Tutte le mostre da vedere a Verona nel corso dell’autunno 2026
ArtVerona è alle porte e fuori dalla fiera i luoghi storici di Verona dialogano con il contemporaneo. Tra mostre e progetti speciali, ecco gli appuntamenti da non perdere in città in questo periodo
La città scaligera è pronta ad aprire le porte della sua fiera: con ArtVerona giunta alla 21° edizione che si terrà dal 9 all’11 ottobre 2026, l’arte contemporanea è protagonista sia tra gli stand che per le strade della città. I luoghi simbolo di Verona e i suoi musei più noti ospitano mostre e progetti speciali per offrire uno sguardo ampio sull’arte di ieri e di oggi. Dalle fotografie di Dorothea Lange alle opere partecipate di Marinella Senatore, passando per i dialoghi tra storia e contemporaneità grazie alle mostre dei Basaldella nell’area archeologica di Palazzo Forti o di Luca Trevisani nel convento di San Bernardino: ecco cosa vedere in città nella settimana di ArtVerona.
Vittoria Caprotti

Biblioteca Capitolare – Innesti contemporanei
Innesti contemporanei, a cura di Luca Panaro, che porta le opere di Rebecca Moccia, Zana Masombuka e Annalaura Tamburrini all’interno della Biblioteca Capitolare di Verona, la più antica biblioteca al mondo ancora in attività. “Crediamo che il dialogo tra arte contemporanea e patrimonio artistico storico possa generare nuove forme di conoscenza e di partecipazione”, spiega Nadia Zenato, dalla cui collezione arrivano i lavori esposti. Nel salone monumentale della Biblioteca vengono presentati due piccoli arazzi di Rebecca Moccia, realizzati a partire da fotografie termiche stampate su carta di cotone; nella Sala dei tesori, invece, tra oggetti liturgici e un libro corale trecentesco miniato, si trovano due fotografie di Zana Masombuka; chiudono il percorso due grandi cianotipie di Annalaura Tamburini, collocate nella Sala lungadige, affacciata sul fiume.
Verona // dal 9 all’11 ottobre 2026
Innesti contemporanei. Opere della Fondazione Nadia Zenato
BIBLIOTECA CAPITOLARE – Piazza Duomo, 13
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Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri – Dorothea Lange
Con 200 immagini, la mostra presenta la carriera di Dorothea Lange concentrandosi in particolare sugli Anni Trenta e Quaranta, picco assoluto della sua attività, durante il quale documenta gli eventi epocali che hanno modificato l’assetto economico e sociale degli Stati Uniti. Dorothea Lange fa parte del gruppo di fotografi chiamati dalla Farm Security Administration (un’agenzia governativa incaricata di promuovere le politiche del New Deal) a documentare l’esodo dei lavoratori agricoli in cerca di un’occupazione nelle grandi piantagioni della Central Valley. Per l’occasione, Lange realizza migliaia di scatti, raccogliendo storie e racconti, riportati nelle dettagliate didascalie che completano le immagini. La crisi climatica, le migrazioni, le discriminazioni: i temi trattati da Dorothea Lange sono di assoluta attualità e forniscono spunti di riflessione e occasioni di dibattito sul presente, oltre a evidenziare una tappa imprescindibile della storia della fotografia del Novecento.
Verona // fino al 1° novembre 2026
Dorothea Lange
CENTRO INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA SCAVI SCALIGERI – Piazza Francesco Viviani
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Museo di Castelvecchio – Il centenario del museo
Quello di Castelvecchio è un intero palinsesto di iniziative per festeggiare i 100 anni dall’inaugurazione del museo, avvenuta il 25 aprile 1926 alla presenza di re Vittorio Emanuele III. Un percorso tematico permette ai visitatori di ripercorrerne la storia, mostrando come le scelte di allestimento e conservazione abbiano contribuito a costruire l’identità del museo veronese. Il percorso si sviluppa in due sezioni: la prima è dedicata all’allestimento del museo nel primo Novecento; la seconda alla storia della statua equestre, dalla sua originaria collocazione sulla sommità dell’arca di Santa Maria Antica alla musealizzazione nel segno di Carlo Scarpa. Un’altra iniziativa per il centenario prevede, invece, l’eccezionale esposizione di due esempi di statuaria lignea veronese dell’ultimo quarto del Quattrocento, prestati da collezionisti privati. Si tratta del San Pietro martire proveniente dalla biblioteca del convento di Santa Anastasia e del Virgilio o San Giovanni evangelista di provenienza ignota, un tempo attribuito a Mantegna per la sua altissima qualità.
