A Roma 9 artisti contemporanei e il loro omaggio a Venanzo Crocetti

Scultore instancabile, Venanzo Crocetti diventa fonte di ispirazione per nove artisti di oggi, invitati a riflettere sulla sua ricerca nella mostra allestita proprio al Museo Crocetti di Roma

Come posso fare per aumentare le ore del mio lavoro? Il tempo scorre troppo veloce tra le mie mani e mi pare di vederlo svanire come cosa fisica. Il mio lavoro cammina meno del tempo: ho la sensazione, a volte, di essere portato a rivedere i precedenti movimenti, per aver tralasciato qualcosa, come colui che uscendo di casa crede di aver dimenticato le chiavi per rientrare”. (Venanzo Crocetti)
Fantasie di avvicinamento è il primo progetto ‒ a cura di Antonello Tolve ‒ che offre una riflessione visiva ispirata a uno dei grandi maestri dell’arte italiana del Novecento. Nove artisti internazionali (Ado Brandimarte, Giusy Calia, Marco Cingolani, Pierpaolo Lista, Giorgia Mascitti, Patrizia Molinari, Deborah Napolitano, Naoya Takahara, Narda Zapata) ripensano, senza soluzione di continuità, il vasto iter sperimentale dello scultore Venanzo Crocetti (Giulianova, 1913 ‒ Roma, 2003). Un dialogo a tratti silenzioso altre volte impalpabile, teso a creare un legame ideologico tra un passato maestoso e il presente.

L’ARTE E LA VITA DI VENANZO CROCETTI

Crocetti traeva spunto da ogni momento e luogo per dare forma e sostanza alla materia, che attraverso le sue mani prendeva vita: “… Quel lavoro che amavo veramente sopra ogni altra cosa, quello che produceva in me l’entusiasmo e che a volte si rivelava miracoloso anche a me stesso per il mio fisico e per la mia età …”. Un grande desiderio di fare lo ha salvato da un’infanzia infelice, fatta di povertà estrema e di solitudine. Orfano a soli dodici anni, si realizza come restauratore nei Laboratori Vaticani. Il tema del sacro caratterizza buona parte della sua produzione artistica; nel 2002, un anno prima della sua morte, viene inaugurato a Roma il Museo Crocetti, che raccoglie settant’anni di lavori e di attività creativa e che ospita ora la mostra. La sua ricerca è un lavoro incessante, senza pause e distrazioni, e la contaminazione che si riesce a creare in questa retrospettiva è tanto suggestiva quanto originale. La rielaborazione/sintesi realizzata dai diversi artisti abbraccia un universo semantico interminabile, denso di richiami che a loro volta risentono delle personali sperimentazioni. Il carattere internazionale dimostra una comunanza/divergenza di poetiche geograficamente distanti unite dal sacro fuoco dell’arte, in un discorso di denso spessore e assoluta fascinazione.

Michele Luca Nero

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Michele Luca Nero

Michele Luca Nero

Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato…

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