Le aste di Christie’s e Sotheby’s a Londra nella settimana di Frieze. E c’è un “giallo” su Banksy

Non solo fiere durante la settimana di Frieze a Londra, ma anche aste nell’eterna sfida tra Christie’s e Sotheby’s. E le sorprese non sono mancate.

Girl with Balloon di Banksy distrutta durante l'asta di Sotheby's
Girl with Balloon di Banksy distrutta durante l'asta di Sotheby's

Nella settimana di Frieze London si sfidano, come al solito, le due grandi case d’asta Christie’s e Sotheby’s. Questa volta per prima va in scena Christie’s con il classico cavallo di battaglia Post-War and Contemporary art seguita da un’asta tutta dedicata ad artisti italiani, dal titolo Thinking Italian. La sera successiva è il turno di Sotheby’s che antepone The History of Now: The Collection of David Teiger alla classica Contemporary Art evening sale. Con un finale che ha dell’incredibile: un’opera di Banksy, battuta all’asta per un milione di sterline, si è autodistrutta dopo essere stata venduta. Un gesto eclatante di protesta contro il mercato o un’astuta operazione di marketing? Vediamo come è andata.

LA TELA DISTRUTTA DI BANKSY

Panico per Girl with Balloon di Banksy, ultimo lotto della Contemporary Art evening sale di Sotheby’s, venduta per la cifra straordinaria di 953mila sterline a fronte della quotazione massima di 300mila.Al termine dell’asta è avvenuto quello che non ci si aspetta. Nell’istante esatto in cui l’opera è stata aggiudicata, si è sentito suonare un allarme e si è pensato subito a quello antincendio ma è stato un diversivo per distrarre dall’azionamento di un meccanismo posto alla base della cornice dell’opera, una distruggi documenti, che ha ridotto a piccole strisce metà dell’opera, prima che ci si rendesse conto di quanto stava succedendo e prima dell’intervento degli addetti di Sotheby’s. Nel frangente una persona vestita di nero con classico basco da artista ha tentato di allontanarsi ma è stata trattenuta, anche con una certa persistenza, dalla security prima che riuscisse ad abbandonare l’edificio. Personalmente abbiamo assistito proprio al fermo dell’uomo che cercava di sganciarsi dalla presa degli addetti della sicurezza. Che si sia trattato proprio del misterioso artista?Ora resta il problema di gestire il rapporto tra la casa d’asta e l’acquirente dell’opera, nel caso mai verificatosi della distruzione di un’opera d’arte dopo la sua aggiudicazione. Anche se il dubbio resta, soprattutto sulla scelta, apparentemente incomprensibile, di collocare l’opera di Banksy per ultima. Il battitore non ha mostrato poi tanta sorpresa per l’evento. C’è da dire che in un primo momento si era pensato solo che l’opera fosse caduta dalla cornice visto anche la distanza tra il battitore ed il muro dove era esposta l’opera. Come sia stato possibile, nessuno lo sa. Il quadro rappresenta una bambina con un palloncino rosso, originariamente dipinta da Banksy in un murale a Londra nel 2002 e da allora diventata una delle sue opere più iconiche. Che dietro alla distruzione della tela ci sia lo stesso Banksy, da sempre critico contro ogni forma di commercializzazione della sua arte, è abbastanza chiaro. Lo stesso artista, originario di Bristol, ha rivendicato la performance sul suo profilo Instagram. Quello che è meno chiaro è come si stato possibile inserire un meccanismo capace di distruggere una tela all’interno della cornice senza che nessuno se ne sia accorto. L’opera era stata autenticata da una società specializzata che lavora per Banksy: il venditore l’aveva comprata direttamente dall’artista nel 2006. Non si sa se l’artista, di cui non si conosce l’identità, fosse presente all’asta e se abbia in qualche modo azionato direttamente il meccanismo. Se l’acquirente sarà rimborsato oppure no è per il momento un mistero. In qualsiasi modo sia andata, Banksy è riuscito ancora una volta nel suo intento, trasformando un tradizionale appuntamento di mercato in un evento mediatico internazionale. Ovviamente a suo favore.