Verona // fino al 10 gennaio 2027
Un museo, una statua. Dall’allestimento del 1926 al Cangrande secondo Carlo Scarpa
Capolavori lignei all’alba del Rinascimento
MUSEO DI CASTELVECCHIO – Corso Castelvecchio, 2
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Convento di San Bernardino – Luca Trevisani
La Sala Morone del Convento Francescano di San Bernardino custodisce da più di 500 anni una parata immobile di corpi: corpi santi, corpi sospesi, presenze che osservano e che si espongono al nostro sguardo.La selezione di opere di Luca Trevisani intreccia alcuni dei nuclei più profondi della sua ricerca – il mondo sensibile come organismo vivo, la storia come stratificazione di gesti e la fragilità come forma di conoscenza – e li mette in dialogo con il luogo. Sono “opere sviluppate nell’arco di oltre vent’anni, dedicati a interrogare il rapporto tra umano e materia, tra presenza e metamorfosi. Le opere dialogano con l’architettura e con le figure custodite nella Sala Morone, aprendo uno spazio di risonanza e tensione vitale. Il corpo emerge così non come possesso, ma come condizione dell’esistere. Non abbiamo un corpo: siamo un corpo. Ed è proprio in questa coincidenza instabile e irriducibile tra forma e soggettività che il mio fare trova la sua intensità”, spiega l’artista.
Verona // dal 9 al 22 ottobre 2026
Luca Trevisani. Rosa
CONVENTO DI SAN BERNARDINO – Stradone Antonio Provolo, 28
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Fondazione Cariverona e Unicredit – Marinella Senatore
Marinella Senatore ha ideato un’installazione site specific per la sede istituzionale di Fondazione Cariverona con cui trasformare il cortile dello storico palazzo in una piazza pubblica. L’intervento costituisce il fulcro di un più ampio progetto promosso da Fondazione Cariverona con UniCredit, espressione di una collaborazione che da anni vede le due istituzioni impegnate nella valorizzazione dell’arte come strumento di dialogo, crescita culturale e relazione con il territorio. Il progetto interessa entrambe le sedi attraverso un riallestimento costruito attorno ai temi della comunità, della memoria, del paesaggio culturale e delle forme contemporanee della convivenza. Vengono, così, messe in dialogo opere provenienti dalle collezioni dei due enti, evidenziando una visione condivisa del patrimonio artistico come bene comune e come occasione di incontro tra persone, luoghi e storie.
Verona // dall’11 ottobre all’8 novembre 2026
Marinella Senatore. La forma dello spazio
FONDAZIONE CARIVERONA – Via Forti, 3/A
UNICREDIT – Via Garibaldi, 1
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Area archeologica di Palazzo Forti – I Basaldella
Duemila anni di storia tornano ad affiorare sotto Palazzo Forti grazie alla riapertura al pubblico dell’area archeologica. Ad accompagnare questa riapertura, la mostra Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio con opere di Mirko, Afro e Dino Basaldella. Il titolo della mostra richiama le vestigia che lo scavo sottrae alla terra e restituisce al presente, ma evoca al tempo stesso la plasticità delle opere dei tre fratelli, nelle quali forme, colori e strutture prendono corpo dalla materia: due memorie, ossia quella sedimentata nell’antico e quella generata dalla ricerca artistica, che si incontrano in un’unica esperienza di segno e visione. Affioramenti è, così, un invito a guardare il luogo attraverso le opere e le opere attraverso il luogo.
