Tempi interessanti e complessità. Tutte le anticipazioni sulla Biennale d’Arte di Venezia 2019

Il presidente della Biennale Paolo Baratta e il curatore Ralph Rugoff hanno presentato alla stampa la 58esima Biennale d’arte

Conferenza stampa Biennale d'Arte di Venezia 2019
Conferenza stampa Biennale d'Arte di Venezia 2019

In una gremita Sala delle Colonne, nella sede lagunare di Ca’ Giustinian, il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il curatore Ralph Rugoff hanno presentato contenuti e intenti della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, al via il prossimo 11 maggio.
May You Live in Interesting Times, questo il titolo della imminente kermesse, si pone all’apice di un ventennio iniziato nel 1998, anno che fece da sfondo all’avvio dell’era Baratta e all’importante riforma applicata alla Biennale. La linea di continuità e confronto è stata ribadita dallo stesso presidente, che ha individuato nelle idee di apertura, autonomia, complessità e consapevolezza delle contraddizioni gli elementi chiave non solo della storia recente dell’istituzione veneziana, ma anche della imminente rassegna. Una rassegna il cui titolo può essere letto come una “maledizione”, “nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi”. Ma è il potenziale positivo della sfida a rappresentare il cuore pulsante della Biennale di Rugoff, una sfida a “tutte le inclinazioni alla semplificazione”, oltre le “ambigue vie della celebrazione delle identità locali”, rispetto alle quali vanno incentivate, secondo Baratta, più ampie e “ulteriori aperture”.

APERTURA E COMPLESSITÀ ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Questa vocazione all’apertura (che riecheggia dAPERTutto di Szeemann e Platea dell’Umanità, del 1999 e 2001) e alla molteplicità dei punti di vista si ritrova anche nelle parole di Rugoff, il quale ha guardato all’Opera aperta di Umberto Eco come fonte di ispirazione e che descrive la sua Biennale come “Mostra che si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni. Un’arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili”.
Anche in questa occasione Rugoff ha sottolineato “che l’arte non esercita le sue forze nell’ambito della politica”, ma “può indagare cose di cui non siamo già a conoscenza”. Un inno a considerare la complessità dell’arte come mezzo per guardare alla complessità della realtà, fatta di “forti divisioni, nazionalismi”, ma anche di fake news e di una massiva circolazione della disinformazione. L’invito, rivolto al pubblico, a considerare la complessità dell’esistenza si riflette anche nella scelta di esporre nella Mostra internazionale lavori diversi degli stessi artisti, a riprova della necessità di considerare punti di vista differenti, anche degli stessi autori. Da qui la scelta di non avere un tema ma una serie di leitmotiv, ben espresso dalla selezione di opere, che saranno esposte in Biennale, presentate da Rugoff durante la conferenza stampa. Identità, muri, questioni di genere sono la linfa da cui traggono origine i lavori di Korakrit Arunanondchai e Lawrence Abu Hamdan (artisti inclusi anche nell’ultima Biennale dell’Immagine in movimento di Ginevra), Teresa Margolles e Zanele Muholi. Una Mostra, insomma, che “metterà l’accento sull’arte che sta tra le categorie” e che coinvolgerà il pubblico “in una serie di incontri essenzialmente ludici”, riportando l’attenzione sul rapporto artista-opera-pubblico.

TUTTI I NUMERI DELLA BIENNALE 2019

Sul fronte dei numeri e dei dati, la Mostra al Padiglione Centrale dei Giardini e all’Arsenale riunirà 79 artisti, con una maggioranza femminile, mentre le partecipazioni nazionali saranno 90. Quattro le new entry, Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan. Repubblica Dominicana e Repubblica del Kazakistan debuttano con un proprio padiglione. Gli eventi collaterali saranno 21 e i progetti speciali, realizzati dalla Biennale a Forte Marghera e al Padiglione delle Arti Applicate all’Arsenale, vedranno protagoniste Ludovica Carbotta e Marysia Lewandowska. Confermato l’impegno della Biennale sul fronte didattico, con Biennale Sessions per le Università e con le attività “Educational”.

– Arianna Testino

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AutoriRalph Rugoff, Paolo Baratta
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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.