460 alici luminose sul fondale di Talamone a Ferragosto: l’opera per una notte di Massimo Catalani
L’artista Massimo Catalani ha realizzato un’opera sul fondo del mare di Talamone, per la Casa dei Pesci, invitando il pubblico a scoprirla durante un’immersione nella notte di Ferragosto
O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!
Prendo in prestito le parole di Gabriele D’Annunzio per descrivere l’atmosfera che la notte di Ferragosto permeava il Lido delle Donne a Talamone. Qui, oltre ottanta persone di ogni età, si sono riunite richiamate dalla curiosità di scoprire l’installazione che l’artista Massimo Catalani (Roma, 1960) ha realizzato e posto sul fondale antistante, per una sola notte.
L’opera di Massimo Catalani
460 sardine luminescenti hanno tracciato un percorso sottomarino di circa 200 metri a poca distanza dalla spiaggia, ad una profondità variabile tra i 4 e gli 8 metri. A Ferragosto vanno al mare è il titolo di questa installazione che Catalani ha realizzato appositamente per l’occasione, utilizzando il polistirolo riciclato dalle vaschette alimentari e avvalendosi dell’aiuto di tanti volontari per la preparazione e il posizionamento in acqua. Si è così tracciato un percorso tra le opere già presenti della Casa dei Pesci, museo subacqueo composto da grandi sculture di marmo che impediscono la pesca a strascico illegale.
“L’idea alla base dell’opera”, spiega l’artista, “è stata quella di ragionare sull’individuo calato nella società e, del resto, noi non siamo altro che come un branco di pesci”, aggiunge. “Mi interrogo ancora sul perché quella acciuga è più avanti o più indietro o più sopra o sotto. E perché quella è davanti all’altra od attaccata alla sua coda. Chi apre il branco e chi lo chiude. Chi nuota al centro o nelle periferie. Chi se la gode e chi schiatta”, conclude Catalani, con quel suo aspetto coriaceo, da vero lupo di mare, e lo sguardo che brilla di idee.

L’evento nella notte di Ferragosto
Lontani dai consueti falò di Ferragosto o dai festeggiamenti mondani tipici di questa ricorrenza estiva, un gruppo numeroso e variegato di persone è così accorso al richiamo di vivere un’esperienza fuori dal comune: un’escursione snorkeling al buio per vedere il fondo del mare illuminato dalle sardine, dipinte con una sostanza in grado di illuminare la vivace vita notturna sottomarina.
Amici, coppie, intere famiglie – letteralmente dai nonni ai nipoti – sono entrate in acqua in gruppi, guidate da professionisti dell’Argentario Scuba Point, che hanno condotto i visitatori alla volta di un rito quasi ancestrale: una riconnessione alla natura, una riscoperta del mare libero dal caos estivo dei bagnanti, uno svelamento degli esseri viventi che popolano queste acque.
Il tracciato luminoso di Catalani è apparso come una via lattea marina, specchio di quella che quella notte poteva essere ammirata nel cielo sovrastante, dove un timido spicchio di luna lasciava protagonista un firmamento prorompente. Tutti i partecipanti, tornati a riva, sorridevano entusiasti di aver preso parte a questo evento, che diventerà probabilmente una tradizione del Ferragosto di Talamone.
Le parole dei testimoni
Piergiorgio Stipa, Presidente della Casa dei Pesci che ha sostenuto l’iniziativa, ha accolto tutti ricordando che “ci sono le guerre, le malattie, la povertà, ma il mare è un ecosistema da preservare tanto quanto quello della terra” ed è ciò che tenta di fare il progetto ambientalista e museo sottomarino che da anni tutela i fondali e protegge la posidonia, fondamentale per la riproduzione delle specie.
Mauro Barbisan, guida subacquea trevigiana, tra coloro che hanno partecipato all’evento: “Non mi era mai capitato di collaborare alla realizzazione di un’opera in mare, legando le sardine d’artista con le cime sul fondale”, ammette. “Penso che in situazioni di sensibilizzazioni e tutela ambientale tutti possiamo dare un contributo. Oltre a stendere il percorso con il team del diving composto da Nicole, Fabio, Tommaso, Annalisa, Alessandro, Ilaria e Max, per quanto mi riguarda, quest’anno ho accompagnato i gruppi a partecipare a questo evento: vedere l’emozione sui loro volti ha significato per me un grande ritorno di energia positiva”.
Non ci resta ora che attendere l’appuntamento del prossimo Ferragosto, mentre rivolgiamo un ultimo sguardo alla luna che ci è stata testimone.
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù.
Roberta Pisa
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