I sei libri da leggere questo autunno ce li suggerisce il Booker Prize. Ecco la rosa dei finalisti
Abbiamo la lista dei romanzi selezionati dalla giuria del più importante riconoscimento letterario del mondo. Sono quattro uomini su sei, con due autori che hanno già vinto il Booker e una il Pulitzer
Diversi per aspirazioni, messaggio e origini, c’è una cosa che accomuna quasi tutti i sei libri finalisti del Booker Prize 2026, il più importante premio letterario del mondo: il trascolorare della realtà nella finzione, nella suggestione, nel sogno e nella visione. Scelti tra 163 candidati – tutte opere di narrativa scritte in inglese e pubblicate tra Regno Unito e Irlanda nel giro dell’ultimo anno -, i sei libri giunti in finale sono The End of Everything di M. John Harrison, The Disappearers di Marlon James, Black Bag di Luke Kennard, May We Feed the King di Rebecca Perry, The Things We Never Say di Elizabeth Strout, John of John di Douglas Stuart. A questi autori e autrici, per la loro posizione di finalisti, andranno 2.500 sterline ciascuno.
I finalisti del Booker Prize 2026
La rosa dei finalisti comprende autori provenienti da quattro Paesi: Inghilterra, Scozia, Giamaica e Stati Uniti, con una maggioranza di uomini (quattro su sei). Tre di loro sono autori e autrici più o meno affermati (tra cui un ex giudice del premio), due sono già stati vincitori del Booker Prize – Marlon James (che nel 2015 ha vinto il premio con Breve storia di sette omicidi) e Douglas Stuart (che nel 2020 ha vinto con Storia di Shuggie Bain) – e c’è persino un’autrice già candidata due volte, Elizabeth Strout, vincitrice del Premio Pulitzer nel 2009 per il romanzo Olive Kitteridge.

Le trame dei libri finalisti del Booker Prize 2006
In The End of Everything il protagonista Phillip Tennent si guadagna da vivere raccogliendo i reperti che il Canale della Manica porta a riva, quando trova un oggetto che non può tenere con sé, una creatura in continua mutazione che cambierà tutto.
The Disappearers è un romanzo drammatico e un’esplorazione senza sconti della vita queer nella Giamaica degli Anni Ottanta/Novanta: tutto inizia nel 1988, a Kingston, quando otto uomini iniziano le prove per l’opera teatrale Fortune and Men’s Eyes; una sera, uno di questi uomini viene ucciso durante un’aggressione omofoba. Con le sue 640 pagine, è il romanzo più lungo in lizza.
In Black Bag un attore squattrinato accetta di partecipare a un esperimento psicologico per il professor Blend: come reagiranno gli studenti di Blend alla vista di qualcuno chiuso in un grande sacco nero in fondo all’aula durante le lezioni del semestre autunnale?
Le trame dei libri finalisti del Booker Prize 2006
Vincitore del Waterstones debut prize di quest’anno, May We Feed the King alterna la vita di una curatrice che dedica il suo tempo ad allestire le sale di edifici storici per ridar loro vita e re quasi dimenticato, salito precipitosamente al trono dopo la morte prematura dei fratelli maggiori: tra il sovrano che mette a repentaglio il futuro del suo regno e la donna che cerca nel passato un rifugio dal proprio presente, i confini delle loro vite iniziano a sfumare.
Il protagonista di The Things We Never Say è Artie Dam, un uomo apparentemente appagato – insegna storia agli studenti delle superiori, partecipa alle feste con la moglie, esce in barca a vela nella baia del Massachusetts – ma è tormentato da un senso di isolamento. Un giorno, scopre che la vita gli ha nascosto un segreto.
Infine, in John of John abbiamo l’artista fallito John-Calum Macleod prende il traghetto per tornare a casa, sull’isola di Harris, dove vive sospeso tra le due figure cardine della sua infanzia: il padre John, allevatore e pilastro della locale chiesa presbiteriana, e la nonna Ella, originaria di Glasgow.

Il romanzo vincitore sarà annunciato il 9 novembre
La shortlist (di cui qui potete leggere degli estratti in lingua originale) è stata selezionata dalla giuria dell’edizione 2026, presieduta dalla studiosa del mondo classico e scrittrice Mary Beard, affiancata dal pluripremiato poeta e docente Raymond Antrobus, il musicista, scrittore e personaggio televisivo Jarvis Cocker, la giornalista Rebecca Liu e la romanziera, poetessa e saggista Patricia Lockwood (a sua volta già selezionata per il Booker Prize). Saranno sempre loro, il prossimo 9 novembre, ad annunciare all’Old Billingsgate di Londra, l’ex mercato di pesce vittoriano riconvertito in spazio per eventi, il romanzo vincitore, il cui autore o autrice riceverà 50mila sterline.
Giulia Giaume
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