Cosa ha detto Dario Franceschini da Fabio Fazio? Turismo, teatro, musei, aiuti

Il ministro Dario Franceschini è intervenuto al talk show di domenica 3 maggio Che tempo che fa per parlare di come saranno le vacanze 2020, quali aiuti andranno ai settori del teatro e dello spettacolo e quando sarà possibile riaprire i musei.

Dario Franceschini a Che tempo che fa, 3 maggio 2020
Dario Franceschini a Che tempo che fa, 3 maggio 2020

Era già stato ospite a Rai3 di Aspettando le parole, condotto da Massimo Gramellini, parlando della sua proposta di lanciare una “Netflix della cultura”. A distanza di qualche settimana, il Ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo torna in prima serata sul piccolo schermo, questa volta intervistato da Fabio Fazio e in dialogo con alcuni rappresentanti del mondo culturale (teatrale e cinematografico, per la precisione), Riccardo Chailly, Direttore musicale del Teatro alla Scala, e Alessandro Gassman assieme al figlio Leo, cantautore.

FRANCESCHINI A CHE TEMPO CHE FA: L’ESTATE 2020

In prima battuta, il rappresentante del Mibact in virtù delle sue deleghe sul turismo è tornato su una questione che attanaglia molti: come saranno le vacanze estive 2020? Senza aggiungere molto rispetto al precedente intervento del 18 aprile, a dir la verità. Le vacanze estive ci saranno, anche se in una forma diversa dalla quale siamo abituati, con il distanziamento sociale come imperativo presente. Si conferma la “tax credit vacanze” destinata alle famiglie di reddito medio basso, di cui i dettagli non sono ancora stati definiti. Non è ancora nota neanche la data in cui gli italiani potranno rimettere piede sulle spiagge: molte decisioni vengono rimesse al comitato tecnico scientifico al lavoro per l’emergenza. Qui vi parlavamo del progetto dell’architetto Raffaele Giannitelli e dell’artista Filippo Riniolo per garantire il distanziamento sociale sulle spiagge.

FRANCESCHINI A CHE TEMPO CHE FA: IL SETTORE CINEMA E TEATRO

Il mio impegno è totale nel sostenere il mondo della cultura, il quale non è fatto solo di star ma anche di migliaia di lavoratori con contratti complicati, intermittenti, pagati poco. Volevo ricordare che abbiamo esteso la cassa integrazione anche a coloro che non ne avevano diritto normalmente, la misura dei 600 euro ha aiutato molti lavoratori della cultura”, ha proseguito Dario Franceschini in diretta a Che tempo che fa. “Stiamo lavorando per abbassare il limite delle 30 giornate a 5 o a 7 giornate [ovvero le giornate minime di lavoro che devono essere state registrate nel 2019 per rientrare in questo tipo di aiuti, n.d.R]. Ho firmato dei decreti di 33 milioni di euro che vanno ad aiutare i più deboli, comprese tutte quelle compagnie di danza, teatro, musica che non prendevano contributi dal Fondo Unico dello Spettacolo. Ci sono anche 13 milioni per tutti coloro che hanno un reddito sotto ai 20 mila euro e che percepiscono poco dal diritto d’autore: artisti, musicisti, autori. Anche quelli che non fossero coperti dalle misure di carattere generale, riceveranno un aiuto con questo fondo di emergenza”. Mentre il ministro parla delle criticità che esistono nel settore teatrale – in cui “i problemi non sono solo nella platea, ma anche sul palco”, riferendosi all’impossibilità di garantire adeguate misure di sicurezza in questi luoghi – fa un paragone con i musei, più facili da riaprire poiché vi si potrà accedere “singolarmente, contingentati, come nei negozi”. Una frase uscita sicuramente in buona fede ma che liquida con tanta, troppa leggerezza, la delicata questione dello stato di incertezza e di crisi economica che i musei devono e dovranno fronteggiare nei prossimi mesi, al netto di mostre che non potranno essere prorogate per mancanza di fondi, un indotto perso che non potrà sicuramente essere recuperato durante i mesi estivi, quelli dove tradizionalmente i musei si svuotano. E pare che non ci sarà grande libertà neppure per chi – pensiamo ai tanti musei che dispongono di spazio come la Triennale o il Maxxi – stava pensando di approntare delle stagioni culturali all’aperto. Non sarà così facile neppure quello. Qui la nostra inchiesta che analizza i problemi di alcune grandi mostre e istituzioni in relazione alla ripartenza.

FRANCESCHINI A CHE TEMPO CHE FA: LA RIAPERTURA DEI MUSEI

Il conduttore Fabio Fazio chiude interrogando Franceschini ancora sulla possibile riapertura dei musei. “Anche riaprire le librerie sembrava un atto assurdo, ma l’abbiamo fatto, poiché il libro è un pezzo essenziale della nostra vita [e sulla riapertura delle librerie Artribune si era esposta molto negativamente, come potete leggere qui, n.d.R.]. Io credo – e sarà da confermare – che i musei riapriranno e saranno in grado di garantire le norme di sicurezza ai visitatori. In Italia ci sono 4 mila musei: non riapriranno tutti, riapriranno gradualmente quelli che saranno in grado di farlo”, ha concluso.  Insomma, se il primo uomo del Mibact ha dato tutte le rassicurazioni del caso da una parte, ricordando come la cultura sia una conditio sine qua non per l’Italia, dall’altra ciò che si evince dall’intero intervento è che nel nostro paese i settori considerati trainanti sono quelli delle produzioni teatrali e cinematografiche. Una percezione che avevamo già avuto dalle nuove misure del decreto Cura Italia, le quali stanziavano 20 milioni per i lavoratori dei settori del turismo, della cultura, dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, senza fare tuttavia cenno agli artisti visivi. E invece, la complessità del mondo culturale presenta una vasta gamma di problemi anche nel campo dei musei. I quali, lo ricordiamo, non sono “come i negozi”, ovvero spazi con delle “cose” esposte. Sono dei piccoli organismi a se stanti e in relazione con tutto il territorio circostante. Sono quelli che potranno riaprire prima di cinema e musei forse, ma nei quali le conseguenze di questa crisi si verificheranno sul lungo periodo.

– Giulia Ronchi

https://www.raiplay.it/video/2020/04/Che-Tempo-Che-Fa-15d239c5-64a1-4c8c-8efe-0a9729a74a13.html

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.