Biennale d’Arte 2019 a Venezia, Itziar Okariz e Sergio Prego al Padiglione Spagna

I due artisti, per la prima volta insieme in una mostra, porteranno in Laguna lavori che ripercorrono gli ultimi dieci anni della loro attività, incentrata sul rapporto tra individuo, spazio e società

ITZIAR OKARIZ, Las estatuas(2018-2019), videocapture
ITZIAR OKARIZ, Las estatuas(2018-2019), videocapture

Itziar Okariz e Sergio Prego sono gli artisti che rappresenteranno la Spagna alla 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Il Padiglione Spagnolo, con la curatela di Peio Aguirre, proporrà, attraverso nuove opere gli ultimi dieci anni di ricerca artistica di Okaris e Prego, il cui lavoro è incentrato sui “limiti attorno alla rappresentazione del corpo”.

SERGIO PREGO, High-Rise, CA2M Centro de Arte Dos de Mayo’s istallation, Móstoles-Madrid (2017), variable dimensions
SERGIO PREGO, High-Rise, CA2M Centro de Arte Dos de Mayo’s istallation, Móstoles-Madrid (2017), variable dimensions

ITZIAR OKARIZ E SERGIO PREGO INSIEME A VENEZIA

Attraverso testi, video e suoni, il lavoro di Itziar Okariz (San Sebastián, 1965) interroga i movimenti tra il soggetto, il linguaggio e la sua presenza fisica. Dal 1990 utilizza processi come la decontestualizzazione dei significanti o l’inversione dei ruoli tra chi osserva e chi viene osservato/a, con azioni che mettono in discussione le regole sul linguaggio e sulla produzione dei segni che ci definiscono come soggetti. Nel corso della sua carriera, Sergio Prego (Hondarribia, 1969) ha messo in discussione e riformulato la sua adesione alla tradizione della scultura e della performatività attraverso il video, il disegno e l’architettura pneumatica. Entrambi gli artisti “reiterano le funzioni alternative del corpo nella nostra società tecnologizzata”, e “con risorse materiali semplici, creano un lavoro austero e potente, complesso nella sua semplicità”, si legge nella nota stampa ufficiale. “Per la loro prima mostra insieme, il gesto principale e la linea di passaggio consistono nell’aprire ed ampliare lo spazio attraverso una ‘occupazione’ che è in realtà il contrario, un atto di sfratto o di svuotamento”.

IL RESTO DELLA BIENNALE 2019

A due mesi dall’inizio della prossima Biennale d’Arte di Venezia, sta per definirsi il quadro dei curatori e degli artisti che con i loro progetti animeranno i Padiglioni nazionali tra i Giardini, l’Arsenale e l’intera Laguna. Giusto per riassumere le ultime novità, di recente vi abbiamo parlato di Anna K.E. e Shu Lea Cheang, artiste che rappresenteranno, rispettivamente, Georgia e Taiwan; della sound performance che Carsten Nicolai, insieme all’artista mongolo E. Jantsankhorol, ha in serbo per il Padiglione della Mongolia; delle caverne psichedeliche che Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà all’interno del Padiglione dell’Islanda; del progetto che Bárbara Wagner e Benjamin de Burca porteranno in Laguna in rappresentanza del Brasile; e poi della cineasta e poetessa Nujoom Alghanem per il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Danica Dakić e Roman Stańczak rappresenteranno rispettivamente la Bosnia-Erzegovina e la Polonia, İnci Eviner la Turchia e Naiza Khan il Pakistan.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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