Cosa vedere a Parigi durante la FIAC: 17 mostre ed esposizioni nella Ville Lumière

Dai new media alle performance, dall’arte moderna più alta a quella rinascimentale, la capitale francese ha un’amplissima offerta culturale per questo autunno

In occasione della ripartenza di FIAC – la fiera internazionale d’arte contemporanea – sono molte le mostre da vedere a Parigi, oltre alle esposizioni della fiera stessa. Se non vi bastano infatti i 165 espositori da più di 20 Paesi, incluse una dozzina di gallerie italiane, i migliori musei della città offrono diverse alternative, dall’arte classica a quella digitale passando per quella moderna e rinascimentale, non senza rivisitazioni in chiave contemporanea con grandi e grandissimi nomi dell’arte: queste le 17 scelte da Artribune.

– Giulia Giaume

1. BOTTICELLI AL MUSÉE JACQUEMART-ANDRÉ

Alessandro Filipepi detto Botticelli, Figura allegorica detta La Bella Simonetta, 1485 ca., tempera e olio su legno, cm 81,8×54. Francoforte, Städel Museum. Photo CC BY-SA 4.0

La mostra Botticelli. Artiste et designer, al Musée Jacquemart-André fino a fine gennaio 2022, analizza dal punto di vista storico e artistico i diversi talenti del grande pittore rinascimentale Alessandro Filipepi detto Botticelli(1444/5-1510), esponendo il percorso che dagli esordi nello studio di Filippo Lippi lo portò a una pittura cupa ed esistenziale, passando per il racconto di una Firenze all’apice del potere e dello splendore mediceo.

2. SOUTINE E DE KOONING ALL’ORANGERIE

La colline à Céret, Chaïm Soutine (1893 1943)

All’Orangerie, la mostra La peinture incarnée propone un dialogo tra le opere del pittore dell’École de Paris di origine bielorussa Chaïm Soutine (1893–1943) e l’espressionista astratto americano di origine olandese Willem de Kooning (1904-1997). La mostra mette in dialogo i due universi pittorici attraverso una cinquantina di opere articolate attorno a temi essenziali, come la tensione tra la figura e l’informe, la pittura della “carne”, la pratica pittorica e il “gesto” dei due artisti.

3. GEORGIA O’KEEFFE AL CENTRE POMPIDOU

Georgia O’Keeffe, Inside Red Canna, 1919 © Adagp, Paris 2021, Collezione privata – Georgia O’Keeffe Museum

Il Centre Pompidou presenta la prima retrospettiva francese di Georgia O’Keeffe (1887 –1986), una delle più grandi figure dell’arte americana del XX secolo. Con un centinaio di dipinti, disegni e fotografie, la mostra propone una rassegna completa del suo lungo percorso artistico. O’Keeffe ha infatti vissuto da protagonista le avventure estetiche essenziali del secolo scorso: negli anni ’20 apparteneva alla cerchia ristretta dei creatori del modernismo americano, partecipò negli anni ’30 alla ricerca di identità che segnò gli Stati Uniti, prima di diventare una pioniera della pittura astratta “hard edge” negli anni ’60.

4. SIGNAC COLLEZIONISTA E L’AVVENTO DEL CINEMA AL MUSÉE D’ORSAY

Leonce-cinematographiste-mai-1913-CC-Leonce-Perret

Due le grandi mostre alla Gare d’Orsay questo autunno: da un lato una grande retrospettiva sulla nascita del cinema e sulla rivoluzione che ha portato nella società e nell’immaginario umano, tra arte e comunicazione, dall’altro la grande collezione dell’artista Paul Signac (1863-1935), che include la corrispondenza del puntinista, i quaderni in cui annotava i suoi acquisti e un inventario preciso dei dipinti, dei disegni e delle stampe a lui appartenuti.

5. GIACOMETTI E CHASE-RIBOUD ALL’INSTITUT GIACOMETTI

Alberto Giacometti, Femme de Venise V, 1956, bronzo, cm 110,5 x 31,3 x 14. Centre Pompidou, Parigi © Succession Alberto Giacometti (Fondation Alberto et Annette Giacometti, Paris + ADAGP, Paris, 2021). Photo © Philippe Migeat

L’Institut Giacometti, nel pieno del suo spirito multidisciplinare, indaga qui il legame tra Alberto Giacometti e la scultrice, poetessa e scrittrice, Barbara Chase-Riboud (1939), che conobbe Giacometti nei primi anni ’60 quando si era appena trasferita a Parigi. Realizzata in stretta collaborazione con l’artista afroamericana, questa mostra pone le celebri figure femminili di Giacometti a paragone con le opere e l’originale percorso scultoreo di Chase-Riboud tra la scena statunitense e quella francese.

