Alla Fondation Cartier di Parigi Damien Hirst si presenta in una veste romantica e delicata. Mettendo in mostra la sua serie pittorica dedicata ai ciliegi in fiore e realizzata durante il lockdown.

Dimenticate l’iconico squalo della serie Natural History o il teschio tempestato di diamanti di For the Love of God. In Damien Hirst c’è stato il tempo dell’illusione, dell’impermanenza, della fragilità della vita e da adesso in poi anche quello della rinascita legata ai ciliegi in fiore.
Come dichiarato dall’artista, il confinamento gli ha dato il coraggio necessario di affrontare, attraverso la pittura, la rappresentazione di alberi in piena fioritura. Un paradosso per chi, sin dagli esordi della sua carriera, è abituato a scioccare il pubblico con opere dal linguaggio fortemente esplicito, che più volte ha urtato la sensibilità di molti, soprattutto degli animalisti. Basterà ricordare Let’s Eat Outdoors Today, in cui delle larve, dopo essersi trasformate in mosca, finivano con il morire dopo aver banchettato sulla testa mozza di una mucca.

HIRST ALLA FONDATION CARTIER

Cerisiers en Fleurs, Ciliegi in Fiore, è quindi la prima esposizione istituzionale in Francia di Damien Hirst (Bristol, 1965), ospite, fino al 2 gennaio, della Fondation Cartier. La mostra risponde a un invito fatto all’artista da Hervé Chandès, direttore generale dell’istituzione, durante un incontro a Londra nel 2019. La rassegna include i trenta lavori scelti dai due, mentre la serie completa comprende 107 tele (tutte riprodotte nel catalogo) ripartite in quadri semplici, dittici, trittici e polittici di grande formato.
Credo che, fin da giovane, volessi dipingere questo genere di opere, ma non ne avevo il coraggio. E poi il confinamento è arrivato e ho veramente avuto la fortuna di essere al centro di quella serie in quel momento”, spiega l’artista.
Queste opere sono, in realtà, il compimento di un percorso pittorico intrapreso sin dagli esordi, ma che si è meglio definito con la serie Veil Paintings, in cui si scorge la forma vaga di alcuni alberi. Da bambino, l’artista ricorda di essere stato anche enormemente affascinato dai dipinti di sua madre, che rappresentavano appunto dei ciliegi in fiore. Da qui l’idea di dipingere degli alberi astratti che avevano allo stesso tempo un’aria figurativa, in modo da creare un ponte tra astrazione e figurativismo. “I ciliegi in fiore sono vistosi, disordinati e fragili, e grazie a loro mi sono allontanato dal minimalismo per ritornare con entusiasmo alla spontaneità del gesto pittorico”, riassume Damien Hirst, rendendo in pieno il senso del suo lavoro.

Damien Hirst. Cerisiers en fleurs. Exhibition view at Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi 2021. Photo © Thibaut Voisin
Damien Hirst. Cerisiers en fleurs. Exhibition view at Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi 2021. Photo © Thibaut Voisin

DAMIEN HIRST E LE AVANGUARDIE

Le tele rappresentano un omaggio ai grandi movimenti artistici della fine del XIX e XX secolo, facendo riferimento tanto all’Impressionismo quanto al Puntinismo e all’Action painting.
La prima cosa che ho fatto nel dedicarmi a questi alberi, è stata utilizzare il rosa e il bianco, che sono i colori che vedo quando guardo un ciliegio in fiore. Allora ho preso quattro varianti di rosa e una di bianco, ho mescolato i rosa come non mai. Ma era tutto senza vita. E poi, un giorno, camminavo in strada e guardavo degli altri alberi. Ne ho osservato uno e ho visto che aveva delle macchie rosse e blu qui e là.  In quel momento ho realizzato che se gli alberi erano così era perché la luce contiene tutti i colori e che le foglie li riflettono. Come in Seurat e i puntinisti e Bonnard, ma anche in van Gogh. Senza tutto questo, i nostri occhi non riconoscono il ciliegio. Era quello che mancava: del rosso, del giallo e dell’arancio… E tutto a un tratto la pittura ha preso vita”, racconta in un estratto del film documentario 360°, realizzato in occasione dell’apertura della mostra.

FIORI E TEMPO

Sotto il profilo simbolico e del significato, il fiore di ciliegio è la rappresentazione di un momento effimero che segna il rinnovamento, il passaggio dalla primavera all’estate, ma anche la fugacità del tempo, come quella di un fiore che sboccia e che inevitabilmente appassisce nel giro di qualche giorno. L’artista ha saputo trovare un modo radicalmente diverso per esprimere la delicatezza dell’essere umano e la fragilità della vita. Nel mostrare il suo lato poetico, quasi romantico, Damien Hirst ha deciso di rivelarsi e di raccontare degli aspetti di sé finora inediti e lontanissimi dal linguaggio con cui era stato abituato a scioccare. Tale passaggio, segnato dallo schiudersi di nuove forme espressive, ha richiesto indubbiamente del coraggio, quello che serve a dipingere alberi e fiori solo perché lo si è sempre desiderato, liberi di disattendere le richieste del pubblico e del mercato.

Arianna Piccolo

Parigi // fino al 2 gennaio 2022
Damien Hirst – Cerisiers en Fleurs
FONDATION CARTIER
216 Boulevard Raspail
www.fondationcartier.com

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AutoreDamien Hirst
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Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.