Le mostre da vedere a Roma nel weekend della fiera Arte in Nuvola

Dall’immaginario fantasy di Tolkien alla scrittura per immagini di Calvino, dalla classicità di Fidia alla vivacità barocca di Rubens. E poi protagonisti del secondo Novecento come Helmut Newton, Emilio Prini e Riccardo Dalisi. Ma anche un osservatorio sugli artisti contemporanei

Con oltre 150 gallerie partecipanti, 15 progetti speciali e 3 grandi mostre, la terza edizione della fiera capitolina Arte in Nuvola, ospitata all’Eur, negli spazi della Nuvola di Fuksas, si terrà dal 23 al 26 novembre 2023. Un’opportunità per scoprire anche l’offerta culturale romana con uno sguardo più ampio sulla città, complice il weekend. Qui segnaliamo una selezione delle mostre da vedere oltre la fiera.

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Fidia – Musei Capitolini

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…E Prini – Macro Museo d’Arte Contemporanea

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Mimmo Jodice e Riccardo Dalisi – MAXXI

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Favoloso Calvino – Scuderie del Quirinale

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Helmut Newton, Legacy – Museo dell’Ara Pacis

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Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma – Galleria Borghese

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Tolkien. Uomo, professore, autore – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

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Paolo Portoghesi – Accademia Nazionale di San Luca

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Francesco Arena. Il fulmine governa ogni cosa – Fondazione Nicola Del Roscio

Inaugura proprio nei giorni di Arte in Nuvola la prima mostra in Italia dedicata a un artista simbolo della Grecia classica. Sono le sculture di Fidia le protagoniste del progetto allestito ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli: il percorso espositivo ripercorre vita, carriera e clima storico-culturale in cui operò lo scultore greco, tra istallazioni multimediali, reperti archeologici, originali come i frammenti del fregio del Partenone, prestati eccezionalmente dal Museo dell’Acropoli di Atene e mai usciti prima dalla Grecia, oltre a repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni. Importante è il sistema di prestiti che ha consentito di mettere insieme le oltre 100 opere in mostra, in arrivo dal British Museum di Londra, dal Museo Archeologico Nazionale di Atene, dal Museo di Olimpia, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Metropolitan Museum of Art di New York, dai Musei Vaticani, dal Museo del Louvre di Parigi, e da importanti istituzioni italiane come il Museo Archeologico di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il Museo Archeologico di Napoli e l’Archivio Cambellotti.

Scudo Strangford. Replica scudo di Atena Parthenos_© The Trustees of the British Museum
Scudo Strangford. Replica scudo di Atena Parthenos_© The Trustees of the British Museum

Dalla collaborazione diretta con l’Archivio Emilio Prini nasce la retrospettiva dedicata all’artista piemontese (Stresa, 1943 – Roma, 2016), che esordì nel 1967 in concomitanza con la nascita dell’Arte Povera, invitato a partecipare alla mostra seminale del movimento, curata da Germano Celant. La mostra del MACRO è la più ampia mai realizzata su Prini, con oltre 250 opere realizzate nell’arco temporale che dagli Anni Sessanta conduce al 2016. L’intenzione è quella di restituire la complessità di un autore per certi versi enigmatico, che a partire dalla metà degli Anni Settanta scelse di ridurre notevolmente l’attività espositiva, dedicandosi, invece, a rielaborare a più riprese un numero circoscritto di idee e opere, spesso intervenendo con gesti minimi, o scritte, anche su cataloghi e poster. Proprio sulla negazione dell’opera come oggetto chiuso, animato da un costante bisogno di riscrittura, si orienterà l’intera carriera di Prini.
Al museo di via Nizza si visitano anche le mostre di Alvin Curran (Hear Alvin here) e Alexander Brodsky (Profondità di campo), oltre al progetto Barrikadenwetter: Atti visivi dell’insurrezione.