6. L’HAUTE COUTURE DI THIERRY MUGLER AL MUSÉE DES ARTS DECORATIFS

Alan Strutt, Yasmin Le Bon (Londres, 1997). Collection La Chimère, haute couture automne hiver 1997 1998 © Alan Strut

La mostra Thierry Mugler: Couturissime aperta fino ad aprile 2022 al Musée des Arts Decoratifs – concepita e prodotta dal Musée des beaux-arts de Montréal – segna il ritorno di Thierry Mugler (Strasburgo, 1948) a Parigi. Il grande creativo deve infatti alla città delle luci il proprio successo, e riporta qui il suo percorso di stilista visionario, fotografo, inventore di profumi e uomo di spettacolo, che ha rivoluzionato la moda e l’haute couture.

7. DAMIEN HIRST ALLA FONDATION CARTIER POUR L’ART CONTEMPORAINE

Damien Hirst nel suo studio 2020 © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved DACS 2021. Photo Prudence Cuming Associates 630×420

Alla Fondation Cartier Pour l’Art Contemporaine Damien Hirst si presenta in una veste romantica e colma di speranza, insolita per l’ex bad boy di Bristol: la sua serie pittorica realizzata durante il lockdown e dedicata ai ciliegi in fiore, da cui il nome Cerisiers en Fleurs, è la prima esposizione istituzionale dell’artista in Francia (visibile alla fondazione fino al gennaio 2022), e per molti critici apre a una nuova fase artistica di uno dei più grandi nomi del momento.

8. I GRANDI FOTOGRAFI DEL NOVECENTO AL JEU DE PAUME

Max Burchartz, Lotte (Eye) 1928, copyright Max Burchartz e MoMA

Da metà settembre il Jeu de Paume presenta Chefs d’oeuvre photographiques du MoMA, che racchiude la raccolta fotografica del collezionista svizzero Thomas Walther: questa, acquisita dal museo newyorchese nei suoi circa 350 scatti (di cui oltre duecento presenti a Parigi), copre tutta la prima metà del Novecento grazie alle immagini di grandissimi fotografi europei e americani d’avanguardia come Berenice Abbott, Karl Blossfeldt, Claude Cahun, El Lissitzky, Edward Weston e André Kertész.

9. VIVIAN MAIER AL MUSÉE DU LUXEMBOURG

Vivian Maier, Self Portrait, s.d.

Va in mostra al Musée du Luxembourg la carriera di Vivian Maier (1926-2009), una delle più grandi fotografe del Novecento: immersa nel cuore della società americana, a New York dal 1951 ea Chicago dal 1956, questa tata osserva meticolosamente il tessuto urbano che riflette i grandi cambiamenti sociali e politici del tempo. La mostra offre per la prima volta al pubblico l’accesso agli archivi inediti della fotografa, scoperti nel 2007, che includono scatti d’epoca, film in super 8 mai proiettati e registrazioni audio, permettendo al pubblico di cogliere l’intera portata del lavoro di questa grande artista.

10. L’ANNO DI PICASSO E RODIN TRA MUSÉE RODIN E MUSÉE NATIONAL PICASSO

Picasso-Rodin nei rispettivi musei parigini

Un progetto monumentale, quello di due istituzioni parigine, il Musée Rodin e il Musée National Picasso-Paris. I due giganti dell’artesi sono uniti nel 2021per presentare una grande mostra evento, Picasso-Rodin, dedicata ai due geni a cavallo tra XIX e XX secolo. Lo sguardo inedito sui due artisti passa attraverso i loro capolavori, esposti simultaneamente all’interno dei due musei, invitando a una rilettura incrociata delle opere di Auguste Rodin (1840-1917) e Pablo Picasso (1881-1973) e dei loro processi artistici.

11. LA PARIGI DI CARTIER-BRESSON AL MUSÉE CARNAVALET

Cartier Bresson, Sous le métro aérien, Boulevard de la Chapelle, 1951

Il più antico museo di Parigi, riaperto dopo quattro anni di lavori, espone nella sua prima mostra lo sguardo di Henri Cartier-Bresson (1970–2004), uno dei più grandi fotografi francesi del XX secolo, sulla capitale francese. In associazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, la mostra presenta stampe originali, pubblicazioni e registrazioni audiovisive dell’artista. In questa città, che riscopre in ogni scatto, è prima di tutto l’essere umano che interessa al fotografo, che sia per strada o faccia a faccia, diventando spesso testimone di grandi eventi di attualità come la Liberazione di Parigi nell’agosto 1944 e ilmaggiodel‘68.

