Biennale d’Arte 2019, Voluspa Jarpa rappresenterà il Cile a Venezia

L’artista cilena presenterà un progetto dal titolo “Altered Views”. Argomento? Il tema del colonialismo nei paesi del Sud America

Voluspa Jarpa, Subaltern Portraits Gallery_ Hysteric 2. Series Altered Views, 2019. Photo Rodrigo Merino
Voluspa Jarpa, Subaltern Portraits Gallery_ Hysteric 2. Series Altered Views, 2019. Photo Rodrigo Merino

S’intitola Altered Views il progetto espositivo che l’artista Voluspa Jarpa (Rancagua, 1971) presenterà all’interno del Padiglione del Cile in occasione della 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. La mostra indaga “la relazione europea tra monarchia e popolazione e la loro evoluzione egemonica, ma mette anche in dubbio il modo in cui le colonie si sono adattate a nuove forme di egemonia, cancellando qualsiasi altra tradizione, costume e saperi, che sono stati soppiantati o dimenticati a causa dell’eredità coloniale”, come spiega il curatore del Padiglione Cileno Agustín Pérez Rubio.

VOLUSPA JARPA PER IL PADIGLIONE CILENO A VENEZIA

Altered Views analizza la storia coloniale tra il XVII e il XX secolo, raccontandone inoltre le espressioni sociali ed etnografiche. Il progetto di Voluspa Jarpa, frutto di anni di ricerche condotti su documenti declassificati dalla CIA, intende invertire il punto di vista con cui solitamente viene letto il colonialismo, ovvero quello dei paesi egemoni, invitando così il pubblico a mettere in discussione i “punti di vista egemonici” nel racconto dei grandi fatti storici. Il Padiglione In questa ottica, il Padiglione Cileno sarà suddiviso in tre spazi – modelli culturali invertiti: The Hegemony Museum, The Subaltern Portraits Gallery e The Emancipating Opera. Altered Views è un progetto che prosegue la linea di ricerca portata avanti da Voluspa Jarpa, artista nota per i suoi lavori connotati politicamente che si serve di documenti d’archivio di agenzie di intelligence per decifrare e rileggere i fatti storici.

BIENNALE DI VENEZIA 2019 ALL’INSEGNA DELLE DONNE

Lo avevamo già accennato qualche tempo fa, ma adesso che manca davvero poco all’inaugurazione della 58. Biennale d’Arte di Venezia, sembrerebbe sempre più chiaro che la prossima edizione sarà all’insegna delle donne. Qualche esempio? Renate Bertlmann per l’Austria, Eva Rothschild per l’Irlanda, Cathy Wilkes per la Gran Bretagna, Laure Prouvost per la Francia, Charlotte Prodger, vincitrice del Turner Prize 2018, per la Scozia, Shirley Tze per Hong Kong, e poi due dei tre artisti scelti dal curatore Milovan Farronato per il Padiglione Italiano, ovvero Chiara Fumai e Liliana Moro. E poi Anna K.E. e Shu Lea Cheang per Georgia e Taiwan, Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter per l’Islanda, Larissa Sansour per la Danimarca, Danica Dakić per la Bosnia-Erzegovina, Nujoom Alghanem per il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, İnci Eviner per la Turchia, Naiza Khan per il Pakistan.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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