…E Prini, Exhibition view at Macro. Photo Melania Dalle Grave, DSL Studio
…E Prini, Exhibition view at Macro. Photo Melania Dalle Grave, DSL Studio

Al MAXXI arriva uno dei progetti più celebri di Mimmo Jodice (Napoli, 1934), frutto del profondo legame del fotografo partenopeo con l’antichità e la classicità. Attraverso materiali d’archivio, documenti, locandine di mostra e articoli di giornale, il focus del museo per le arti del XXI secolo ricostruisce la genesi e gli sviluppi del progetto, nato tra gli Anni ’80 e’90, quando Jodice inizia a lavorare sui temi della memoria e delle origini, rileggendo l’antichità per offrire visioni al di fuori dalla realtà. Dunque si parte dall’esplorazione delle più note aree archeologiche campane per approdare al Mare Nostrum, fino ai musei di tutto il mondo che espongono arte antica.
In galleria 4, invece, il protagonista è Riccardo Dalisi (Potenza, 1931 – Napoli, 2022), architetto, designer e artista, premiato due volte con il Compasso d’Oro, omaggiato con una completa retrospettiva a un anno dalla sua scomparsa. La mostra, con l’allestimento a cura di Studio Novembre, evidenzia innanzitutto la versatilità del progettista, dai laboratori creativi con i bambini di Napoli al design “ultrapoverissimo”, dall’architettura alla reinterpretazione della caffettiera napoletana, dalle installazioni urbane alla rilettura delle mitologie mediterranee. E si esplorano anche i suoi contatti con artisti, designer, architetti e critici italiani e internazionali.

MAXXI, Riccardo Dalisi, Riccardo Dalisi nel suo studio Napoli, ph. Fulvio Cutolo, Courtesy Archivio Riccardo Dalisi
MAXXI, Riccardo Dalisi, Riccardo Dalisi nel suo studio Napoli, ph. Fulvio Cutolo, Courtesy Archivio Riccardo Dalisi

Nel centenario della nascita di Italo Calvino, una grande mostra alle Scuderie del Quirinale ne racconta l’immaginario, filtrato dal costante e insistito rapporto con le immagini, come fonte primaria della scrittura e dell’interpretazione del mondo. È proprio nell’esortazione a guardare – “il cervello comincia dall’occhio”, scriveva l’autore ligure – che si definisce il progetto curato dal professor Mario Barenghi, non una mostra biografica, ma un approfondimento su Calvino allestito per temi modulari. L’esposizione romana si avvale di oltre 400 prestiti per mettere in scena la complessità del Calvino affabulatore, militante, ecologista, interprete, traduttore, appassionato di cinema e fumetti, debitore al mondo delle fiabe e lucido lettore della realtà. Per aiutare la comprensione si forniscono coordinate biografiche e geografiche, ma tutt’intorno si affastella l’immaginario generato dall’autore: dai suoi libri più fortunati, innanzitutto, e dagli scritti sull’arte, raccolti in gran parte nel volume Collezione di sabbia, del 1984. Come pure dai rapporti diretti e prolungati con illustratori e artisti come Emanuele Luzzati, Giulio Paolini, Emilio Isgrò e molti altri.

Favoloso Calvino, exhibition view at Scuderie del Quirinale, Roma, 2023
Favoloso Calvino, exhibition view at Scuderie del Quirinale, Roma, 2023

Dopo aver fatto tappa a Milano, Helmut Newton – Legacy si presenta all’Ara Pacis di Roma. Il progetto, a cura del direttore della Helmut Newton Foundation Matthias Harder e di Denis Curti, riunisce 200 scatti (di cui 80 inediti), documenti e materiali d’archivio dell’artista nato a Berlino nel 1920, enfant prodige della fotografia, protagonista del Novecento. E ne ripercorre la vita e la carriera, sin dai primi passi mossi affiancando la fotografa di moda Yva, prima della brusca interruzione dovuta allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, quando Newton, di famiglia ebrea, fu costretto a rifugiarsi in Australia. Si passa così dagli scatti australiani degli Anni Quaranta e Cinquanta agli ultimi anni di produzione, e attraverso il periodo francese dei Sessanta, e gli Stati Uniti dei Settanta. Un’attenzione particolare è dedicata ai servizi di moda considerati all’avanguardia, come quelli ispirati ai film di Alfred Hitchcock, Francois Truffaut e Federico Fellini. Molti anche i ritratti firmati da Newton, da Gianni Versace, a Andy Warhol, Charlotte Rampling, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Mick Jagger, Nastassja Kinski, David Bowie, Elizabeth Taylor, Arthur Miller, solo per citarne alcuni.

