Gioni e Clair e Calvesi. La Biennale secondo Lorenzo Canova

Il Palazzo Enciclopedico, a cura di Massimiliano Gioni, è forse la migliore edizione delle Biennali veneziane negli Anni Zero, anche per il coraggio di non adeguarsi a uno stilema di mostra internazionale comodo e conformista, cercando invece di dissodare terreni di confine, forse non sempre ricchi di frutti, ma in ogni caso stimolanti.

Il Padiglione Italia di oggi e di domani. Secondo Luca Rossi

Ogni due anni, alla Biennale di Venezia, nei principali padiglioni nazionali siamo abituati a vedere un solo artista, al massimo due. Ogni due anni l’artista cambia, in base a quello che è successo sulla scena del Paese nei due anni precedenti. E in Italia?

Bestia d’un artista!

Durante la Biennale, fino al 24 ottobre, il Museo di Storia Naturale di Venezia ospita alcuni artisti italiani dalla collezione ACACIA. Nel circuito degli eventi MuVe, “Bestiario Contemporaneo” incastona lavori di Cuoghi, Cattelan, Pivi e persino Beecroft, fra specie rare, teche e tassidermie.

Bella come un Tumblr. La Biennale secondo Riccardo Conti

Come scrisse Truman Capote nel 1961, “Venezia è come mangiare un’intera scatola di cioccolatini al liquore in una volta sola”. La stessa sensazione di ingordigia nauseabonda può essere estesa alla Biennale (a ogni Biennale) dove c’è tanto, dove c’è troppo di tutto.

Gioni che installa Breton (e il figurale). La Biennale secondo Pericle Guaglianone

“Il Palazzo Enciclopedico” è una mostra in forma di libro-wunderkammer (molto) illustrato. Non è uno spaccato a 360° sull’arte contemporanea, ma un gesto intellettuale e critico puro. Per visitare la mostra di Gioni occorrono quindici giorni. Oppure, volendo, può bastare un’oretta. Il suo nume tutelare è André Breton.

Latini in Laguna

Cosa ci fanno i latini in Laguna? In questo caso i padiglioni nazionali. Camminata virtuale in Argentina, Cile, Cuba e gran tour sudamericano con l'IILA, il padiglione dei Paesi che ancora non hanno padiglione. Un altro percorso nella Biennale di Venezia.

Fuoco amico. La Biennale secondo Andrea Bruciati

Un libro non è una mostra e una mostra non è una Biennale, tantomeno a Venezia. La proposta di Massimiliano Gioni è seducente, museograficamente impeccabile e rigorosa nei sussidi didascalici: affascinanti molte delle opere proposte e scelte, degne di un Museé de l’Homme e rispondenti al sogno di Auriti. Però…

Al mercato di Venezia

Quanto vale un Leone d'oro alla Biennale? A sentire Santiago Sierra, che nel 2007 ha acquistato da Regina José Galindo il premio vinto nel 2005 facendone un'opera (Adquisición de un premio), il suo valore è soltanto auratico. Anche se…

(Outside) Biennale di Venezia 2013. I solo show in città

Da Quinn a Weiwei, da Mosse a Farkas, da Zipp a Cabrita Reis, passando per Lee Kit, Galliani Shirazeh Houshiary e Fiorentino. La 55. Biennale di Venezia si estende attraverso una fitta cartografia di mostre personali. Progetti nel cuore di palazzi, cortili e giardini antichi.

La performance sarà anche tua, ma le foto sono mie e decido io! Lo...

Un conto è un quadro, una scultura, persino un video. Tutto ciò insomma che vive la propria dimensione di opera d’arte in un ambito...

Biennale di Venezia. Dove i Leoni ruggiscono a metà

Se nel complesso questa edizione risulta essere forse la migliore dell’ultimo decennio, non convincono invece del tutto il Leone d’Oro assegnati all’Angola e a Tino Sehgal. L’opinione di Daniele Capra.

Il lato oscuro in Laguna. La Biennale secondo Stefano Castelli

Irrazionalismo, spontaneismo, occultismo. Lo sforzo enciclopedico di Gioni apre questioni spinose, e rischia di essere un calderone in cui tutto è intercambiabile. E poi: davvero si distacca dai metodi della comunicazione di massa?

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