L’Amsterdam Museum non utilizzerà più l’espressione “Golden Age”. Bandita da mostre e didascalie

Il museo ha annunciato che non utilizzerà più l’espressione universalmente nota per indicare la storia d’Olanda del XVII secolo. Il motivo? Oltre a opulenza e potere, la Golden Age è stata contraddistinta anche da guerre e schiavitù. Tutt’altro che dorate…

Hollanders van de Gouden Eeuw Photographer_ Evert Elzinga
Hollanders van de Gouden Eeuw Photographer_ Evert Elzinga

“Non è tutto oro quello che riluce”, recita un noto proverbio che negli ultimi tempi l’Amsterdam Museum sembra abbia adottato come punto principale della propria nuova visione. Risale a pochi giorni fa la notizia che l’istituzione olandese voglia bandire dai propri programmi museali e non utilizzare più l’espressione Secolo d’Oro (in olandese Gouden Eeuw, ma più noto a livello universale come Golden Age) per fare riferimento alla storia, alla cultura e all’arte del XVII secolo. Il motivo? Secondo il museo, Gouden Eeuw non rispecchierebbe totalmente la realtà del secolo cui fa riferimento, contraddistinto anche da guerre, schiavitù e povertà.

LA GOLDEN AGE, CROCE E DELIZIA D’OLANDA

Con Golden Age si indica usualmente il periodo della storia dei Paesi Bassi che si colloca nel XVII secolo, momento il cui il Paese è stato una “super potenza” economica (basti citare la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che deteneva inoltre il monopolio del commercio con il Giappone), militare (l’indipendenza ottenuta dal dominio spagnolo con quella che è passata alla storia come “Guerra degli Ottant’anni”), ma anche culturale e artistica: sono “figli” della Golden Age artisti come Rembrant, Vermeer, Ruisdael e Hals, per non contare poi il primato che i pittori olandesi ebbero sui generi pittorici della natura morta e del paesaggio.

L’AMSTERDAM MUSEUM BANDISCE L’ESPRESSIONE “GOLDEN AGE”

Come mai il XVII secolo non sarebbe poi così dorato secondo l’Amsterdam Museum? “La Golden Age occidentale occupa un posto importante nella storiografia dell’Occidente, che è fortemente legata all’orgoglio nazionale, ma il fatto che l’espressione sia associata a termini quali prosperità, pace e opulenza non rispecchia fedelmente la realtà storica in questo periodo”, ha dichirato Tom van der Molen, curatore della sezione dell’Amsterdam Museum dedicata al XVII secolo. “Il termine ignora i molti lati negativi del XVIIs ecolo come la povertà, la guerra, il lavoro forzato e la tratta di esseri umani. Tutte le generazioni e le persone dovrebbero essere in grado di farsi una propria opinione sulla storia. Il dialogo su questo tema ha bisogno di spazio, e il termine Golden Age limita questo spazio”. Il Museo ha quindi annunciato che nei prossimi mesi verranno cambiati pannelli e didascalie che contengono l’espressione Gouden Eeuw, a partire dal titolo della mostra permanente Ritratti del Secolo d’Oro, che diventerà quindi Ritratti del XVII secolo. Inoltre il prossimo 29 settembre l’Amsterdam Museum organizzerà un convegno aperto a studiosi e al pubblico su “quali storie dovrebbero essere raccontate sul XVII secolo, e su come è possibile farlo nel modo più inclusivo possibile”.

– Desirée Maida

www.amsterdammuseum.nl

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.