All’Argentario ci sono delle opere d’arte contemporanea sommerse sul fondale marino
Cinque sculture monumentali in marmo, moduli bio-attrattivi stampati in 3D e interventi per la rigenerazione della Posidonia oceanica: il progetto nato in Maremma per contrastare la pesca illegale approda il 12 giugno 2026 all'Argentario trasformando il fondale in un museo sommerso
Il mare come spazio espositivo e, al tempo stesso, come ambiente da proteggere e ricostruire. Dopo l’esperienza del museo sommerso di Talamone, il progetto Casa dei Pesci arriva all’Argentario con un nuovo parco subacqueo in cui arte contemporanea e intervento ecologico si intrecciano. Le opere saranno presentate il 12 giugno a Porto Santo Stefano e resteranno esposte in Piazza dei Rioni fino al 2 luglio, prima della posa in mare prevista per il 3 luglio. Nato nel 2012 in Maremma per contrastare la pesca illegale e favorire il ripopolamento ittico, il progetto Casa dei Pesci prende avvio dall’impegno del pescatore e attivista Paolo Fanciulli e ha progressivamente trasformato il linguaggio dell’arte pubblica in uno strumento di tutela ambientale in un territorio in cui la relazione tra costa, turismo e fragilità ecologica è sempre più evidente. Oggi l’iniziativa approda all’Argentario sotto il coordinamento di Luigi Scotto, da tempo impegnato nella valorizzazione del rapporto tra il promontorio e il mare.

Sculture che cambiano nel tempo
L’intervento prevede cinque opere in marmo ricavate da blocchi da dieci-quindici tonnellate provenienti dalle Cave Michelangelo di Carrara e realizzate presso gli Studi d’Arte Carrara. Tra gli artisti coinvolti figurano Corrado Levi, Andrea Marini Leandri e Francesca Bonanni con La Poltrona – Echinos, un salotto sommerso pensato come luogo di sosta e contemplazione; Anna Torre con Il suono del mare; Abdulkadir Hocaoglu con Impescabile; Nikolas Maniatakos con L’Elmo; e Wimar Van Ommen con Con tatto, una mano monumentale che sfiora la Posidonia oceanica. Le sculture saranno installate lungo la costa sud-occidentale del promontorio e daranno forma a un itinerario subacqueo accessibile a sub e snorkeler. Accanto alle opere verranno collocati cinque moduli bio-attrattivi stampati in 3D e cento piastrelle pensate per favorire la ricrescita della Posidonia oceanica, specie chiave per la stabilità degli ecosistemi marini mediterranei.
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Un ecosistema in costruzione
“Siamo stati spinti dall’amore e dal rispetto per il mare, dal desiderio di partecipare attivamente alla sua salvaguardia e tutela, nella speranza che l’opera d’arte e il museo sottomarino non solo contribuiscano concretamente alla difesa del fondale marino, della flora e della fauna, ma diventino anche un mezzo per richiamare l’attenzione su temi così delicati e importanti in un’epoca in cui l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse marine stanno mettendo in grave pericolo un ecosistema fondamentale per la nostra esistenza”, spiegano Corrado Levi, Andrea Marini Leandri e Francesca Bonanni. I reef artificiali sono stati realizzati dalla società D-Shape di Enrico Dini, tra i pionieri della stampa 3D applicata all’architettura e all’ingegneria ambientale.
Che cosa è la Casa dei Pesci
Le strutture sono progettate per offrire riparo alla fauna marina e incrementare la biodiversità dei fondali. Nel tempo, il marmo verrà colonizzato dagli organismi marini, le superfici cambieranno aspetto e le sculture perderanno progressivamente nitidezza. Il risultato sarà un museo invisibile dalla costa, destinato però a riscrivere nel tempo il paesaggio sommerso dell’Argentario. L’intero progetto è stato documentato dalla regista Keti Stamo nel film Beneath the Surface, che segue il processo dalla realizzazione delle opere fino alla loro immersione nei fondali dell’Argentario.
Luisa Taliento
Casa dei Pesci – Argentario
Inaugurazione: 12 giugno ore 18
Lungomare Porto Santo Stefano
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