Il linguaggio, lo stile, la sonorizzazione sono quelli degli spot del Madre, qualche anno fa, pochi mesi dopo l’apertura del museo napoletano. Oggi quel plot viene riutilizzato dal fotografo Augusto de Luca e dallo street artista Iabo per protestare...
Diamo uno sguardo sul festival di cinematografia del lontano est più grande d’Europa. All’insegna delle italianissime corna per esorcizzare la sua 13esima edizione. È il Far East Film Festival, in sala - e non solo - in quel di Udine, fino al prossimo sabato.
I lettori meno propensi allo scherzo lo sanno: ogni tanto, solo di sabato, ci lasciamo andare. Non ce ne volete, poi dopo settimane come queste a lavorare venticinque ore al dì... Insomma, ci giochiamo il nostro "bonus news faceta" approfittandone...
Sezione a cura di Giulia Pezzoli all'interno della rubrica Meanstreets, L.I.P. – Lost in Projection è dedicata al cinema d’autore che, per vari (e spesso futili) motivi, non viene distribuito in Italia. Film eccezionali che hanno percorso circuiti periferici e marginali, dispersi tra sedicenti blockbuster e cinepanettoni stantii. Resi invisibili da un mercato che pretende di “creare” i gusti del pubblico, con la scusa di assecondarli. Ve li proponiamo qui, perché vale la pena di fare finalmente la loro conoscenza.
Centocinquanta, tutta l’Italia canta. Ma già l’anno scorso si era levata qualche nota fuori dal coro. No, non stiamo parlando delle solite “camicie verdi”, bensì del film “meridionalista” di Mario Martone. Partito con difficoltà, e ora - meritatamente - sugli scudi. Una storia italiana.
Cosa succede quando trovi Guerre Stellari in Tunisia e Marocco? Succede che ti viene la curiosità, e vai in cerca del cinema dopo il cinema. Rovine del futuro, per una indagine che Rä di Martino porta a Roma, da Monitor, fino all’8 maggio.
Il regista Skolimowski si muove fra astratto e figurativo. È la ricerca di un equilibrio possibile. Una dimensione che manca al suo cinema fulgido, che non accetta compromessi. Trasferta polacca per Artribune.
Di cinema si deve parlare, è fuor di dubbio. Certo, andando a vedere, leggere, interpretare e criticare il presente. Ma anche guardando indietro, per capire cosa sta succedendo ora. Apriamo così la rubrica Meanstreets, diretta da Christian Caliandro. E non si poteva che partire con l’“eccellenza” della produzione cinematografica nostrana.
Le protagoniste? Sei fiammanti ventenni che lavorano nelle gallerie più cool di Chelsea. Che durante il giorno si destreggiano a soddisfare le richieste impossibili dei loro capi, mentre by night frequentano i locali alla moda, intrecciando amicizie e relazioni...
È stata, come tutti sanno, l’anti-Marilyn per eccellenza. La femminilità aggressiva e perturbante, un distillato purissimo e torbido di americanità. Parliamo di Liz Taylor.
Se diononvoglia la situazione dovesse precipitare, il Madre potremo almeno ricordarcelo grazie a lei. Parliamo di Valeria Golino, che aveva scelto il museo napoletano come set del suo Armandino e il Madre, pellicola che le è valso il Nastro...
Da Amici Miei a Finché c’è guerra c’è speranza, fino ad Anni Ruggenti, un viaggio nell’identità nazionale raccontata attraverso il cinema nostrano. Per scoprire che le storie di una volta hanno ancora molto da insegnarci sull’Italia di oggi.

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