchos228, fonte Wikipedia
Riehen, Fondation_Beyeler, ph Taxiarchos228, fonte Wikipedia

È approdata al lockdown con una settimana di ritardo rispetto all’Italia e ora, con altrettanto anticipo si accinge a riaprire musei, biblioteche e archivi. Stiamo parlando della Svizzera, che il prossimo 11 maggio riaprirà bar, ristoranti, negozi, mercati e scuole dell’obbligo e soprattutto i musei, che in Italia saranno di nuovo visitabili a partire dal 18 maggio, anche se non subito tutti e 4mila, come ha precisato il ministro Dario Franceschini a Che tempo che fa. Lo ha deciso il Consiglio federale svizzero nella sua seduta del 29 aprile 2020, stabilendo che in queste strutture le regole di distanziamento sociale e d’igiene possono essere attuate facilmente e i flussi di persone canalizzati efficacemente. Lo dimostra il modo in cui si è organizzata per la riapertura la Fondation Beyeler che ha elaborato un piano di protezione completo per i visitatori e i suoi dipendenti che potrebbe essere motivo di ispirazione per i musei italiani: mette, infatti, in opera le ordinanze COVID-19 del Consiglio federale ed introduce delle misure supplementari di ottimizzazione dei flussi dei visitatori.

SVIZZERA MUSEI RIAPERTI. LE MISURE DI SICUREZZA

Queste misure includono tra le altre: limitazione del numero dei visitatori tramite biglietti online con fasce orarie fisse, prenotabili sul sito (il regolamento di accesso si applica anche a tutti i biglietti validi già acquistati e a tutti i possessori di buoni e della BaselCard); modifica del flusso di circolazione dei visitatori nel parco e nel museo, con punti distanziati di ingresso e di uscita; nuovo punto di accoglienza dei visitatori e zona dedicata al guardaroba negli edifici annessi al museo; disinfettanti per le mani messi a disposizione in diversi spazi chiave del museo, sia per i visitatori che per il personale; misure straordinarie di pulizie di igiene e sanificazione per tutte le infrastrutture del museo. Inoltre, tutti gli eventi collaterali alle mostre sono annullati fino a nuove disposizioni e le visite guidate si terranno in forma ridotta al di fuori degli orari di apertura.

FONDATION BEYELER. I PROGRAMMI

Il battesimo di fuoco, e la relativa tenuta di questi provvedimenti, avverrà quindi l’11 maggio quando la Fondation Beyeler riaprirà le sue porte tutti i giorni e i visitatori potranno ritrovare la mostra dedicata al grande artista americano Edward Hopper, prorogata al 26 luglio 2020 grazie alla disponibilità del Whitney Museum of American Art di New York e degli altri prestatori americani a concedere una dilazione dei tempi di chiusura. “Siamo felici di sapere che l’11 maggio, il nostro museo uscirà dal sonno della ‘Bella addormentata nel bosco’ e le opere esposte saranno risvegliate del ‘bacio’ dei visitatori”, dichiara Sam Keller, direttore della Fondation Beyeler. “Ci sono mancati.  Il ‘sortilegio’ del coronavirus non è ancora finito, ma la riapertura dei musei e dei parchi è una bella notizia. Poiché le esperienze vissute al contatto dell’arte e della natura contribuiscono in modo essenziale alla sanità mentale, fisica ed alla qualità della vita“.

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).