Papa Leone ha inaugurato in Vaticano una gigantesca installazione d’arte contemporanea. Il video
Una gigantesca onda invade la facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana. È Diluvium, l’installazione site-specific con cui l’artista JR entra negli spazi della Biblioteca e apre AQVA, primo capitolo del ciclo quinquennale “Catastrofe e meraviglia”
Nel Cortile del Belvedere qualcosa sembra essersi spostato. La facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma è ancora quella rinascimentale, ma davanti alla sua superficie si staglia un’enorme onda: un’immagine in bianco e nero che sembra sul punto di travolgere l’edificio. È Diluvium il nuovo intervento site-specific dello street artist JR. “Questa onda nasce dalla grande paura che l’acqua un giorno arrivi e porti via tutto”, racconta l’artista durante l’inaugurazione. L’opera, larga circa 70 metri, inaugura AQVA. Catastrofe e meraviglia – a cura di don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio e inaugurata lunedì 14 settembre ma aperta al pubblico dal prossimo 25 – il primo appuntamento di un progetto espositivo che si svilupperà per i prossimi cinque anni, affrontando progressivamente le diverse minacce che possono mettere a rischio il patrimonio librario: dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano. L’effetto è quello di una scena cinematografica congelata prima dell’impatto.
JR: dalla Bibbia di Doré alla facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana
Per realizzare Diluvium, JR ha guardato all’immaginario del Diluvio universale e in particolare alle illustrazioni realizzate da Gustave Doré per la Bibbia. Una delle incisioni è presente anche nel percorso della mostra, creando un rapporto diretto fra la fonte storica e la sua reinterpretazione contemporanea. Il procedimento, tipico della ricerca di JR, consiste nel selezionare un’immagine preesistente per poi sottrarla alla sua scala originaria e trasferirla in uno spazio che va a sovvertire. “L’acqua ci porta a una dualità tra la catastrofe e la resurrezione. E c’è qualcosa in questa grande onda che si amplifica, perché parla di ciò che sta succedendo nel mondo oggi, del cambiamento climatico”. La lettura si spinge poi fino all’intelligenza artificiale, che secondo JR sta assorbendo una quantità enorme di conoscenza contenuta nei libri. “Penso che ci siano molti messaggi nell’onda, soprattutto relativi all’intelligenza artificiale, perché tutti questi libri, tutto questo sapere sta venendo assorbito da un’intelligenza di cui non siamo padroni, e questo è un vero cambiamento nel trattamento del sapere”. L’acqua diventa così una metafora che collega eventi climatici, trasformazioni tecnologiche e perdita di controllo.
JR e la riflessione sulle minacce contemporanee
È questo il punto di partenza di AQVA. Per una biblioteca, l’acqua costituisce una minaccia evidente: può compromettere carta, pergamena e inchiostri e rendere irreversibili i danni ai documenti. Ma il percorso costruito dalla Biblioteca evita una lettura univoca. L’acqua è infatti anche parte della storia materiale del libro, interviene nella produzione della carta e può essere utilizzata nelle pratiche di restauro. A questa riflessione partecipano, insieme a JR, il tipografo statunitense Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini, chiamati a confrontarsi con le collezioni della Biblioteca attraverso linguaggi molto diversi. Tra i materiali storici compare anche il trattato sui pesci di Ippolito Salviani, pubblicato a Roma nel 1557. All’interno di questo percorso sono incluse anche le tracce dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, evento che colpì duramente il patrimonio librario della città. Il riferimento permette così di uscire dalla dimensione simbolica e confrontarsi con una vicenda realmente avvenuta di perdita e conservazione, grazie anche a delle immagini dell’alluvione che provengono da un album fotografico conservato nelle collezioni vaticane.
JR e la vulnerabilità della materia
JR prosegue il progetto all’interno della Biblioteca con Undae, un secondo intervento site-specific. Il visitatore passa così dall’impatto monumentale della facciata a un ambiente nel quale l’acqua viene affrontata attraverso immagini e documenti appartenenti a epoche differenti. Dunque, mentre Diluvium agisce sullo spazio architettonico, Undae lo fa su quello espositivo: “C’è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo”, continua l’artista. Ciò che contiene e trasmette il sapere è materialmente vulnerabile. “Ci sono molte metafore trattenute in questa onda che ci ricordano ciò che sta succedendo nel mondo, ma che a volte è difficile vedere”.
AQVA. Catastrofe e meraviglia
dal 25 settembre al 14 maggio 2027
Biblioteca Apostolica Vaticana
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