Curiosità alla Biennale di Venezia 2026: il Padiglione della Tanzania è pieno di artisti italiani

Il racconto proposto dalla Tanzania si sviluppa tra Palazzo Canova e Supernova, negli spazi della Gervasuti Foundation. La mostra mette a confronto diversi artisti tanzanesi con voci dall’Europa e dell’Asia. Quattro le linee guida: mente, gesto, corpo e archivio

C’è spazio anche per diversi artisti italiani, in una Biennale avara di presenze tricolore, nell’esposizione presentata dal Padiglione della Repubblica Unita di Tanzania, che negli spazi della Gervasuti Fonudation, a Palazzo Canova e Supernova, nel sestiere di Cannaregio, si accorda con la chiave minore della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, presentando il progetto Minor Frequencies: The Inner Life of a Nation.

Il Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026 con due spazi a Cannaregio

Dopo la prima partecipazione nazionale nel 2024, quest’anno il progetto della Tanzania – curato da Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin – acquista più spazio, articolandosi all’interno di un complesso di archeologia industriale, che accoglie le opere nell’allestimento studiato per far coesistere una pluralità di voci, di artisti tanzaniani e confronto con artisti provenienti da altri luoghi.

La mostra collettiva accordata sul dialogo e sulle frequenze minori

A mantenere centralità, però, sono le voci della Tanzania, ciascuna con una propria linea di ricerca: il corpo di Turakella Editha Gyindo, il gesto di Lazaro Samuel, l’archivio di Valerie Asiimwe Amani, la mente di Amani Abeid. L’intento è quello di mettere in scena un caleidoscopio artistico, che si apre a tutti i linguaggi e al contempo accoglie il mondo, valorizzando le differenze formali e linguistiche. In un contesto che privilegia l’interiorità rispetto alla spettacolarizzazione. Minor Frequencies è quindi un progetto fondato sul dialogo e sul confronto, che non vuole indebolire le specificità identitarie, evidenziando piuttosto i punti di contatto e le comunanze geografiche, sociali e culturali, che l’arte contribuisce a valorizzare. Così facendo, il padiglione si prefigge di amplificare il ruolo della Tanzania nel panorama internazionale dell’arte contemporanea.

La partecipazione dell’Italia al Padiglione Tanzania

L’allestimento, oltre a sdoppiarsi tra due sedi, asseconda una ritmica non lineare, intervallata da quinte di tessuti colorati che accolgono installazioni multidisciplinari, collage, scritte poliglotte, luci, suoni, interventi grafici, pittura e scultura, per moltiplicare le prospettive attraverso l’incrocio e l’accoglienza di visioni alternative. Gli artisti italiani in mostra sono Alice Andreoli, Christian Balzano, Silvia Canton, Patrizia Casagranda, Andrea Marchesini, Gianni Moretti, Maria Elisabetta Novello, Ciro Palumbo, Andrea Papi, Angelo Orazio Pregoni, Lazaro Samuel, Roberto Saglietto, Michele Tombolini e Sasha Vinci. Partecipano anche voci dal resto d’Europa e dall’Asia.

Padiglione Tanzania // dal 9 maggio al 22 novembre 2026
Minor Frequencies: The Inner Life of a Nation
Gervasuti Foundation at Supernova – Cannaregio 3218/A – Fondamenta della Sensa
Gervasuti Foundation – Palazzo Canova – Cannaregio 4998 – Calle Lunga Santa Caterina – Il Campiello

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Redazione

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