12. LA GENESI DELLA GRECIA MODERNA AL LOUVRE

Il Partenone, Atene

La mostra al Louvre Parigi-Atene. La nascita della Grecia Moderna, organizzata in occasione del bicentenario della Rivoluzione greca del 1821, mette in luce i legami tra la Grecia e la cultura europea, con un focus particolare sui rapporti tra Parigi e Atene. Nel XVII e XVIII secolo, gli ambasciatori che visitarono la Grecia nel loro viaggio verso la “Sublime Porta” scoprirono una provincia ottomana che affascinò artisti e intellettuali. Liberata nel 1829, la Grecia dichiarò Atene sua capitale nel 1834, fondandola sua moderna identità culturale sul neoclassicismo francese e tedesco. Questa mostra vuole incrociare la storia dell’archeologia con lo sviluppo dello stato e l’arte greca moderna.

13. IL CENTENARIO DI VOGUE AL PALAIS GALLIERA

Catherine Deneuve by David Bailey, Vogue Paris 1966 © David Bailey

Per celebrare il centenario della rivista Vogue Paris, il Palais Galliera –Musée de la Mode de la Ville de Paris presenta Vogue Paris 1920-2020, una mostra che ripercorre il ruolo svolto dalla rivista (la più antica di moda pubblicata ancora oggi in Francia) nel promuovere la moda parigina e nel contribuire a fare della città una capitale mondiale della moda. Dall’alta moda al prêt-à-porter, Vogue compare qui come sprone dell’eccellenza e dell’audacia parigina, da scoprire attraverso riviste, fotografie, disegni e archivi.

14. CHAGALL, MODIGLIANI E SOUTINE AL MUSÉE DU JUDAISME

Modigliani, Musee du Judaisme

Al Musée d’art et d’histoire du Judaism vanno in scena opere dei grandi artisti ebrei, uomini e donne, provenienti dalle maggiori città europee e dall’Impero russo in cerca di emancipazione artistica, sociale e religiosa. In fuga dai pogrom o alla ricerca di un contesto libero e moderno, confluirono a Parigi nei primi quindici anni del Novecento grandissimi nomi come Marc Chagall, Chaim Soutine, Amedeo Modigliani, Jules Pascin, Jacques Lipchitz, Chana Orloff, Moïse Kisling, Louis Marcoussis e Ossip Zadkine, e anche i meno noti artisti come Walter Bondy, Henri Epstein, Adolphe Feder, Alice Halicka, Henri Hayden, Georges Kars, Léon Indenbaum, Simon Mondzain, Mela Mutere molti altri, esposti qui fino al 31 ottobre e calati nel contesto storico e politico del loro lavoro in quella che era allora la capitale dell’arte moderna.

15. ANNE IMHOF AL PALAIS DU TOKYO

Anne Imhof

Dopo aver assediato il padiglione tedesco con la sua mostra e performance Faust, insignita del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2017, Anne Imhof si impossessa dell’intero Palais de Tokyo per comporre un’opera totale e polifonica. Qui fonde spazio e corpi, musica e pittura, le sue opere e quelle di alcuni complici, tra cui l’artista visiva e compositrice Eliza Douglas e una trentina di artisti ospiti. Questa è l’ultima settimana per assistere a performance e incontri artistici con Imhof, che fonde con la sua pratica artistica performance, installazioni e pittura.

16. WANG BING A LE BAL

À la folie, 2013, vidéogramme CC Wang Bing

Lo spazio contemporaneo Le Bal presenta un’installazione immersiva dedicata a Wang Bing, grande regista cinese, ideata con l’artista su proposta dei curatori Dominique Païni e Diane Dufour. La portata politica dei film di Wang Bing, mai dichiarata apertamente, si manifesta qui in un’etica della pazienza, della concentrazione, della perseveranza. Lasciare che la verità del soggetto si dispieghi da sola è il cuore dell’approccio minimale di Bing, e riflette la sua disponibilità a sottomettersi a qualunque cosa accada.

17. LA COLLEZIONE MOROZOV E BIANCA BONDI ALLA FONDATION VUITTON

Vivian Maier al Musée du Luxembourg

Una vera festa l’evento artistico alla Fondation Louis Vuitton: per la prima volta la collezione dei fratelli Morozov viene presentata fuori dalla Russia, con opere di Matisse, Bonnard, Picasso, Gauguin, Van Gogh, Degas, Monet, Renoir, Maurice Denis, Cézanne, ma anche Vroubel, Chagall, Malevitch, Repine, Larionov e Serov. In occasione del programma Open Space, poi, la Fondation porta in mostra la pratica artistica di Bianca Bondi, che tra metodo e sperimentazione materica seleziona una serie di materiali in base alle loro proprietà intrinseche o al loro potenziale di trasformazione, creando combinazioni ispirate alle scienze occulte e all’alchimia istintiva.

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.