Fronteggiare il disastro (anche) con la critica d’arte: a Firenze torna Scripta Festival

La nuova edizione del festival ideato e curato da Pietro Gaglianò si intitola “Fronteggiare il disastro”. Sarà in larga parte accolta negli spazi del Museo Marino Marini, prossimo alla riapertura con una novità: l’ingresso gratuito per le visite alla collezione permanente.

Scripta - Fronteggiare il disastro. Il progetto grafico e l’immagine coordinata del Festival è stato curato dai due giovani artisti fiorentini Matteo Coluccia e Stefano Giuri.

Viviamo tempi veramente complessi, accelerati, con momenti anche di sconforto. Noi cerchiamo di fronteggiare il disastro, dato anche dalla disgregazione della sodalità sociale – una delle conseguenze dell’induzione al non pensiero che tutta una cultura di massa somministra – con i libri, con le parole, con le immagini dell’arte, con le riflessioni dei critici, degli studiosi, degli architetti, con la parola poetica del teatro, con le sonorità della musica.” È il curatore Pietro Gaglianò a definire il carattere dell’edizione 2018 di Scripta Festival. L’arte a parole, la manifestazione autoprodotta, promossa e organizzata dalla Libreria Brac di Firenze, al via il prossimo 4 ottobre. Un appuntamento “compatto e denso”, che dopo il cambio di format dello scorso anno, prosegue il proprio itinerario, invitando a soffermarsi sul potere della parola scritta e sulla necessità di alimentare il pensiero osservando (anche) quanto avviene nell’arte contemporanea. “Fedeli alla lezione del più grande ed equivocato intellettuale italiano del Novecento, Antonio Gramsci, noi riteniamo che ogni uomo sia un intellettuale. Non nella misura in cui produce contenuti, ma nella capacità di poter agire attivando il proprio intelletto, quindi di poter aver un approccio critico al mondo, chiaramente connesso con un esercizio interiore di analisi, di conoscenza, di comprensione”, ha dichiarato Gaglianò. “La critica d’arte contemporanea, sembra veramente un segmento per specialisti, una ‘nicchia’. In realtà è il luogo in cui si descrive il mondo che stiamo vivendo nella prospettiva del possibile. L’arte è sempre uno spiraglio aperto sul possibile. È la potenza immaginativa dell’arte ad aver permesso, anche nei periodi peggiori della storia dell’umanità, di sentire la possibilità di realizzare un mondo diverso da quello imposto dai poteri egemoni”, ha sottolineato ancora il curatore.

FRONTEGGIARE IL DISASTRO

A parlare di critica d’arte contemporanea quest’anno saranno una decina di autori, diversi per formazione e generazione di appartenenza. L’apertura del ciclo degli incontri – venerdì 5 ottobre, ore 17.30 – sarà affidata all’artista Daniela Comani. Si prosegue con Serena Carbone, “giovanissima e straordinaria studiosa, dalla Calabria a Torino, autrice della prima monografica degna di questo nome pubblicata in Italia su Marcel Broodthaers, uno dei padri di una vita europea all’arte concettuale” e con Flaminio Gualdoni, “studioso di altissimo lignaggio”, presente a Scripta 2018 con Corpo delle immagini, immagini del corpo. Sabato 6 ottobre sarà la volta di Christian Caliandro, titolare della rubrica Inpratica su Artribune, definito da Gaglianò“uno dei più corrosivi pensatori italiani”, con Italia Evolution introdotto da Marco Brizzi; dello studioso d’arte e nuovi media Bruno Di Marino, con Segni sogni suoni. Quarant’anni di videoclip da David Bowie a Lady Gaga. La chiusura sarà a cura al duo Bianco-Valente, a Firenze con il catalogo della mostra presentata contestualmente a Manifesta 12. Nella giornata conclusiva, infine, spazio alla studiosa Ilaria Bernardi, autrice di La Tartaruga Storia di una galleria, il libro dedicato a un “luogo di incredibile sperimentazione nella Roma degli anni Sessanta”, e all’architetto, critico e artista Gianni Pettena con due pubblicazioni, tra cui una a cura di Marco Scotini. Previsto anche un omaggio a Jannis Kounellis alla presenza di Bruno Corà, tra le voci coinvolte nel volume di Kounellis. Impronte. “L’arte che tradizionalmente immaginiamo come qualcosa che appartiene alla dimensione sensoriale della vista, noi la disponiamo in forma dialogica, cerchiamo di aprire ancora più questo canale”, ha evidenziato Gaglianò durante la presentazione del programma.

UN CANTIERE COME SCENOGRAFIA

Dopo Luca Pancrazi, Scripta 2018 sceglie una “madrina”: si tratta dell’artista Daniela Comani, i cui lavori affrontano “aspetti legati alla percezione di genere”. Per gli spazi della Libreria BRAC ha concepito una delle due installazioni in mostra nell’ambito della kermesse: è Best Book Titles, 2018, che resterà visitabile per un intero mese. Al Museo Marino Marini, nei giorni del Festival, sarà invece allestita Novità editoriali a cura di Daniela Comani, 2007/2017. Entrambe le opere offrono una reinterpretazione dei grandi classici della letteratura: “È un filone che Daniela porta avanti da tempo” ha precisato Gaglianò, “attraverso il quale compie cambi di genere. Ad esempio, avremo ‘Se una notte d’inverno una viaggiatrice’ o ‘Le sorelle Karamazov’. L’apparente ironia innesca una riflessione sugli automatismi della percezione”. Il programma di Scripta 2018 si aprirà anche alle arti performative, grazie allo spettacolo I libri di Oz della compagnia teatrale Fanny & Alexander – venerdì 5 ottobre – e al concerto sperimentale per “musica elettronica e altra cianfrusaglie” del duo OoopopoiooO – sabato 6 ottobre.

IL MUSEO MARINO MARINI VERSO LA RIAPERTURA

Il Festival costituirà l’occasione per rientrare, seppur temporaneamente, all’interno del Museo Marino Marini, nei quali sono in corso dei lavori. “Tutto questo avverrà in un museo chiuso: è quasi una performance!”, ha commentato Patrizia Asproni, alla presidenza dall’istituzione fiorentina dal 2016. “Stiamo concludendo gli interventi e siamo ragionevolmente certi di poter aprire entro il mese di novembre. Scripta corrisponde perfettamente al carattere del Museo e, per questo, nonostante il cantiere in essere abbiamo deciso di ospitarne gli appuntamenti. Si tratta di un’iniziativa connessa con il nostro progetto di fiera mensile di bouquinistes, riservata esclusivamente ai libri d’arte e d’artista, che si svolgerà a partire dal nuovo anno nel Museo e nella piazza antistante, concessa dal Comune.” Tra le novità che accompagneranno il nuovo corso del Museo anche la scelta di prevedere il pagamento del biglietto di ingresso solo per le mostre: “Il nostro museo è rivolto ai cittadini, vogliamo che sia un museo della città. Proprio per questo lo riapriremo gratuitamente: la collezione permanente sarà a disposizione della città in forma gratuita; le mostre saranno a pagamento. Per me la cultura è come l’acqua, è assolutamente indispensabile alla vita, deve essere accessibile a tutti e fruibile da tutti.”

-Valentina Silvestrini

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.