In arrivo al Chiostro del Bramante di Roma una mostra su Banksy. Con le sue opere più popolari

 Nella affascinante cornice cinquecentesca, prendono posto le opere dello street artist più discusso di sempre. Parte del progetto sarà anche un confronto con gli affreschi di Raffaello. Un’intersezione tra linguaggi artistici differenti a distanza di secoli. 

Banksy, Golf Sale, 2003 screenprint on paper, 33,3 x 47,3 cm courtesy Artrust
Banksy, Golf Sale, 2003 screenprint on paper, 33,3 x 47,3 cm courtesy Artrust

Dopo il successo di Bacon e Freud e la Scuola di Londra, il Chiostro del Bramante di Roma apre un nuovo capitolo, proiettandosi in pieno nella contemporaneità. È in arrivo una mostra dedicata a una delle figure più conosciute e controverse del panorama artistico attuale: BANKSY A VISUAL PROTEST, un’incursione nell’immaginario visivo dello street artist rimasto tutt’oggi nell’anonimato, attraverso 80 opere e 20 progetti realizzati per copertine di dischi e libri, che coprono un arco temporale dal 2001 al 2017. Ricorrono i temi più tipici dell’universo banksiano, come l’opposizione alla guerra e la derisione della figura militare (come in Wrong War, del 2003 o CND Soldiers, del 2005). Parallelamente all’esposizione, si svolge il progetto ART is always CONTEMPORARY, ideato dallo studio di comunicazione adicorbetta. Un progetto di sensibilizzazione ideato in occasione del cinquecentenario di Raffaello, accostando le opere di Banksy a quelle del maestro Rinascimentale. Il confronto sarà allestito al primo piano del Chiostro del Bramante, grazie a una grande finestra dalla quale si scorge l’affresco Sibille e Angeli, commissionato al pittore da Agostino Chigi nel 1515.

BANKSY: UN RECAP DELLE ULTIME OPERE

È doveroso ricordare come, negli ultimi tempi, le “trovate” di Banksy si siano fatte frequenti e disparate, portando all’attenzione del pubblico non solo i suoi famigerati stencil, ma anche azioni a tratti performative e irriverenti, caratterizzate dal consueto atteggiamento di protesta verso le disparità nella società occidentale e il capitalismo. A cominciare dai fatti più recenti: la natività colpita da un colpo di pistola e un murale che trasformava un clochard in Babbo Natale; qualche mese prima, l’apertura di Gross Domestic Product un e-commerce per vendere a buon prezzo le proprie opere, anticipato da un negozio a Londra in cui era impossibile entrare. Durante l’importante Frieze Week la sua opera Devolved Paliament aveva raggiunto la cifra record di 9,9 milioni di sterline (mentre quello prima era stato l’anno di Girl with Baloon, l’opera autodistruttasi in diretta); la sua presenza era stata “tangibile” anche alla Biennale di Venezia del 2019, in cui la sua traccia era apparsa sottoforma di stencil, raffigurante un bambino naufrago – scovato da Artribune – realizzato sulla base dell’edificio di una casa veneziana, e con la curiosa performance della bancarella abusiva di quadri contro l’entrata delle grandi navi da crociera.

BANKSY A VISUAL PROTEST
8 settembre 2020 – 11 aprile 2021
Chiostro del Bramante
Arco della Pace, 5, Roma

https://www.chiostrodelbramante.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.