Per sei sere il consiglio comunale di Bergamo lascia parlare gli artisti

S’intitola il consiglio dell’arte la nuova rassegna ideata e promossa da Contemporary Locus che dal 30 settembre 2026 richiama da una parte il consiglio comunale, dall’altra suggerisce la possibilità di chiedere all’arte un punto di vista sul presente

“Attraversare Bergamo per quasi un anno è stata, per il Team di Contemporary Locus, una scelta fortemente voluta e un’avventura particolarmente significativa che ha sviluppato nuove conoscenze, riflessioni ed emozioni”. Nelle parole della direttrice e curatrice Paola Tognon si delineano già le direttrici de Il consiglio dell’arte, il nuovo progetto di Contemporary Locus che dal 30 settembre al 30 novembre 2026 attraversa Bergamo e la sua provincia mettendo in relazione 27 artisti e 18 professionisti dell’arte, oltre a istituzioni e cittadini.

A Bergamo Contemporary Locus presenta la prima edizione de “Il consiglio dell’arte”

A fare da punto di riferimento, o meglio, incontro, è l’Aula consiliare di Palazzo Frizzoni a Bergamo. Qui, dove abitualmente si discutono le questioni amministrative della città, per sei appuntamenti il confronto si sposta sul terreno della ricerca artistica contemporanea. E il titolo è già abbastanza eloquente: Il consiglio dell’arte richiama da una parte il consiglio comunale, dall’altra suggerisce la possibilità di chiedere all’arte un punto di vista sul presente. Una scelta che porta il linguaggio della ricerca contemporanea dentro uno spazio deputato alla discussione pubblica e che, sotto gli affreschi di Achille Funi, introduce una domanda fondamentale: cosa può aggiungere lo sguardo degli artisti al modo in cui una città pensa se stessa?

Sei incontri, diciotto artisti e altrettanti sguardi con “Il consiglio dell’arte”

La prima parte della rassegna si sviluppa in sei serate, il 30 settembre, il 7, 21 e 28 ottobre e l’11 e 18 novembre. Ogni incontro riunisce tre artisti appartenenti a generazioni e ambiti differenti, ciascuno affiancato da professionisti dell’arte. Il formato è volutamente concentrato: venti minuti per ogni coppia, abbastanza per entrare nel vivo di una ricerca ma non per esaurirla. L’obiettivo non è costruire delle schede critiche complete né ricostruire carriere, quanto piuttosto mettere a fuoco un’idea, una pratica, una questione ancora aperta. Il confronto diventa così una forma di avvicinamento ai processi con cui l’arte prende forma. È anche il modo con cui Contemporary Locus restituisce gli esiti di una lunga ricognizione iniziata quasi un anno prima. Il team ha infatti attraversato studi e atelier, mostre e progetti, dentro e fuori Bergamo, seguendo la “B” della città come una sorta di coordinata per orientarsi in una scena più ampia di quanto una fotografia istituzionale potrebbe raccontare. Ne emerge una costellazione fatta di presenze consolidate e percorsi più giovani, pratiche individuali e luoghi di produzione, professionalità che spesso lavorano lontane dai riflettori.

I laboratori de “Il consiglio dell’arte”

Accanto agli incontri di Palazzo Frizzoni si sviluppa una seconda linea, diversa per formato e modalità di partecipazione. Sono dieci i laboratori ideati da Contemporary Locus e affidati a 9 artisti, portando così a 27 il numero complessivo degli artisti coinvolti nel progetto. Si passa dal Villaggio degli Sposi a Grumello al Piano, da Celadina all’Atelier Maffei, dallo Spazio Polaresco alla Biblioteca Angelo Mai e al Parco Caprotti. Fuori Bergamo, il progetto raggiunge il Museo d’Arte Sacra San Martino di Alzano Lombardo, uno studio di artisti in co-working a Stezzano e il Tabiòt di Paesaggi Prossimi a Bonate Sopra. I laboratori sono costruiti in relazione ai contesti che li ospitano e pensati per coinvolgere adulti e bambini attraverso pratiche artistiche differenti. Il lavoro degli artisti diventa un’occasione per osservare, raccontare e mettere in connessione le persone con gli spazi che abitano. In fondo è una modalità di lavoro coerente con la ricerca che Contemporary Locus porta avanti da anni sulla relazione fra cultura e trasformazione urbana, ma in questo caso assume una dimensione particolarmente diffusa.

Il ruolo dell’arte contemporanea secondo “Il consiglio dell’arte”

In questo senso, l’arte viene considerata soprattutto nella sua capacità di produrre domande. Le pratiche contemporanee possono infatti registrare trasformazioni ancora difficili da nominare, intercettare tensioni sociali, osservare mutamenti del paesaggio o immaginare forme diverse dell’abitare. Sono quelli che Contemporary Locus definisce “segnali di predizioni”, indizi attraverso cui leggere ciò che ancora non ha trovato una forma definitiva.

Caterina Angelucci

Il Consiglio dell’arte
dal 30 settembre 2026
Sedi varie, Bergamo

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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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