A Milano sono da vedere i nuovi spazi espositivo della Fondazione Pasquinelli (e c’è la mostra di Ugo Nespolo)
L’artista piemontese, longevo, prolifico e fuori dagli schemi, è raccontato negli ambienti della Fondazione milanese oltre i consueti spazi espositivi. Tra totem, proiezioni, a un’inedita autobiografia per immagini condensata su una grande tela
È anche un’opportunità per esplorare nuovi ambienti della Fondazione Pasquinelli la mostra che lo spazio culturale fondato in Corso Magenta nel 2011 dedica a Ugo Nespolo (Mosso, 1941) e alla sua lunga carriera, attraverso una selezione di opere significative per illustrare l’intero arco della sua produzione.
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La mostra su Ugo Nespolo alla Fondazione Pasquinelli
L’allestimento del progetto a cura di Antonello Negri – Nespolo. Magnifiche illusioni, dal 5 ottobre 2026 al 28 gennaio 2027 – si spinge infatti oltre i consueti spazi espositivi del centro nato per onorare la memoria di Francesco Pasquinelli e impegnato da quindici anni a supportare progetti di interesse sociale e culturale.
Fulcro del percorso, che si dipana tra dipinti, disegni, sculture, fotografie, film sperimentali, libri d’artista, ceramiche e legni policromi, riunendo una quarantina di lavori dell’artista piemontese, è una grande tela presentato per la prima volta al pubblico, dal titolo Lest I Forget (2025). Un racconto per immagini che intreccia opere, ricordi e momenti significativi della vita di Nespolo e dunque si propone allo spettatore come una sorta di autobiografia visiva utile a decifrare quanto vedrà tutt’intorno, ma non per questo di facile accesso (“un flusso di memoria ordinatamente caotico”, lo definisce Negri).
L’arte secondo Ugo Nespolo
Del resto Nespolo ha sempre interpretato la creatività in modo multiforme, rifuggendo naturalmente le etichette: pittore, cineasta, illustratore, designer, scultore, ceramista, fotografo, scenografo, saggista e collezionista, ha saputo connettere cultura alta e immaginario popolare, rigore progettuale e gioco, memoria e invenzione, nella convinzione di poter mantenere un atteggiamento al contempo ludico e critico (“Mi sono trovato più volte a pensare che lo sviluppo dell’arte, dalle avanguardie in avanti, abbia risentito di grosse teorizzazioni. A me interessava capire cosa stava sotto al fare arte”; e ancora “Ho questa idea di poter mettere sempre, dove è possibile, un elemento critico”).
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Le opere in mostra, dall’arte concettuale ai puzzle, al cinema
Alla Fondazione Pasquinelli, partendo dallo snodo centrale, si attraversano gli esordi legati all’Arte Povera e alla sperimentazione concettuale, fino ad arrivare ai puzzle e a lavori più recenti. Sperimentando quella contaminazione tra linguaggi, discipline, tecniche e materiali differenti che caratterizza l’approccio di Nespolo. Dunque nelle due sale espositive sono presentati lavori degli Anni Sessanta come Semplicissimo (1966) e la tela Molotov (1968), capace di condensare il clima di contestazione di quel periodo: “Ero convinto che l’arte dovesse avere un rapporto più stretto con quello che stava capitando. Mi sembrava, invece, che fosse diventata quasi una contraddizione della vita reale e questo mi spingeva a cercare nuovi rapporti con essa. Molotov nacque da questi pensieri: aveva a che fare con questa esigenza, velleitaria, di riportare l’arte nel contesto della vita sociale”. Tra le opere dei periodi successivi sono riuniti a Milano lavori come Window Poem (1984) e Lavorare lavorare lavorare preferisco il rumore del mare (1997), oltre a una serie di bozzetti di scenografie teatrali, per L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti (1995) e Madama Butterfly di Giacomo Puccini (2007).
Già all’ingresso, però, il pubblico è accolto dalle sculture Totem (legno dipinto, 2003), Account-Svaso (plastiche colorate, 2011) e dal ricamo Childlike Wonder (2015). Mentre sul terrazzo sarà installata Ubu Roi, grande scultura gonfiabile (4 × 3 metri), realizzata da Nespolo in collaborazione con Enrico Baj. E ancora, lungo il corridoio, la mostra espone una sequenza di acrilici su carta, mirata a raccontare la dimensione progettuale della ricerca di Nespolo. Si finisce nella sala video dedicata al cinema sperimentale dell’artista, con una selezione di film, fotografie e manifesti. Solo un assaggio delle magnifiche illusioni che hanno animato la ricerca di Nespolo e si ritrovano nel catalogo della mostra, edito da Moebius.

Il programma di attività collaterali gratuite
Diverse attività collaterali – tutte gratuite, su prenotazione – accompagneranno l’esposizione, rendendola accessibile a un pubblico eterogeneo, tra visite guidate per le scuole primarie al mattino, laboratori per bambini e famiglie nei fine settimana, conferenze – il ciclo Pensiero e tecnica, quattro appuntamenti per approfondire alcuni aspetti della ricerca Nespolo: il cinema sperimentale, il rapporto tra arte e artigianato nella ceramica, il dialogo con la poesia nelle sculture e nei dipinti – e concerti. Anche l’ingresso alla mostra è gratuito.
Ugo Nespolo. Magnifiche illusioni // dal 5 ottobre al 28 gennaio 2027
Fondazione Pasquinelli
Corso Magenta, 42 – Milano
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