A Torino si possono scoprire tutte le possibilità della fotografia grazie a queste due mostre
Sono le mostre di Camera, visitabili fino al 4 ottobre 2026 e dedicate ai fotografi Harry Gruyaert e Werner Jeker. Tra imprevedibili paesaggi visti durante i viaggi e soluzioni grafiche applicate agli scatti, si scoprono due modi diversi di fotografare
Due mostre hanno inaugurato la nuova direzione artistica di Camera da parte di François Hébel: una dedicata al fotografo belga Harry Gruyaert (Anversa, 1941) e un’altra allo svizzero Werner Jeker (Mümliswil-Ramiswil, 1944) e alla sua grafica applicata all’ambito fotografico.
La mostra di Harry Gruyaert da Camera
È la prima grande mostra retrospettiva di Gruyaert, membro di Magnum Photos, in Italia. Sono tutte immagini a colori forti, potenti, quasi aggressive. Il colore così utilizzato rende l’autore assai riconoscibile. Sicuramente il suo sguardo si è sviluppato attraverso la fotografia degli americani. Da un lato Saul Leiter, di una ventina d’anni più vecchio, dall’altro William Eggleston, maggiore di soli due anni. La rassegna è costruita in senso cronologico. Parte con TV Shots, realizzata a Londra nel 1972. Il rimando è al Pop, a certo Schifano, che forse Gruyaert non ha mai conosciuto, ma che negli stessi anni avvertiva esigenze simili.
Gli scatti di Harry Gruyaert in giro per il mondo
E, quindi, le prime immagini nella sua terra natale dalla quale si è spinto a Parigi, dove ha dato vita a immagini profondamente grafiche che hanno caratterizzato buona parte del suo percorso. Numerose le foto dedicate al Marocco, all’Egitto, all’India, alla Spagna, alla Turchia, un sud del mondo che lo ha catturato con i suoi colori e le sue situazioni. Ma anche i paesaggi industriali sono molto diversi da quanto siamo stati abituati a conoscere, lui li realizza in particolare per il mondo dell’editoria commerciale. Sono colorati, forti, più reali del vero. Est incontra Ovest è la sezione in cui le atmosfere del consumismo americano sono poste in dialogo con quelle della Russia post-comunista, queste ultime sono forse le foto più toccanti della mostra. In Litorali, la serie nata, quasi per caso, durante i viaggi, troviamo la vena più artistica di Gruyaert. La mostra chiude con Aeroporti. L’autore è affascinato dall’atmosfera artificiale di questi luoghi e dalle geometrie vere o presunte tali.
Il sorprendente lavoro di Werner Jeker in mostra a Torino
Photo Typo è il titolo della mostra di Werner Jeker, figura di riferimento internazionale nel campo della grafica applicata alla fotografia. Una vera e propria scoperta. Una mostra allestita e proposta con grande cura che propone il lavoro di un importante grafico, nel cui lavoro fotografia e tipografia si fondono per dare vita a opere grafiche, in cui l’immagine è letta, interpretata, proposta con raffinata cultura. Ognuno dei manifesti è un’opera in cui Jeker entra con garbo, ma anche con sicurezza e conoscenza approfondita, in quanto è chiamato a comunicare. Immagine e testo, significato e significante sono poste in un interessante equilibrio, che trasforma i suoi manifesti in vere e proprie opere. La mostra è accompagnata da un libro edito da Dario Cimorelli.
Angela Madesani
Torino // fino al 4 ottobre 2026
Harry Gruyaert. Retrospettiva
Werner Jeker. Photo Typo
CAMERA – Via delle Rosine, 18
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