Arti performative e musica. I primi dieci anni di Cross Festival in Piemonte

Al via l’8 giugno la decima edizione della rassegna ideata da Antonella Cirigliano per vivacizzare un’area periferica come l’Alto Piemonte, attorno al Lago Maggiore. Danza contemporanea, musica, performing art, ma anche pratiche di auto-cura per immaginare una società sostenibile

Paolo Sacchi Cross Portrait
Paolo Sacchi Cross Portrait

Be the change è il titolo programmatico dell’edizione 2022, la decima, di Cross Festival, la rassegna internazionale di arti performative organizzata sulla sponda piemontese del Lago Maggiore da LIS Lab Performing Arts, con la direzione artistica di Antonella Cirigliano.
Un progetto articolato che, fin dalle sue prime edizioni, ha ricercato la contaminazione e l’“incrocio”, non soltanto dei linguaggi, ma pure delle esperienze: da una parte quella degli artisti coinvolti e, dall’altra, quella degli abitanti del territorio, tutt’altro che fecondamente poroso, in cui la rassegna si svolge. Cirigliano, dunque, ha fin dall’inizio privilegiato “progetti di inclusione sociale e di valorizzazione del ruolo della cittadinanza”, riuscendo così a fare di Cross una realtà riconosciuta e identitaria dell’area di Verbania: il sontuoso teatro Il Maggiore, ma pure Villa Ceretto – centro operativo del festival e luogo di fruttuose residenze creative – e i boschi che si riflettono sul lago; i quartieri più difficili di Verbania e Villa Giulia. Con un lento ma costante movimento a cerchi concentrici, ecco che in questi dieci anni il festival è riuscito a coinvolgere fattivamente un’area geografica più ampia, toccando quest’anno anche le sponde di un altro specchio d’acqua, il piccolo ma suggestivo Lago d’Orta.

Cross Experience. Photo Paolo Sacchi
Cross Experience. Photo Paolo Sacchi

CROSS FESTIVAL 2022: AGIRE PER IL CAMBIAMENTO

L’edizione 2022 debutta dunque l’8 giugno e, fino al 12, colonizzerà l’area circostante Verbania, per poi spostarsi, dal 17 giugno al 2 luglio, sul Lago d’Orta, fra Ameno e Orta San Giulio. Antonella Cirigliano spiega la scelta del tema del “cambiamento” quale filo rosso del ricco cartellone – spettacoli ma anche laboratori e una mostra fotografica –, sottolineando come esso sia una vera e propria “necessità vitale”. La direttrice artistica illustra come “a partire da un accompagnamento alla riflessione, individuale e collettiva, sulla fragilità dell’esistenza umana, sul cambiamento climatico e sull’urgenza di elaborare nuovi modelli culturali”, la rassegna si sia progressivamente configurata quale “un progetto che intende tracciare un campo di indagine nel quale gli artisti coinvolti esplorino forme di relazione attiva con il paesaggio, le collettività che lo abitano, la natura, il territorio, acquisendo un bagaglio di esperienze che nutra i personali percorsi artistici e origini immaginari nuovi e sorprendenti”.
Il fine è quello di “approfondire le tematiche del cambiamento e di questo nuovo mondo cui ci affacciamo”, poiché “non vi è niente di più ecologico oggi del dialogo, del lavorare insieme per un comune obiettivo”.

Pesopiuma collective. Photo Giulia Capra
Pesopiuma collective. Photo Giulia Capra

CROSS FESTIVAL 2022: IL PROGRAMMA

Spettatori vecchi e nuovi del festival potranno ripercorrerne le edizioni passate vistando la mostra fotografica Cross Experience, la cui inaugurazione negli spazi di Villa Giulia a Verbania segnerà anche l’apertura del festival. Le immagini scattate dal reporter e ritrattista Paolo Sacchi e scelte da Al Minuto (Giulia Grassi e Sara Mignone) compongono un policromo mosaico specchio della sfaccettata identità della rassegna, fra danza e performance, realizzate anche in luoghi inaspettati. Peculiarità che contraddistingue pure il cartellone di questa edizione, che vede molti interessanti lavori di giovani e brillanti coreografi come Giuseppe Muscarello, Irene Russolillo, Francesco Marilungo, Claudia Castellucci, Claudia Caldarano; l’esito finale del progetto sostenuto dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, Swans never Die, frutto del lavoro in rete di quattro compagnie piemontesi (Balletto Teatro di Torino, codedUomo/Daniele Ninarello, EgriBiancoDanza, Zerogrammi); ma anche workshop, come quello tenuto da un’artista ormai affermata come Silvia Gribaudi.

Botanica. Photo Lorenza Daverio
Botanica. Photo Lorenza Daverio

CROSS FESTIVAL 2022: EVENTI SPECIALI

Come accennavamo, Cross Festival ama da sempre portare la performance al di fuori degli spazi consueti, realizzando inventivi progetti site specific. Ecco, allora, che questa decima edizione ospiterà Amleto. Una questione personale, spettacolo itinerante con partenza da piazza Marconi ad Ameno, sul Lago d’Orta, ideato e diretto da Anna Fascendini, Giulietta de Bernardi, Michele Losi di Scarlattine Teatro/Campsirago Residenza (18 giugno). E, dal 26 al 28 giugno, ci si potrà immergere nella natura, sperimentando nuove modalità di percezione, grazie a Il bosco non c’è, percorso sviluppato a partire da un concept della stessa Cirigliano con Hamayl Angelo, coprodotto da Perypezye Urbane, in collaborazione con NABA ‒ Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Un evento speciale, poi, animerà l’esordio del festival: il 10 giugno, il teatro Il Maggiore di Verbania sarà il palcoscenico di Botanica, performance musicale dedicata alla madre Terra creata dal collettivo Deproducers (Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Max Casacci e Riccardo Sinigallia) affiancato da Telmo Pievani, nelle vesti di affabulatore scientifico.

Laura Bevione

https://crossfestival.it/

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Laura Bevione
Laura Bevione è dottore di ricerca in Storia dello Spettacolo. Insegnante di Lettere e giornalista pubblicista, è da molti anni critico teatrale. Ha progettato e condotto incontri di formazione teatrale rivolti al pubblico. Ha curato il volume “Una storia. Dal festival Teatro Europeo al festival Teatro a Corte” (Titivillus, 2011); le monografie “Interior Sites Project. Il teatro di Cuocolo/Bosetti. IRAA Theatre” (Titivillus, 2017) e “Nelle case, nelle fabbriche, in scena. Il Teatro fatto a mano di Mariella Fabbris” (CUE Press, 2019); la raccolta dei testi dell’attore Stefano Braschi, “Ingarbujè. Matassa organizzata di pensieri tra vita e sogni” (Robin, 2021).