Un “inaspettato” Pino Boresta a Roma. La mostra che dura sei mesi

Una mostra in sei episodi racconta con intento antologico la storia e il lavoro dell’artista Pino Boresta, outsider tra gli outsider. Coinvolgendo un ampio parterre di ospiti

Pino Boresta, Chi sono, materiali vari su tovagliolo, 1988
Pino Boresta, Chi sono, materiali vari su tovagliolo, 1988

Un volto iconico e un’epopea performativa in costante evoluzione: Pino Boresta torna a stupire con il nuovo progetto “Il Boresta che non ti aspetti – Un ciclo espositivo in 6 episodi“, curato da Raffaele Gavarro, in apertura presso lo spazio Micro Arti Visive di Roma. Sperimentatore eclettico, Boresta si definisce “outsider tra gli outsider”, forte di una pratica che per decenni ha tentato di offrire un contraltare rispetto al sistema dell’arte e ai suoi meccanismi.

Pino Boresta, Ho paura, materiali vari su tovagliolo, 1989
Pino Boresta, Ho paura, materiali vari su tovagliolo, 1989

BORESTA PORTABANDIERA DELLA DIVERSITÀ

Ho ritenuto che questa operazione fosse significativa proprio in relazione al momento attuale”, spiega il curatore Raffaele Gavarro, “in cui le logiche pregresse sembrano collassare su loro stesse e si può assistere ad un riposizionamento radicale dei parametri su cui ragionare”. Roma sembrerebbe per Gavarro un ecosistema privilegiato per un’operazione di questo tipo, in quanto “la situazione odierna consente di concentrarsi maggiormente sul ‘locale’, e offre alla città l’occasione di ripensarsi. Roma è un contesto culturale con una forte presenza di outsiders, e mi piacerebbe che Boresta diventasse una sorta di portabandiera di questa diversità”. La mostra-impresa, dalla durata di sei mesi, si pone con un intento antologico verso il corpus di lavoro dell’artista, ripercorrendone la variegata sperimentazione e successione di linguaggi. Il periodo della mostra sarà scandito da sei appuntamenti, uno ogni mese, dedicati ai diversi cicli di lavori ed espressione di una determinata fase di ricerca dell’artista: “Fronte retro” (1988), “Residui corporei” (1996), “Testamenti” (2003), “R.A.U. Reperti Arteologici Urbani” (1995), “C.U.S. – Cerca ed Usa La Smorfia” (1994) e per ultima “La Collezione”, una raccolta di opere degli artisti a lui vicini.

Pino Boresta a servizio presso il The Waldorf Hotel di Londra nel 1988
Pino Boresta a servizio presso il The Waldorf Hotel di Londra nel 1988

IL BORESTA CHE NON TI ASPETTI: IL PROGRAMMA

Il primo appuntamento dedicato al ciclo di opere “Fronte retro” (1988) è intitolato “Boresta a servizio” e sarà visitabile dal 7 gennaio al 7 febbraio 2021. La serie ha come supporto i fazzoletti del ristorante di Londra in cui Boresta lavorava negli anni ‘80, i quali da un lato riportano i primi esperimenti pittorici dell’artista, mentre dall’altro sono marcati dai suoi residui biologici. Ogni appuntamento vedrà la partecipazione speciale di un artista vicino a Boresta: per il primo appuntamento l’ospite sarà Flavio Favelli, mentre per il secondo evento “Il corpo di Boresta” è prevista la partecipazione di Salvatore Falci. Gli altri partecipanti? Saranno svelati in corso d’opera.

Gaia Bobò

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Gaia Bobò
Gaia Bobò (Noto, 1995) è una critica d'arte e curatrice indipendente laureata in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, con un Master in Management per le Risorse Artistiche e Culturali. Tra le mostre recentemente curate si ricordano: "A Word that Troubles", Temple University Rome, "Controverso. Arte per Fraintenditori" di Lamberto Pignotti, Galleria CONTACT artecontemporanea, Roma; "Fino a qui" di Daniele Spanò/"Sparkling matters" di Matteo Nasini, Museo archeologico di Formello- Art Forum Würth Capena; "ICH, Intangible cultural Heritage", HFBK Gallery, Amburgo e “Prometeo" di Dario Coletti, Centro Filarmonico, Savoca (ME).