Il meglio del 2016. La top ten della musica

Ecco la classifica dei 10 top sonori dell’anno secondo la redazione musicale di Artribune: 6 dischi e 3 live con un discorso ex aequo per la classica, operistica e discografica. Dall’ultimo album del compianto David Bowie al concerto in 3D dei Kraftwerk, una lunga stagione si è conclusa e la ripercorriamo per voi.

1. DAVID BOWIE – BLACKSTAR (ISO, RCA, COLUMBIA, SONY)

David Bowie, Blackstar

David Bowie, scomparso all’inizio dell’anno, non poteva non aprire questa classifica che mette al primo posto il suo ultimo album Blackstar: una summa e un inevitabile testamento di tutta la sua lunga carriera musicale. Un disco oscuro che, riprendendo molti degli elementi – elettronici e ipnotici – della trilogia berlinese (Low, Heroes e Lodger), spazia in diversi generi musicali, dal soul al jazz, dal trip hop al rock sperimentale, dalla fusion all’hard bop. [Claudia Giraud]

2. ANOHNI – HOPELESSNESS (SECRETLY CANADIAN)

Anohni, Hopelessness (2016)

Hopelessness è un album totale. Ecumenico, verrebbe da dire. Al suo interno c’è tutto: dalla trasformazione (musicale e personale) di Anohni (all’anagrafe Antony Hegarty), ai pezzi impegnati politicamente e socialmente, alla musica, sempre cangiante. L’elettronica e il suono della voce dell’ex cantante degli Antony and the Johnsons, insieme, danno vita a un prodotto incredibile, che lascia senza fiato. Ascoltate Drone bomb me: il loop è assicurato. [Paolo Marella]
http://anohni.com/

3. A TRIBE CALLED QUEST – WE GOT IT FROM HERE…THANK YOU 4 YOUR SERVICE (EPIC RECORDS)

A Tribe Called Quest – We Got It From Here… Thank You 4 Your Service (2016)

Era il 1998. 18 anni fa usciva l’ultimo album gli ATCQ, The Love Moment. Ora sono ritornati, più carichi che mai, sempre con il marchio di fabbrica: l’hip-hop eclettico, le basi che spaziano dal funk al soul, la loro inconfondibile lirica intelligente e rilassata e i campionamenti sofisticati. In questo lungo album (2 CD) si nota ancora di più l’allontanamento musicale dai De La Soul, con cui, gli ATCQ condividono il passato nella famiglia hip hop Native Tongues Posse. Mettete le cuffie e fate play su We The People. Ci vediamo nel Queens. [Paolo Marella]
http://atribecalledquest.com/

4. FRANK OCEAN – BLONDE (BOYS DON’T CRY)

Frank Ocean – Blonde (2016)

Blonde di Frank Ocean è l’alter ego di Lemonade di Beyonce. I motivi dell’incredibile successo del primo sono, per certi versi, simili a quelli del secondo. La maturità dei testi di Ocean, il pop che porta dentro di sé praticamente tutto (influenze soul, citazioni funk, campionamenti elettronici), e, ovviamente, l’immenso hype per l’attesa. Ma Blonde segna un punto cruciale nella storia contemporanea americana: l’avvicinamento di due mondi lontani, l’hip-hop e le comunità LGBT. [Paolo Marella]
http://boysdontcry.co/

 

5. SILVER SWANS – ILLUSIONS (COYPU RECORDS)

Silver Swans – Illusions (2016)

Duo dream pop/synth-pop di San Francisco – formato dalla vocalist Ann Yu (già nella band indie rock LoveLikeFire) e dal producer Jonathan Waters –, autore di diverse cover e remix: da Video Games di Lana Del Rey (un rallenty sognante) alla riduzione progressiva della ritmica in Anyone’s Ghost di The National. Il 29 novembre è uscito il loro nuovo EP per l’etichetta italiana Coypu Records. [Paolo Tarsi]
https://silverswans.bandcamp.com/

 