Helmut Newton, Il muro di Berlino, Berlino 1977. Courtesy Helmut Newton Foundation
Helmut Newton, Il muro di Berlino, Berlino 1977. Courtesy Helmut Newton Foundation

Peter Paul Rubens (Siegen, 1577 – Anversa, 1640) e l’antico. La seconda fase del progetto che ha visto collaborare Galleria Borghese con la Fondazione Palazzo Te e Palazzo Ducale di Mantova si concentra sul contributo del pittore barocco fiammingo all’elaborazione di una nuova concezione dell’antico, frutto di una riflessione sui temi dell’imitazione e del naturale. Con quasi 50 opere provenienti dai più importanti musei al mondo, la mostra è divisa in 8 sezioni, a partire da quella che le dà il titolo – Il tocco di Pigmalione – per evidenziare il peculiare rapporto di Rubens con la studio dei modelli classici e rinascimentali, che lo porta a creare un “nuovo mondo di immagini”, più vivo e vivace, attraverso un processo di animazione dell’antico.

Il Tocco di Pigmalione. Rubens e la Scultura a Roma. Galleria Borghese
Il Tocco di Pigmalione. Rubens e la Scultura a Roma. Galleria Borghese

150 opere tra foto, documenti, filmati, lettere e ricostruzioni virtuali (che permetteranno di “consultare” anche le prime edizioni de Il Signore degli Anelli) per omaggiare i cinquant’anni dalla morte dello scrittore britannico John Ronald Reuel Tolkien. La mostra allestita alla Galleria d’Arte Moderna, a cura di Oronzo Cilli, non ha mancato di suscitare polemiche per l’esplicito apprezzamento per l’autore ribadito a più riprese dalla premier Giorgia Meloni e dalla destra italiana. Ma il progetto J. R. R. Tolkien 1973 – 2023 Uomo, Professore, Autore merita di essere avvicinato con curiosità al di là delle strumentalizzazioni politiche. Aiuta l’operazione la compresenza di approfondimento scientifico ed espedienti multimediali, che rendono giustizia all’immaginario fantasy.

Tolkien. Uomo, Professore, Autore
Tolkien. Uomo, Professore, Autore

Termina il 25 novembre (dopo la proroga che ne ha registrato il successo) la mostra fotografica che omaggia Paolo Portoghesi (Roma, 1931 – Calcata, 2023), e attraverso i suoi scatti l’opera di Francesco Borromini, molto apprezzata dall’architetto romano. Le fotografia esposte all’Accademia di San Luca sono tratte dal libro Paolo Portoghesi: di Francesco Borromini, tutte in bianco e nero, tratte da negativi, in formato 6×6, che inquadrano con prospettive inedite alcuni scorci romani, dalla chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza a San Carlo alle Quattro Fontane, da San Giovanni in Laterano alla Casa dei Filippini. E poi Sant’Agnese in Agone, Palazzo Falconieri, il Collegio di Propaganda Fide, la chiesa di Sant’Andrea delle Fratte.

Paolo Portoghesi, Francesco Borromini, Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, Roma
Paolo Portoghesi, Francesco Borromini, Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, Roma

Per il ciclo #Project Room – che vuole istituire un osservatorio sui più interessanti artisti italiani contemporanei – la Fondazione Nicola Del Roscio ospita la personale di Francesco Arena (1978), ideata da Nicola Del Roscio e curata da Davide Pellicciari e Carlotta Spinelli. Il fulmine governa ogni cosa è un progetto espositivo in cui convergono e si sovrappongono alcuni dei personaggi che nel corso del tempo Francesco Arena ha intercettato o ritrovato in contesti molteplici, da Martin Heidegger Glenn Gould, da Jacques-Louis David Cy Twombly, da Paul Engelmann a Ludwig Wittgenstein. Spaziando dunque dalla filosofia alla musica, fino all’arte, per abbracciare tutto il mondo del sapere.
Il titolo, non a caso, fa riferimento a una citazione di Eraclito incisa sulla fronte dell’architrave della porta di ingresso della hütte di Heidegger a Todtnauberg, ricostruita a dimensioni reali all’interno degli spazi della Fondazione. All’interno della capanna di Arena, però, si scoprono una serie di sculture realizzate dall’artista appositamente per la mostra.

Francesco Arena, Il fulmine governa ogni cosa, 2023
Francesco Arena, Il fulmine governa ogni cosa, 2023
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Fidia – Musei Capitolini

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…E Prini – Macro Museo d’Arte Contemporanea

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Mimmo Jodice e Riccardo Dalisi – MAXXI

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Favoloso Calvino – Scuderie del Quirinale

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Helmut Newton, Legacy – Museo dell’Ara Pacis

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Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma – Galleria Borghese

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Tolkien. Uomo, professore, autore – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

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Paolo Portoghesi – Accademia Nazionale di San Luca

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Francesco Arena. Il fulmine governa ogni cosa – Fondazione Nicola Del Roscio

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