Nuova opera di Banksy: a Birmingham trasforma un clochard in Babbo Natale

Lo street artist più famoso al mondo ha pubblicato sul proprio profilo Instagram la sua ultima opera, un murale che rappresenta due renne. E Babbo Natale è un clochard di nome Ryan…

La nuova opera di Banksy a Birmingham - still video - dal profilo Instagram di Banksy
La nuova opera di Banksy a Birmingham - still video - dal profilo Instagram di Banksy

“Dio benedica Birmingham. Nei 20 minuti in cui abbiamo filmato Ryan su questa panchina, i passanti gli hanno dato una bevanda calda, due barrette di cioccolato e un accendino – senza che lui chiedesse mai nulla”. Con queste parole il più noto e misterioso street artist al mondo Banksy commenta sul proprio profilo Instagram la sua ultima opera, un murale realizzato a Birmingham che vede la partecipazione di un performer più o meno involontario. Protagonista del video è infatti Ryan, un senzatetto che ha fatto di una panchina per strada il suo giaciglio, trasformato dalla fantasia di Banksy in Babbo Natale.

LA NUOVA OPERA DI BANKSY A BIRMINGHAM

Il video è accompagnato dal natalizio sottofondo musicale di I’ll be home for Christmas cantato da Joy Williams, e vede Ryan nell’atto di stendersi sulla “sua” panchina. La scena intanto si allarga, mostrando il muro su cui Banksy ha realizzato due renne: in continuità con il murale, la panchina si trasforma così in una slitta, e Ryan in Babbo Natale. Con questa nuova opera Banksy approfitta quindi del clima delle festività natalizie per affrontare l’urgenza dei senzatetto e il tema della solidarietà, come sottolineato nel suo post: “i passanti hanno dato a Ryan una bevanda calda e barrette di cioccolato senza che lui chiedesse mai nulla”. Con queste parole, senza dubbio, lo street artist vuole invitare i suoi followers ad azioni e gesti di solidarietà, prendendo come esempio i passanti di Birmingham. E dalle reazioni al suo post, sembra proprio che Banksy sia riuscito nel suo intento: “è bello sapere che abbiamo ancora brave persone in questo mondo crudele”, “Dio benedica te Banksy”, “spero che tutti abbiano un buon Natale e che siano al sicuro”, “c’è speranza”, “l’umanità esiste”, “Dio benedica tutti coloro che cercano di fare un cambiamento positivo in questo mondo crudele”.

NASI ROSSI SULLE RENNE DI BANKSY

La fiaba natalizia, le renne, la solidarietà verso chi non possiede nulla… erano tutti ingredienti perfetti per una ricetta di bontà e incanto. Anche per questo, la notizia dell’ultima opera di Banksy ha fatto il giro del mondo in poche ore. Purtroppo però, l’opera non è rimasta incolume che qualche giorno, prima di venire vandalizzata da ignoti. Questa mattina i visitatori di Birmingham si sono svegliati con una sgradevole sorpresa: qualcuno ha disegnato dei nasi rossi sui musi delle renne, che ora sembrano più creature clownesche. A darne notizia, l’account twitter @IAmBirmingham: “A quanto pare, qualcuno ha già dipinto brillanti nasi rossi sulle renne dell’ultima opera di street art di #Banksy a #Birmingham. Accidenti, non ci hanno messo molto…” Un atto di sfregio verso il misterioso artista inglese? O forse la volontà di avvicinarsi maggiormente alla favola di Babbo Natale (neanche questa ipotesi reggerebbe, nella versione originale della storia solo la renna Rudolph ha il naso rosso…)? Per ora, sulla pagina dello street artist non è stato rilasciato nessun commento sull’accaduto.

 

Banksy Venice, courtesy photo Lapo Simeoni
Banksy Venice, courtesy photo Lapo Simeoni

IL NAUFRAGO BAMBINO DI BANKSY A VENEZIA

Prima del suo ultimo post con il “Babbo Natale” di Birmingham, sei giorni fa Banksy ha pubblicato un nuovo scatto che immortala il suo murale con il naufrago bambino, realizzato durante i giorni di preview dell’ultima Biennale d’Arte di Venezia. L’opera, che si trova sulla parete di un canale nel sestiere Dorsoduro, vicino a Campo Santa Margherita, durante i giorni dell’acqua alta è stata in parte sommersa dalla corrente, trasformando il bambino da lui creato in un “vero” naufrago. Immagine e suggestione che naturalmente non è sfuggita a Banksy.

LA BANCARELLA ABUSIVA DI BANKSY A VENEZIA

Pochi giorni dopo avere rivendicato il murale con il naufrago bambino, Banksy ha sbaragliato tutti pubblicando, sempre sul proprio profilo Instagram, un video che testimoniava un nuovo intervento a Venezia, anche questa volta una sorta di performance come quella di Birmingham. Anche in questo caso, il video rappresenta per lo street artist l’occasione per dire la propria intorno a temi di attualità: trovandosi a Venezia, gli argomenti trattati sono “le grandi navi” e naturalmente la Biennale d’Arte. I primi istanti del video pubblicato da Banksy su Instagram sembrano quasi uno di quei video girati dai turisti col proprio cellulare: la vista di Piazza San Marco e Palazzo Ducale dal Canal Grande, i gondolieri, i ponti, gli artisti di strada, con il sottofondo di Que sera, sera (Whatever Will Be, Will Be) suonata da una fisarmonica. A un certo punto assistiamo alla scena madre del video: un artista di strada (lo stesso Banksy?) che monta la propria bancarella e installa una serie di quadri in stile “vedutismo veneziano”, che nell’insieme riproducono una grande nave da crociera che incombe sulla Laguna. “È veramente bello, anche più bello di quello che abbiamo visto in Biennale”, commenta una signora. “Le navi da crociera possono andare a navigare, ma questo è un mostro!”, afferma invece un’altra passante. E così Banksy, con sole due battute, solleva due grossi polveroni, di tipo artistico e politico. Il primo, evidentemente, è palesato anche da quanto da lui scritto sul post: “sto preparando la mia bancarella alla Biennale di Venezia. Nonostante sia il più grande e prestigioso evento artistico del mondo, per qualche motivo non sono mai stato invitato”, continuando così la sua polemica contro il sistema dell’arte ufficiale (basti ricordare, ad esempio, quella volta in cui Banksy ha palesato il suo disappunto contro una mostra inaugurata in Russia senza il suo consenso). O forse, attraverso la battuta della signora rimasta affascinata dai suoi dipinti, lo street artist ha voluto insinuare che le sue opere sono migliori rispetto a quelle esposte alla Biennale? Ma al di là delle disquisizioni meramente artistiche, a un certo punto del video a Banksy tocca fare i conti con la realtà e con la sua natura di artista “non autorizzato”. Alla sua bancarella infatti si avvicinano i vigili, che chiedono allo street artist se è in possesso dell’autorizzazione. Il video termina con Banksy che smonta la bancarella e va via dalla sua postazione, mentre una nave da crociera incombe alle sue spalle.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.