L’ASTA DI SOTHEBY’S

Eppure fino a quel momento l’asta di Sotheby’s si è svolta regolarmente, pur senza il pienone delle grandi occasioni. I primi 25 lotti sono provenienti dalla collezione di David Teiger: tutti venduti anche se alcuni ad un prezzo inferiore rispetto alle attese. È il caso del lotto 13, un’opera di Currin, che va prima invenduta a 500mila sterline per poi esser rimessa in vendita come ultimo lotto della serata e ricavare ‘solo’ 300mila sterline a fronte di una valutazione minima di 800mila. Record per Althoff He want to see it all battuto a 470mila sterline a fronte del precedente record del febbraio 2018 di 162mila ma poco dopo l’opera Propped, copertina del catalogo di Saville, sfonda – dopo una estenuante battaglia tra bidder al telefono condotta a colpi di 50mila sterline e durata oltre 10 minuti – il record per una donna artista vivente a 8,2 milioni di sterline (9,5 col premio). Record anche per Kaws con Again and Again che ha avuto un’accoglienza euforica tra bidder al telefono ed in sala tanto da esser venduto a 850mila sterline a fronte di una quotazione massima di 350. Da rilevare i due Doig battuti Buffalo Station I a 6,5 milioni (7,5 col premio) e Buffalo Station II a 3,8 (4, il Grotjahn Untitled (Yellow Butterfly Orange) battuto a 3,1 mln, tutti gli altri lotti più o meno dentro le forchette di stima per una vendita complessiva di quasi 40milioni di sterline.

POCHI RECORD

Nella sezione Contemporary art poche scintille, tra le quali due opere di Baselitz Ohne Titel venduto a 950mila sterline e Kopfkissen battuto in sala a 1,2milioni, Pads and Shoots di Calder principalmente perché venduto online a 1,8 mln (comunque sotto la quotazione minima di 2,2). Tra gli invenduti il lotto 38 di Fontana “Concetto Spaziale, Attese” a 1,4 mln, il Troika di Castellani a 750mila sterline, il Fabio Alluminio e seta naturale (Piede)” a 620mila, due Kapoor Parabolic mirror, Asagi a 280mila e Untitled del 2005 a 340mila, il Wool Double Brown Nose a 650mila, Untitled di Stingel a 500mila e Smeary un olio s tela di Calder a 350mila. Alla fine si è venduto per 68,7 milioni di sterline.