6. AUTECHRE – ELSEQ 1-5 (WARP RECORDS)

Autechre – elseq 1-5 (2016)

Cinque dischi-monoliti che escono a sorpresa – esclusivamente in formato digitale – a tre anni da Exai. Non ha più senso parlare di musica elettronica, di maestri, di avanguardia: gli Autechre sono altro. Musica che verrà e che probabilmente – ma non è affatto garantito –capiremo appieno tra dieci, vent’anni. [Vincenzo Santarcangelo]
https://autechre.bleepstores.com/

7. MUSICA CLASSICA: 7 OPERE E 3 DISCHI

Madama Butterfly, photo Brescia Amisano, Teatro alla Scala

Sette spettacoli di teatro in musica – Il Crepuscolo degli Dei di Richard Wagner al Teatro Massimo di Palermo; Il Trittico di Giacomo Puccini al Teatro dell’Opera di Roma; Benvenuto Cellini con la regia di Terry Gilliam al Teatro dell’Opera di Roma; Norma al Teatro San Carlo di Napoli; Donna del Lago di Gioacchino Rossini al Rossini Opera Festival di Pesaro; Jenufa di Leóš Janaceck al Teatro Massimo di Palermo; Madama Butterfly al Teatro alla Scala di Milano –, e tre dischi – quello del giovane talento della musica classica Yury Revich, con Le quattro stagioni di Vivaldi e di Piazzolla in versione per violino solo; il cd Sonata di Nicola Montella per chitarra classica; e infine Bomarzo di Alberto Ginastera, nella riedizione su nastri del 1967 – meritano una posizione ex aequo per il carattere innovativo della loro concezione. [Giuseppe Pennisi]

8. AUTECHRE – LIVE A CLUB TO CLUB, TORINO, 4/11/2016

Autechre

L’unica data italiana degli Autechre, annunciata all’improvviso dagli organizzatori di Club To Club, è una sorta di pop-up concert. Iniziano a suonare alle cinque del mattino, buio completo. Spazzano via tutto ciò che è venuto prima, tutto ciò che verrà dopo. Tecnicamente è scorretto parlare di disco dell’anno o di evento dell’anno: equivale a imbrigliare questo duo in un tempo che non appartiene loro. Ma è da qui che bisogna partire per provare a capire cosa accadrà. [Vincenzo Santarcangelo]
https://autechre.bleepstores.com/

9. PHILIP GLASS – LIVE AL TEATRO REGIO DI PARMA, 14/11/2016

Philip Glass, photo Marco Noviello

Icona della musica contemporanea, del minimalismo e delle sue evoluzioni, Philip Glass è il protagonista di un concerto nel quale, per la prima volta in Italia e in esclusiva al Teatro Regio di Parma, interpreta i suoi 20 Etudes, insieme ai pianisti Maki Namekawa e Roberto Esposito. L’appuntamento ha concluso la decima edizione di Barezzi Festival, rassegna nata a Busseto e cresciuta tra Parma e la sua provincia, che trova la propria vocazione nella ricerca delle relazioni tra opera, musica classica e contemporanea. [Paolo Tarsi]
www.barezzifestival.it

10. KRAFTWERK 3D – LIVE ALL’ARENA DI VERONA, 25/7/2016

Kraftwerk – The Catalogue 1 2 3 4 5 6 7 8 Tate Modern

Tra gli schermi LED di 14 metri x 6 a ospitare filmati vintage in bianco e nero e immagini virtuali, le fantascientifiche tutine luminose d’ordinanza indossate dal quartetto di Düsseldorf (con il solo Ralf Hütter della formazione originale) e i ritmi robotici, va in scena il vero concerto multimediale per antonomasia: quello dei Kraftwerk. Con l’immagine e il suono perfettamente sincronizzati ed esaltati dall’uso degli occhialini 3D. [Claudia Giraud]
www.kraftwerk.com

a cura di Claudia Giraud

Dati correlati
AutoriDavid Bowie, Philip Glass, Kraftwerk
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).