Verona // fino al 31 ottobre 2026
Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio
AREA ARCHEOLOGICA DI PALAZZO FORTI – Volto Due Mori, 4
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Teatro Ristori – Frida Kahlo
Musica e immagini caratterizzano un onirico viaggio alla scoperta della vita e dell’opera di Frida Kahlo, un’artista che ha ancora molto da raccontare, nonostante sia un’icona consolidatissima (talvolta fino a essere banalizzata, svenduta). Avevamo parlato di questo progetto con le sue nipoti, coinvolte nella realizzazione della mostra-opera immersiva Frida Kahlo. A Revolutionary Life. Si tratta di un percorso simbolico in tredici tappe, tredici come i mesi del calendario lunare proprio delle civiltà matriarcali, che portano il visitatore nell’universo dell’icona messicana.
Verona // fino all’11 ottobre 2026
Frida Kahlo. A revolutionary life
TEATRO RISTORI – Via Teatro Ristori, 7
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Galleria d’Arte Moderna Achille Forti – Progetti sperimentali
La Galleria d’Arte Moderna ospita diversi progetti che aprono sguardi sul mondo dell’arte contemporanea. The Lawn è la mostra personale di Elena Guerreschi a cura di Laura Lorenzoni e Andrea Facco, dove la crescita vegetale si converte in una struttura industriale scandita da ritmo e ripetizione, in una riflessione sul confine sempre più labile tra natura e artificio. CHIMERA. Novello Finotti è, invece, il primo appuntamento del nuovo format espositivo Materia | Volumi in dialogo, dedicato all’approfondimento dei linguaggi della scultura contemporanea in dialogo con l’identità storica del luogo. Prosegue, intanto,Ápeiron | Senza confini, arricchendosi anche di due nuove opere: Landscape di Enzo Fiore e un intervento site specific firmato da Manuela Bedeschi, pensato per dialogare direttamente con gli spazi del Palazzo.
Verona // fino al 31 ottobre 2026
The Lawn. Elena Guerreschi
Chimera. Novello Finotti
Ápeiron | Senza Confini
GALLERIA D’ARTE MODERNA ACHILLE FORTI – Cortile Mercato Vecchio, 6
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Galleria Peter Frey – From scratch
From Scratch mette in dialogo tre pratiche artistiche accomunate da una riflessione sul fare: il gesto, la tecnica e il rapporto diretto con la materia costituiscono il nucleo della ricerca di Antonella Zazzera, Alexander Steinwendtner, Herbert Golser e Dirk Salz. Attraverso processi di costruzione, lavorazione e trasformazione, materiali essenziali diventano il punto di partenza per indagare le possibilità espressive della forma. From scratch è anche un’espressione inglese che indica il costruire qualcosa a partire da zero, dai materiali più elementari. In questa visione, le opere in mostra entrano in una naturale risonanza: i quattro artisti fondano la propria ricerca sulla capacità di generare forme e significati a partire da materiali segnati dalla loro stessa fisicità.
Verona // fino al 9 ottobre 2026
From scratch
GALLERIA PETER FREY – Via Rosa, 6
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Galleria Gaburro – Ruben Montini
La mostra racchiude un nuovo gruppo di lavori che, a partire da una performance tenutasi negli scorsi mesi a Milano, insiste sull’urgenza, politica e testimoniale propria dell’artista, di generare dinamiche di riflessione e dibattito attorno all’omogenitorialità. Così la famiglia, tema ricorrente nella pratica di Montini, si declina in forme eterogenee e differenti ripercorrendo gli ultimi anni della sua poetica. Come spiega il curatore Oscarito Sanchez, “Quella di Montini non è una rappresentazione scenica, bensì un dispositivo simbolico: un ritratto vivente della migrazione, intesa come spostamento territoriale e di genere, come frattura dei legami sociali e come ricerca persistente di appartenenza in contesti di esclusione”.
Verona // fino al 9 ottobre 2026
Ruben Montini. Orizzonte d’amore
GALLERIA GABURRO – Via dei Mutilati, 7/A
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