L’ASTA DI CHRISTIE’S

Nella Contemporary Art evening sale, Christie’s gioca d’azzardo, non del tutto premiata, mettendo all’asta diversi lotti dalle quotazioni milionarie mentre da Sotheby’s sono stati più conservativi. Record e super vendite in entrambe le aste, da Christie’s la fa da padrone Francis Bacon con prezzo di martello a 17,5 milioni di sterline (quasi 20 con il premio della casa d’asta) seguito da Dubuffet a £3,8mln (4,5 con premio) e l’enorme tela (3mt per 3) di Keith Haring battuto a 3,3 mln (4 col premio). Non ha un esito positivo, invece, la vendita tanto attesa di Skull di Gerhard Richter, invenduto a £11,5 mln, di Cracked egg (blue) di Jeff Koons, invenduto a £8,5 mln, di Untitled (Yellow and Green Low Fall Face 41.80) di Mark Grotjahn, invenduto a £5,5 mln, di Still Life with Zimmerlinde di Lucian Freud, invenduto a 750mila pur se sopra la valutazione massima di 600mila, Midgard di Anselm Kiefer invenduto a 850mila e il ritiro dalla vendita del lotto 24 di Georg Baselitz, una serie di 11 olii su tela stimati tra 6 e 10 milioni di sterline. All’asta hanno partecipato bidder da 43 nazioni e riconoscimenti importanti sono andati ad artisti esponenti della British art, ai tedeschi ed agli italiani. Record assoluto per il lotto n.2 Bull with Hole di Albert Oehlen, venduto – in sala – a 3 milioni di sterline (3,6 col premio a fronte di una stima di 0,8-1,2 mln) a fronte del precedente record del 2017 di 2,9 mln e record per un’opera su carta di Francis Bacon battuta a 400mila sterline (488mila col premio a fronte 180-220mila di stima). Tra gli altri lotti da evidenziare Country Club di Hurvin Anderson battuto a 1,7 mln, Close By di Bridget Riley a 1,45 mln, un altro Oehlen Untitled con ingaggiata bid e contro bid tra un acquirente in sala ed uno al telefono e vinto da quest’ultimo a 2,6 mln, Madame au Jardin di Jean Dubuffet a 3,8 mln, Untitled di Basquiat venduto in sala a 1,4 mln, Ball Watching IV di Hurvin Anderson che ha raggiunto  1,6 mln a fronte di una stima massima di 550mila, la scultura Stand IX di Antony Gormley a 520mila, Venice Rain di Howard Hodgkin a 900 mila contro stima di 600mila e poi Painted Screen di Francis Bacon che doppia la stima con martello a 2milioni di sterline. Alla fine l’asta ha venduto per 84,6 milioni di sterline.

GLI ARTISTI ITALIANI

In Thinking Italian domina la scena Lucio Fontana con Concetto spaziale, la fine di Dio che, partito da 12,5 mln è stato battuto a 15 mln di martello (16 con premio), anche se restano invenduti il lotto 125 Concetto spaziale, Attesa rosso a 2,5 mln e lotto 129 Concetto spaziale, Attese bianco invenduto a 1,6 mln. Seconda opera per importo realizzato Achrome di Piero Manzoni che inizialmente inserito nella sessione Contemporary Art è stato poi spostato in quella italiana ed ha realizzato 3 mln di martello (stimato tra 3 e 5 milioni, 3,6 col premio). L’asta dedicata agli artisti italiani è stata condotta, al suo debutto a Londra, da Benthe Tupker, head of sale Contemporary Art per la filiale olandese di Christie’s, ed i curatori hanno tenuto a precisare che questa seconda edizione di un’asta dedicata solo agli artisti italiani ha avuto un numero minore di lotti perché han cercato di mettere all’asta esclusivamente masterpieces. In questa sezione record per Maria Lai Lenzuolo battuta a 120mila sterline (150 con premio) a fronte del precedente record del 2015 di 32mila euro. Poi per Alberto Savinio Croix marine venduto in sala a 570mila sterline (692mila col premio e per Leoncillo Grande mutilazione battuto a 600mila sterline (728mila col premio) a fronte del precedente e recente record (aprile 2018, Christie’s Milano) di 283mila euro. Colpo di scena per Sacco Nero Rosso di Burri venduto a 810mila sterline ma martello già battuto perché la battitrice non si era accorta della paletta alzata in sala, tra i lotti da notare Untitled di Carol Rama che ha doppiato la stima affermandosi a 140mila sterline. Per entrambe le sezioni sala stracolma, attiva nei rilanci e negli acquisti ed ovviamente con tantissimi operatori italiani, tra i quali – breve nota di nota di colore – si è distinto per essersi alzato, nel bel mezzo di una vendita, a chiamare un amico che stava dall’altra parte della sala, il battitore ci ha scherzato su dicendogli che ad ogni gesto di chiamata gli addebitava un milione di sterline di rilancio. Alla fine il ricavato dell’asta è stato di 39,5 milioni di sterline.

– Mario Bucolo

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).

2 COMMENTS

  1. Lavoro del 2003 della serie Testamenti “Questo quadro deve essere considerato opera d’arte solo fino al 30 dicembre 2081. Dopo tale data dovrà essere bruciato”.

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